Formaggi, che passione!
marco | 13 maggio 2010di Enzo Di Giacomo
da www.baccoetabacco.org
“Ho 50 anni e da 60 curo le pecore e i formaggi” si presenta così Gregorio Rotolo da Scanno, uno degli ultimi cultori del formaggio, nella cui azienda agricola di 1500 ettari in località Le Prata a Scanno produce circa 15 varietà di formaggio, dal “caciocavallo barricato” alla “ricotta scorza nera”, passando per il “pecorino brigantaccio” e al “pecorino biologico da pasto dei Parchi d’Abruzzo”, per arrivare al “gregoriano-pecorino” tenero. Così lo presenta Gregorio: “Una felice combinazione tra il latte crudo delle nostre pecore e la tecnica di produzione detta “coagulazione lattica”, utilizzata più a Nord. Una lavorazione che richiede più tempo e pazienza, premiata da un grande risultato: il Gregoriano è un pecorino morbido, aromatico, dalle tipiche forme schiacciate e arrotondate sul bordo, a crosta bianca o verdastra, che acquista morbidezza con la stagionatura, fino a diventare quasi stracchinato”. Leggi il resto dell’articolo »

Bastano poche parole, una frase a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana. Una frase come “Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomimi tuo da gloriam”». “Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria”. Il definitivo marchio templare dell’enigma Colombo. Il nuovo libro di Ruggero Marino, dal titolo “L’uomo che superò i confini del mondo” (Sperling & Kupfer), dopo quelli del 1991 e del 1997 (“Cristoforo Colombo e il papa tradito”) e l’ultimo del 2005 (“Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri, tradotto in 8 paesi), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 20 anni. La presente parte dell’indagine si muove ancora, lungo i percorsi di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle sue qualità sciamaniche, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, plausibilmente figlio di papa Innocenzo VIII. Erede di un sogno anche templare. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Nella certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia. Per finire con la documentazione per fare santo Colombo, portata vanti da Pio IX e Leone XIII.
Mediaset ci riprova. Del resto è andata bene già la prima volta. L’idea è quella di clonare le trasmissioni Rai e poi mandarle in onda prima della tv di stato. Con Io canto di Gerry Scotti l’azienda di Cologno ha ottenuto ottimi risultati di ascolti. E la vittoria è stata doppia, se si considera la stagione meno felice – si sono visti anche 6 punti in meno di share – di Ti lascio una canzone, trasmissione doc di viale Mazzini, a cui si sono ispirati gli autori di Io canto. Ora nel mirino di Mediaset c’è il Ballando con le stelle di Bibi Ballandi e Milly Carlucci. In pratica il Biscione sta studiando un programma praticamente gemello di quello trasmesso da Raiuno da lanciare a settembre, in pieno periodo di garanzia, qualche mese prima della programmazione stabilita da viale Mazzini per Ballando. Ora viene da chiedersi che cosa farà la Rai: cercherà di ostacolare il clone con una battaglia sui diritti oppure farà spallucce come nel caso di Io canto? 




