Milan, i senatori contano più dell'allenatore
marco | 23 maggio 2010Ormai al Milan Silvio Berlusconi ascolta più i calciatori che gli allenatori. L’anno scorso fu lo scontento Ronaldinho a far cacciare Carlo Ancelotti, quest’anno ci ha pensato Pippo Inzaghi a non far riconfermare Leonardo. Il nuovo tecnico Allegri è avvisato. I cocchi del presidente devono giocare pure se non si reggono in piedi. Altrimenti la formazione la fa Silvio.
La tempesta era nell’aria. A scatenarla furono alcune dichiarazioni di Maria Luisa Busi, rilasciate a L’Aquila tra i terremotati, sulla direzione di Augusto Minzolini. Ovviamente quelle esternazioni sulla linea editoriale non erano piaciute al diretto interessato. Tanto che da più parti si cominciava a pensare che prima o poi anche la Busi rientrasse nella girandola degli avvicendamenti di conduttori. Sostituzioni che – va detto e ripetuto – spettano al direttore. La Busi ha giocato di anticipo e ha appeso in bacheca la lettera con la cui si tira indietro dalla conduzione dell’edizione delle 20. Tre cartelle e mezzo per spiegare che non si riconosce più nella testata e quindi, non potendo togliere la propria firma, può solo togliere la sua faccia. Una mossa che ha sorpreso perfino lo scaltro Minzolini, il quale aveva già pronto uno spostamento della Busi nell’edizione delle 13.30. Con questa mossa la Busi in pratica si candida a un ruolo di primo piano nella squadra del centro-sinistra, ipotecando una futura direzione. Magari al Tg3 per il post-Berlinguer. Oppure da qualche altra parte. O chissà magari anche lei seguirà la strada intrapresa da Piero Badaloni, Lilli Gruber e David Sassoli che sono passati dalla poltrona del Tg1 a un seggio politico nel Pd. 





