Marco Castoro

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Derby Tg1-Porta a Porta per Cecilia Primerano

marco | 14 aprile 2010

Il maestrale di Saxa Rubra sta spingendo Cecilia Primerano verso il Tg1 di Augusto Minzolini. La notizia ha fatto scattare lo stato di allerta tra alcune colleghe del tiggì della rete ammiraglia. Su tutte quelle che si occupano di suguire il premier Silvio Berlusconi, perché vedono nella giornalista di Porta a Porta una possibile rivale. Ma non soltanto Susanna Petruni e Sonia Sarno hanno fiutato il pericolo, a temere un ridimensionamento ci sono anche due giornaliste come Simona Sala e Natalia Augias. Anzi, queste ultime due, potrebbero fare un pensierino per indirizzare le vele verso il Tg3, nell’equipaggio comandato da Bianca Berlinguer, che magari le accoglierebbe con il vento in poppa. Leggi il resto dell’articolo »

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Al Tg3 fuga dalla zarina Bianca. Farefuturo strappa il primo contratto Rai

marco | 10 aprile 2010

Lo chiamano il ciclone Bianca. Sta minacciando e devastando gli umori del Tg3. Burrasca ed alta tensione tra i responsabili dei servizi del tiggì diretto da Bianca Berlinguer, la zarina che tratta tutti male, perfino il suo vice Andrea Giubilo. Così raccontano in redazione. Ma Bianca ha il piglio del direttore e vuole stimolare il management del tiggì. Sta di fatto che non tutti stanno reagendo nel migliore dei modi, anzi è già cominciata la grande fuga. Dopo Guido Dell’Aquila, già passato a RaiTre, ecco che il caporedattore della cronaca, Filippo Nanni, sta per compiere lo stesso percorso: riabbracciare il direttore Antonio Di Bella che lo portò al Tg3 dal giornale radio. Ma l’impresa non sarà facile perché il direttore Berlinguer non vuole lasciarlo fuggire dall’ovile. Nanni non è il solo a voler andar via. Leggi il resto dell’articolo »

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Mondiali, la Ferrari non va in Sudafrica

marco | 9 aprile 2010

La Rossa di Maranello non c’entra nulla. La Ferrari in questione, che non andrà in Sudafrica salvo ripensamenti dell’ultim’ora, si chiama Paola e per professione fa la giornalista e conduttrice tv di Raisport. La notizia coglie tutti di sorpresa, ma non la diretta interessata, che agli amici più fidati ha detto di essere stata lei a rinunciare all’incarico perché teme per la propria sicurezza. Comunque, quella della sicurezza sembra una giustificazione che magari nasconde qualche altro intento. A luglio in Sudafrica fa freddo, mentre a bordo dello yacht e sulle spiagge dei vip si sta molto meglio in quel periodo. Chissà, forse anche questo aspetto può risultare decisivo nella scelta. Intanto però a Raisport fervono i preparativi per allestire una squadra competitiva. Del resto c’è da fare bella figura contro la corazzata Sky e contro la più umana Mediaset. Leggi il resto dell’articolo »

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Pdn, sulla sigla scoppia la bagarre tra Casini, la Lega e il Pd del Nord

marco | 8 aprile 2010

Che cosa rappresenta la sigla Pdn? Il partito della nazione, quello che Pier Ferdinando Casini sta confezionando per creare quel grande centro, in grado di aprire la porta ai democristiani in fuga dai poli e di sposare Francesco Rutelli (con damigelle dell’Api al seguito). Ma Pdn non è solo Casini, anzi i casini sono quelli che stanno nascendo proprio intorno a queste tre lettere. Il deputato leghista Paolo Grimoldi, in una interrogazione al ministro dell’interno, solleva un ulteriore problema: di recente è stato lanciato il nuovo logo del Partito democratico del nord, composto dalle lettere Pdn, di colore verde e rosso su sfondo bianco. Secondo Grimoldi il logo Pdn «identifica inequivocabilmente la dicitura Padania ed è utilizzato da più di dieci anni dalla Lega Nord per l’indipendenza della Padania». Leggi il resto dell’articolo »

