E' Sanremo il tormento estivo di Mazza
marco | 13 agosto 2010
Cercasi conduttore di Sanremo disperatamente. A Raiuno il direttore Mauro Mazza sta cercando in tutte le maniere di trovare una soluzione per il prossimo festival della canzone italiana. Chi lo presenterà? La questione è tutt’altro che risolta. Anche l’ultima trovata che vedeva il tandem Massimo Ranieri-Gianni Morandi è naufragata. La soluzione Fiorello continua a non essere credibile, mentre Carlo Conti che sembrava dovesse essere il prescelto per prendere l’eredità di Antonella Clerici non ce la può fare, avendo poco tempo per preparare un impegno enorme come il festival di Sanremo. Conti infatti sarà in prima linea fino alla Befana con i suoi Migliori anni che sono abbinati alla Lotteria Italia. Dunque per il direttore Mazza e la sua squadra non sarà facile trovare il bandolo della matassa. Di sicuro non ci sarà un unico conduttore. Per il ruolo femminile sembra avere ancora le sue carte in regola Belen Rodriguez.
IL CASO FERRARIO. Anche la neo responsabile del servizio esteri del Tg1, Nicoletta Manzione (subentrata a Monica Maggioni che ha preferito cimentarsi interamente sugli Speciali) è alle prese con il caso di Tiziana Ferrario, che non ha ancora superato la fase traumatica del post-conduzione. L’inviata continua a rifiutare i servizi che le vengono proposti, motivando il suo no col fatto di essere nel pieno di una pausa di riflessione. Del resto avendo una barca di recuperi e riposi arretrati è pressocché impossibile vederla con un microfono in mano. L’ultima volta al Tg1 – prima della giornata dello sciopero contro la legge bavaglio che l’ha vista protagonista sul palco e davanti alle telecamere di La7 – risale al capodanno del 2010, quando si fece inviare dai militari a Beirut. Dicono i suoi colleghi anche per stare assieme al marito, in missione quel capodanno proprio a Beirut. Che maligni! Sarà stata soltanto una coincidenza… Del resto la Ferrario e Paolo Di Giannantonio avrebbero voluto barattare la loro conduzione con una vicedirezione di 18 mesi. Norma paracadute che spesso è stata attuata, al contrario, per altri colleghi non confermati vicedirettori. Ma che Minzolini non ha attuato, proponendo loro la visibilità come inviati in giro per il mondo. Scusate se è poco…
GIORNALISTI METEOROLOGI. Una volta dovevi essere un colonnello dell’Aeronautica per condurre le previsioni del tempo. Oggi possono farlo, non solo le meteorine, ma anche i giornalisti. Al Tg1 stanno riscuotendo un buon successo di ascolti Valentina Bisti e Roberto Campagna che hanno sposato fin dal primo istante il progetto del direttore. E tutte le sere li vediamo alle prese con il touch screen e con le perturbazioni. Chi l’afa l’aspetti…
TV ESTIVA CON POCA QUALITÀ. I risultati degli ascolti di mercoledì sera la dicono lunga sulla qualità che si vede in questo periodo sulle tv generaliste. A vincere la serata è stata Raidue (spesso cenerentola) con un telefilm Ghost Whisperer, capace di battere le ammiraglie Raiuno e Canale 5, rispettivamente con Codice Carlo Magno e Un sogno per domani.
CESARONI FLOP. Mentre le repliche del Medico in famiglia vanno alla grande in prima serata su Raiuno, non si può certo dire la stessa cosa per i Cesaroni di Canale 5, trasmessi nel preserale. Si fermano al 9% di share e costringono il Tg5 a impennate senza fiato per recuperare ascolti. Va detto che anche i predecessori dei Cesaroni, Barbara D’Urso e Amadeus, non è che fossero andati tanto meglio. In pratica al Biscione tutti rimpiangono Gerry Scotti. Comunque molto presto i Cesaroni verranno rimossi. FICTION, BOTTE DA ORBI. Che figura! Claudia Mori e Luca Barbareschi se ne stanno dando di santa ragione per conquistarsi la fiction su Fred Buscaglione, un grandissimo artista dimenticato per anni ma che ora fa litigare due big del piccolo schermo (e non solo). Certo, oggi non è facile sopravvivere in questo ambiente. Siamo in piena guerra tra bande. Ci sono più fiction (o progetti) che personaggi famosi. Addirittura si litiga per un nome. Torna alla mente Anton Giulio Majano, il padre dello sceneggiato Rai, bravo e fortunato perché almeno allora si poteva lavorare ai progetti senza il rischio di essere scippati. E di personaggi famosi e incontaminati ce n’erano davvero tanti. Mentre quelli bravi lavoravano tutti per lui. Altri tempi… Anche per la Rai.





