Marco Castoro

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Eredità Santoro, le paure di Paragone. Mentana alla finestra

marco | 29 luglio 2011

Chi prenderà l’eredità di Michele Santoro al giovedì in prima serata? La situazione è in evoluzione. A Raidue sembrano intenzionati a rinunciare a questo spazio (andrà in onda qualche serial di telefilm americano) e di conseguenza la notizia ha solleticato gli appetiti delle tv concorrenti, a cominciare da La7.
Non è da escludere che magari possa scendere in pista Enrico Mentana in persona, anche se ha sempre detto e ribadito di essere soltanto interessato a condurre il tg. Ma quanto potrà ancora crescere il telegiornale di Mentana? Ormai galoppa intorno al 10% ben consolidato, e comunque non sarà facile raggiungere quegli ascolti che caratterizzano i telegiornali nazionalpopolari come il Tg1 e il Tg5 (seppure in una fase non eccessivamente brillante), anche perché il tg di Mentana resta un telegiornale di nicchia, quindi alternativo, che sceglie gli argomenti e li commenta. Ma visto che Mentana non se la sente, a La7 puntano tutto su Corrado Formigli, allievo e collaboratore tra i più quotati proprio di Santoro. Sarà lui a sostituire Ilaria D’Amico alla conduzione di Exit (forse cambierà nome), che però non andrà più in onda al mercoledì (la serata l’ha conquistata Antonello Piroso) ma al giovedì in prime time. Nella fascia oraria di Santoro.
E Raidue? Il neodirettore Pasquale D’Alessandro un pensierino a coinvolgere Gianluigi Paragone in prima serata l’ha pure fatto, ma il conduttore de L’ultima parola non ne vuole sapere di confrontarsi con gli ascolti di Santoro. Eppure la sua trasmissione cambierà in maniera netta rispetto alla scorsa stagione. Non sarà più un talk con ospiti gli addetti ai lavori, ma interverranno in prima linea imprenditori e giovani. Alla Annozero per intenderci. E allora? Perché non tentare la sortita in prima serata? Più coraggio Paragone! Anche perché la prossima stagione si annuncia al fulmicotone per quanto riguarda la politica italiana: sarà un anno indimenticabile.
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Woody Allen sceglie il Tg5 per una scena del suo nuovo film

marco | 27 luglio 2011

La data del set è ancora top secret ma difficilmente verrà rifiutata la richiesta formulata da Woody Allen, a Roma per girare il suo nuovo film ambientato in Italia dal titolo The bop Decameron.. Anzi, per il Tg5 potrebbe essere una vera ciliegina su una torta che inevitabilmente finirebbe in faccia al Tg1. Il regista di Hollywood ha deciso di affidarsi al tiggì diretto da Clemente Mimun per una scena del film nella quale si vede un televisore acceso su un telegiornale. Il Tg5, appunto. In redazione è già cominciata la corsa al faccione che verrà immortalato nella prestigiosa pellicola. Chi la spunterà? Cristina Parodi, Cesara Bonamici o Giuseppe De Filippi? Magari l’ultimo arrivato, Mario De Scalzi.
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Tenimenti Angelini, nel cuore del Chianti: 1milione 200mila le bottiglie prodotte. 8,5 milioni di euro il fatturato

marco | 25 luglio 2011

di Enzo Di Giacomo

E’ stata la passione (e il business?) a far entrare nel mondo enologico italiano l’industriale farmaceutico marchigiano Francesco Angelini. Con i medesimi consolidati metodi di conduzione gestionale e finanziario del Gruppo, anche nel mondo dei vini si è mosso da…..industriale avveduto. I risultati dei vigneti (55 ettatri vitati) Val di Suga a Montalcino per il Brunello, TreRose (78 ettari) a Montepulciano con il Vino Nobile, San Leonino (45 ettari) a Castellina in Chianti con il Chianti Classico, Collepaglia a Jesi nelle Marche con il Verdicchio e Puiatti (70ettari vitati) in Friuli sono soddisfacenti: 1milione 200mila bottiglie prodotte, 8,5 milioni di euro di fatturato nel 2010 e la previsione, anzi il progetto di sviluppo come lo definisce il Presidente, Jorge Ballestè Doldi, è di raggiungere i 30 milioni di euro di fatturato entro pochi anni. E’ un piano di sviluppo (enologico) a tappe con il completamento del portafoglio, il potenziamento della struttura in Italia (si è passati da 20 a 70 agenzie) e la penetrazione nei mercati internazionali con il 65% della produzione che prenderà la via dell’estero. I mercati di riferimento ma con una maggiore forza espansiva sono la Svizzera, la Germania, gli Stati Uniti, Gran Bretagna, la Russia, Estonia e attenzione particolare è rivolta alla Cina. Leggi il resto dell’articolo »

