Ferrario-Sgura, due pesi due misure. Il cdr del Tg1 ha cambiato parere
marco | 2 aprile 2010
Un giornalista per quanto tempo può condurre un’edizione di un tiggì? Semplice: finché lo decide il direttore. Lo stesso principio si applica in tutti i giornali, i periodici e in tutte le aziende. Chi mette la squadra in campo è sempre l’allenatore, chi decide sui ruoli in redazione è sempre il direttore. Certo, ci possono essere diversi fattori a far pesare il piatto della bilancia, ma quello che appare sacrosanto è il fatto che nessun direttore fa mai la squadra per perdere. A meno che non sia masochista. O non voglia andarsene. Gli spostamenti di Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso non sono state epurazioni ma ricambi. Augusto Minzolini ha detto di volere volti nuovi. Un po’ per dare stimoli anche ad altri, un po’ perché desidera lasciare la sua impronta al Tg1. E visti i casini che si scatenano intorno alla sua direzione, bisogna dire che ci sta riuscendo bene. Comunque anche il suo predecessore, Gianni Riotta, fece degli spostamenti importanti. L’attuale caporedattore centrale, Leonardo Sgura, tanto per fare un esempio, fu rimosso dalla conduzione delle edizioni del mattino. Andò dal cdr ma Alessandra Mancuso gli rispose: «E mica si può fare il conduttore a vita». Due pesi, due misure, se si pensa a quello che sta accadendo in questi giorni in cui si continua a parlare di epurazioni e vendette per firme non messe in un documento che in pratica ridiscuteva la fiducia al direttore (e di rimbalzo sfiduciava il cdr). Il caporedattore centrale Massimo De Strobel non firmò il documento ed è stato rimosso. Ma pensateci bene: come può un caporedattore centrale schierarsi contro il direttore e conservare il proprio incarico? Per quanto riguarda Tiziana Ferrario, lei non firmò nemmeno il documento in favore delle due precarie non assunte da Riotta, Roberta Sibona e Viviana Verbaro, entrambe in gravidanza e dirottate al giornale radio. Ma veniamo ai rimossi dalle conduzioni: il direttore ha offerto a Tiziana Ferrario e Paolo Di Giannantonio di fare gli inviati in giro per il mondo. Damosso è già stato promosso caporedattore proprio da Minzolini.





