Il popolo del blog lancia la Serracchiani all'assalto
marco | 3 aprile 2010
Serracchiani boys sono tornati all’attacco. Non hanno dimenticato quei 13 minuti, nei quali il discorso di Debora divenne un manifesto per le nuove generazioni, un pezzo di storia del Pd. Il primo mattone per la casa del futuro. Ora le chiedono di «mandarli a casa tutti», di «fare spazio ai giovani», di «mollare l’osso». Lo fanno sul blog. Incoraggiano e spingono Debora a uscire allo scoperto, a prendere di punta la classe dirigente. Centinaia di messaggi in poche ore. Inutile negarlo: la Serracchiani è già un leader della rete, ora lo deve diventare anche dentro il Pd. «La situazione è più grave di un anno fa», sottolinea Debora Serracchiani, «la sensazione di pessimismo è più diffusa, è un suicidio continuare a far finta di niente. Lasciamo perdere la slavina della Lega Nord, ci siamo assuefatti a farci succhiare voti da Di Pietro. Ma quando in Emilia Romagna la lista Grillo raccoglie simili consensi ci deve essere chi si chieda perché accade una cosa simile. Dobbiamo riprendere a parlare con la gente che ci contesta, con quelli che hanno preferito restare a casa o che hanno votato Lega. Anzi, prima di parlargli dobbiamo cominciare ad ascoltarli». Pochi attimi e dall’appello che suona da chiamata alle armi ecco che la Serracchiani scaglia il suo attacco ai dirigenti del Pd: «Non sono d’accordo con chi dice che il ricambio generazionale è sopravvalutato, oppure che non sia un problema. La gente prima di tutto ci chiede il coraggio di rinnovarsi, di darsi obiettivi chiari e di comunicarli con parole chiare. Stavolta non dobbiamo stare a guardare». Se questo non è una discesa in campo, poco ci manca. La Serracchiani è molto amata dai giovani e dai quarantenni del partito che vedono in lei il segretario che potrebbe cancellare la vecchia nomenklatura, uscita a pezzi anche da questa tornata elettorale. Seppure espressamente Debora non chieda le dimissioni di nessuno. «Ho già detto che non sono tra quelli che chiedono le dimissioni del segretario, al contrario, sono una che chiede più impegno, più collaborazione, più coinvolgimento».
Ma sarà questa la volta buona che la coinvolgeranno nel direttivo? Chissà. La ricetta di Debora è questa: «Mettiamo da parte suscettibilità, protagonismi e vanità. E soprattutto diamoci da fare».