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De Scalzi, addio Tg2. Va a Mediaset

marco | 23 luglio 2011

Mario De Scalzi molla il Tg2 e passa a Mediaset. Probabilmente al Tg5 diretto dal suo amico Clemente Mimun. Dopo essere stato per ben due volte il direttore ad interim del Tg2 (la prima volta nel dopo Mauro Mazza e la seconda quando Mario Orfeo in quattro e quattr’otto lasciò la direzione del Tg2 per approdare al Messaggero alla corte di Francesco Gaetano Caltagirone), De Scalzi ha deciso di lasciare il Tg2 e la Rai per andarsene a Mediaset dove verrà accolto a braccia aperte. Il vicedirettore vicario dell’unico telegiornale che ancora non ha un direttore è rimasto deluso dal fatto che per ben due volte i dirigenti di viale Mazzini gli hanno chiesto di traghettare il tiggì senza vertice e in preda a momenti di difficoltà, senza che alla fine il suo impegno fosse ripagato con una direzione confermata. In entrambe le occasioni il suo mandato a interim è terminato poche ore prima che scattasse il tempo utile per diventare direttore effettivo della testata. Il Tg2 attualmente è diretto (a interim, ovviamente) da un altro vicedirettore, Marcello Masi. Tra i nomi che si fanno per la futura direzione c’è Gerardo Greco, attuale conduttore di Unomattina estate e pupillo del presidente Rai, Paolo Garimberti.

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Raisport 1 come Skysport se il cda approva il piano industriale

marco | 22 luglio 2011

Anche il digitale cresce: Raisport 2 che trasmette (senza interruzioni) le tappe del Tour de France ha già raggiunto il 4% di share di media. Raisport 1 con il Giro d’Italia arrivò anche al 7%. Una cifra da capogiro per i canali tematici del digitale terrestre. I mondiali di nuoto di Shanghai vanno bene. Quindi il dtt funziona se ci sono gli avvenimenti che interessano. Ora a Raisport manca l’ok del cda al piano industriale che porterà i nuovi studi e soprattutto un canale (Raisport 1) improntato tutto sull’informazione sportiva, sulla falsariga di Skysport.
BUSI TORNA AL TG1. Ultimi giorni di distacco dal Tg1 per Maria Luisa Busi, dopo l’esperienza non certo esaltante (almeno dal punto di vista degli ascolti) su Raitre. Che cosa avrà in mente il direttore Augusto Minzolini per lei?
SECHI-BINDI, COPPIA DI FATTO IN TV. Martedì sera a In onda su La7 divertente siparietto tra Mario Sechi, direttore de Il Tempo, e Rosy Bindi. A tratti hanno ricordato i battibecchi tra Vianello e la Mondaini. Con stile ed educazione, se ne sono dette di tutti i colori. In pratica l’uno ha detto all’altra (e viceversa) di non capire nulla. Senza esagerare nella foga e negli atteggiamenti, in uno stile british che ha appassionato il telespettatore.
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A D’Alessandro il rilancio di Rai2 Liofredi alla tv dei ragazzi. Anche Mazza e Ruffini in bilico