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Cinema, i consigli di Pierluigi Magnaschi per non restare al buio: "Il profeta" e "Crazy heart"

marco | 7 aprile 2010


di Pierluigi Magnaschi

“Il profeta” di Jacques Audiard con Tahar Rahin, Niles Arestrup, Adel Bencherif, Reda Kaleb. ****

La storia, di per sé, non è nuova. E’ un’educazione alla delinquenza. Racconta la vicenda di un giovane arabo, analfabeta, che finisce in carcere a 18 anni, condannato a sei anni di pena. In carcere, apprende a leggere e a scrivere e a diventare boss. L’educazione gli viene impartita da una gang da còrsi che spadroneggia nel carcere e che usa Milik per lavori sempre più sporchi. Fino a che Milik, svelto e spregiudicato com’è, prende il potere. Nel film ci sono scazzottate, ma sono furtive, mai hollywoodiane. Improvvise come un gesto di rabbia e subito concluse. E’ un film greve, amaro, senza speranza, ma mirabilmente giocato sul piano della psicologia di gruppo e sulla reciproca sopraffazione, giocata o anche solo esibita. I personaggi sono scavati, le dinamiche seguite fino in fondo. Un grandissimo film, che lascia il segno. Leggi il resto dell’articolo »

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Newco Rai International, scatta la resa dei conti

marco |

La mission era di quelle più nobili e impegnative: costruire e rilanciare la presenza della Rai e dell’Italia sui mercati internazionali, promuovere l’offerta turistica italiana nel mondo, arrivare a una holding internazionale che sappia attrarre risorse pubbliche e private, aprendo il proprio capitale di minoranza a soggetti diversi, avviare un radicale cambiamento dell’offerta Rai sui mercati mondiali, ampliare la distribuzione di Raltalia, rilanciare il canale RaiMed, avviare il lancio di canali tematici autofinanziati, tra cui Yes Italia, dedicato al turismo. Tutti questi propositi racchiusi in un nome: Newco. Leggi il resto dell’articolo »

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Formigoni e Moratti ai ferri corti, guerra dei numeri e colpi bassi

marco |

L’Expo mette davvero la carica agli amministratori meneghini. E non solo. La torta è di dimensioni galattiche e le lobby si leccano i baffi. Ma per prepararsi la strada asfaltata c’è bisogno di superare e staccare gli altri contendenti. In questi giorni la politica meneghina è in fermento per la corsa alle poltrone degli assessorati del Pirellone e a quelle nei cda delle principali municipalizzate. Tra il riconfermato governatore, Roberto Formigoni, e il sindaco meneghino, Letizia Moratti, continuano i dispetti. Una sfida a distanza che si combatte senza esclusione di colpi (anche bassi) per la supremazia del territorio in vista del grande appuntamento dell’Expo. In campagna elettorale Formigoni ha sbandierato ai quattro venti il fatto che Milano non gli portasse i voti previsti a causa dell’operato della Moratti. Per contro il sindaco ha sfoggiato i sondaggi che davano il Pdl nettamente in vantaggio sul Pd. Il governatore ha pure tentato di smuovere le acque proponendo quattro nuovi progetti per la città. Uno schiaffo alla Moratti che gli ha risposto con il successo delle due nuove linee del metrò portate a casa in vista dell’Expo. Alla fine della tornata elettorale i dati cittadini hanno detto che aveva ragione la Moratti perché il Pdl al 36% è un autentico record per il partito di Berlusconi. Un dato comunale tra i più alti in assoluto, mentre il governatore nel capoluogo meneghino ha dovuto incassare la beffa di essere andato sotto di un punto e mezzo, rispetto ai consensi ottenuti dalla coalizione che lo sosteneva, comprendente il Pdl e la Lega. Leggi il resto dell’articolo »

