Silvio racconta di aver avuto 12 fidanzate brasiliane
marco | 30 giugno 2010
L’ennesima barzelletta, una spacconata tra amici oppure una reale confessione per un imprenditore che fallì negli investimenti ma almeno si consolò con 12 fidanzate brasiliane? Chissà. Ormai, quando Silvio Berlusconi si lascia andare a delle confidenze non si sa mai se stia scherzando o provocando. Se si tratti soltanto di battute per rompere il ghiaccio o di segnali per quei giornalisti sempre pronti a raccontare dei retroscena. Con Augusto Minzolini faceva così. Lanciava l’amo, diceva mi raccomando Minzolini questa non la scriva, sapendo bene che quanto raccontato sarebbe finito in pagina. Anche questo viaggio in Brasile non è sfuggito alla regola. Il Cavaliere non ha smentito la sua fama. I suoi interlocutori sono stati deliziati, come se fossero seduti in una platea di avanspettacolo. Barzellette e ricordi pepati, degni di un grande show. Prima la storiella della cameriera, metafora per la sua memoria. «Stamani ero in albergo, inseguivo una cameriera per farmela sul letto e lei mi ha detto: presidente ma l’abbiamo fatto un’ora fa!». Come dire la memoria oramai perde colpi. La memoria, sia chiaro, non certo altre parti gloriose del corpo.
L’altro simpatico siparietto di San Paolo si è avuto alla Terrazza Italiana, davanti al viceministro allo sviluppo economico, Adolfo Urso, ai top manager dell’imprenditoria italiana, da Franco Bernabè (amministratore delegato di Telecom) a Mauro Moretti (riconfermato numero uno di Trenitalia). A un certo punto, stimolato dagli interventi degli imprenditori, Berlusconi non ha resistito e ha rivelato che già trent’anni fa aveva fatto diverse tappe in Brasile. Ma all’epoca le difficoltà per chi volesse investire non erano poche. In compenso, però, si consolò con le ragazze di Rio. Al ritorno in Italia raccontò di avere avuto 12 fidanzate brasiliane, di aver studiato la letteratura in lingua portoghese e soprattutto di aver imparato ad apprezzare la musica carioca. «Al punto – ha sottolineato con un sorriso il Cavaliere – che oggi sono l’unico che in Italia riesce a comporre samba e bossanova in dialetto napoletano». E scusate se è poco.