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Il popolo del blog lancia la Serracchiani all'assalto

marco | 3 aprile 2010


Serracchiani boys sono tornati all’attacco. Non hanno dimenticato quei 13 minuti, nei quali il discorso di Debora divenne un manifesto per le nuove generazioni, un pezzo di storia del Pd. Il primo mattone per la casa del futuro. Ora le chiedono di «mandarli a casa tutti», di «fare spazio ai giovani», di «mollare l’osso». Lo fanno sul blog. Incoraggiano e spingono Debora a uscire allo scoperto, a prendere di punta la classe dirigente. Centinaia di messaggi in poche ore. Inutile negarlo: la Serracchiani è già un leader della rete, ora lo deve diventare anche dentro il Pd. Leggi il resto dell’articolo »

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Ferrario-Sgura, due pesi due misure. Il cdr del Tg1 ha cambiato parere

marco | 2 aprile 2010

Un giornalista per quanto tempo può condurre un’edizione di un tiggì? Semplice: finché lo decide il direttore. Lo stesso principio si applica in tutti i giornali, i periodici e in tutte le aziende. Chi mette la squadra in campo è sempre l’allenatore, chi decide sui ruoli in redazione è sempre il direttore. Certo, ci possono essere diversi fattori a far pesare il piatto della bilancia, ma quello che appare sacrosanto è il fatto che nessun direttore fa mai la squadra per perdere. A meno che non sia masochista. O non voglia andarsene. Gli spostamenti di Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso non sono state epurazioni ma ricambi. Augusto Minzolini ha detto di volere volti nuovi. Un po’ per dare stimoli anche ad altri, un po’ perché desidera lasciare la sua impronta al Tg1. E visti i casini che si scatenano intorno alla sua direzione, bisogna dire che ci sta riuscendo bene. Comunque anche il suo predecessore, Gianni Riotta, fece degli spostamenti importanti. L’attuale caporedattore centrale, Leonardo Sgura, tanto per fare un esempio, fu rimosso dalla conduzione delle edizioni del mattino. Andò dal cdr ma Alessandra Mancuso gli rispose: «E mica si può fare il conduttore a vita». Due pesi, due misure, se si pensa a quello che sta accadendo in questi giorni in cui si continua a parlare di epurazioni e vendette per firme non messe in un documento che in pratica ridiscuteva la fiducia al direttore (e di rimbalzo sfiduciava il cdr). Il caporedattore centrale Massimo De Strobel non firmò il documento ed è stato rimosso. Ma pensateci bene: come può un caporedattore centrale schierarsi contro il direttore e conservare il proprio incarico? Leggi il resto dell’articolo »

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Chiambretti fa scappare le vergini

marco |

Il Chiambretti night, il giorno dopo la bella intervista a Giovanni Trapattoni, ha ospitato Silvia Valerio, la scrittrice illibata 19enne di Padova, che ha scritto il libro nel quale si offre ad Ahmadinejad, l’ultracoservatore presidente iraniano. Fin qui nulla da eccepire. Ognuno fa le sue scelte. Il curioso Piero Chiambretti ha cercato di intervistare l’agitata giovane che però lo ha interrotto continuamente con un comportamento “antisportivo” per un ospite. Ben presto tra i due sono cominciate le scintille, il conduttore le ha ricordato che le domande le fa lui, e dopo pochi minuti la ragazza si è alzata dalla poltrona e se n’è andata, urlando “mi fate schifo come trasmissione”. Il pubblico ha ululato e il Pierino, abbastanza innervosito dall’affronto subito, ha chiuso con un bel “che se ne andasse in Iran, lì sì che le faranno la festa”. Per poi confessare di non sopportare l’idiozia. Giusto. Ma forse sarebbe stato meglio non invitarla. Leggi il resto dell’articolo »

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