marco | 21 luglio 2011

Ora è ufficiale: la Rai è entrata nell’era Lei. Il cda di viale Mazzini ha dato il via libera al pacchetto di nomine presentate dal direttore generale Lorenza Lei. Nessuna sorpresa rispetto alle anticipazioni dei giorni scorsi, ma neanche un ulteriore rinvio. E questa sì che una notizia. Quindi via libera ai direttori scelti dalla Lei. Alla prima ondata, perché ce ne sarà di sicuro un’altra. Quando? Forse entro l’estate o subito dopo. Ma veniamo alle nomine approvate ieri. Cambio della guardia alla guida di Raidue: Pasquale D’Alessandro è il nuovo direttore. Prende il posto di Massimo Liofredi, a cui spetterà rilanciare i canali di Rai Ragazzi, Gulp e YoYo, messi duramente sotto attacco dalla concorrenza di Mediaset. Un compito non facile per Liofredi, il direttore che dopo un ottimo avvio di ascolti si è visto consumare in mano la candela, soprattutto dopo che si sono spente le fiamme ardenti di Michele Santoro e Simona Ventura, punte di diamante di una rete che andrà completamente rifondata da D’Alessandro. Quest’ultimo rappresenta la scelta più oculata per rimettere assieme i cocci. È stato il vice di Antonio Marano che portò Raidue a un livello di mercato e di consensi più che buono. Certo, senza Santoro e Ventura non sarà facile, ma di idee nuove nell’aria ce ne sono tante. Basta catturarne una.
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Botte da Tav tra giornalisti del Tg1 e del Tg2

marco | 20 luglio 2011

Pranzo con epilogo da spaghetti-western tra Maurizio Martinelli del Tg2 e Marco Bariletti del Tg1. Tra una portata e un’altra, raccontano i colleghi, sono volate affermazioni pesanti sul tiggì di Minzolini e sulla sua redazione che Bariletti ha cercato di sfumare. Tuttavia Martinelli ha puntato l’indice talmente forte da infilarlo nell’occhio di Bariletti finito al pronto soccorso con 7 giorni di prognosi. Non è certo questo l’indice di gradimento che sognano al Tg1.

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Tg1, buonuscita per Minzolini se Alfano trova il sostituto

marco |

Non ci sono solo le nomine delle reti a scaldare i cuori del popolo Rai. C’è anche il totodirettori per le testate giornalistiche. A cominciare dal Tg2 che vive una situazione pro-tempore con Marcello Masi. Il cambio di Corradino Mineo a Rainews è diventato ormai una barzelletta. Alberto Maccari è vicino alla pensione e quindi anche la Tgr è in ansia. Ma il caso che più sta montando in queste ore riguarda il Tg1 di Augusto Minzolini. Gli ascolti in calo, le critiche piovute da parte di tutta l’opposizione, le spese da giustificare (anche se sono state restituite): sono queste le spine nel fianco del direttore del Tg1. A difenderlo è rimasto soltanto Silvio Berlusconi in persona. E scusate se è poco. Tuttavia, il premier ha dato il là ai suoi collaboratori più stretti, Angelino Alfano in primis, di guardarsi intorno nel caso si possa risolvere il problema facendo tacere i contestatori con un osso da spolpare. Per Minzolini ci sarebbe il paracadute di un’ottima buonuscita con un nuovo incarico scelto per lui dal Cavaliere in persona. Del resto è risaputo ormai che gli amici di Minzolini non si trovano di sicuro nella stanza dei bottoni di viale Mazzini (né Lorenza Lei, né i consiglieri sembrano amarlo molto). Forse anche perché il direttore del Tg1 può vantarsi di avere un rapporto diretto con il premier. Mentre altri se lo sognano. Ma se Minzolini dovesse trovare un accordo per andarsene chi potrebbe prendere il suo posto? La scelta non sarà facile. Soluzione interna o esterna? Dentro ci sono Susanna Petruni (che però non riesce a convincere tutti coloro che hanno voce in capitolo, lo dimostra il fatto che sta sulla graticola da anni per una direzione); Gennaro Sangiuliano (vice rampante e preparato a cui però potrebbe nuocere il fatto di essere considerato un po’ troppo vicino agli ex An); Francesco Giorgino (su cui pesa il fatto che in qualche occasione ha oscillato sulla linea fedele al Pdl, palesando imbarazzo su gestioni berlusconiane). Per la soluzione esterna invece i più gettonati sono Giuliano Ferrara (profilo alto, capace di recuperare gli ascolti, ma non certo un uomo-macchina); Maurizio Belpietro (un altro grande profilo, già in corsa per la poltronissima dopo la vittoria elettorale del Cav); Clemente J. Mimun (che però ha sempre detto di stare bene al Tg5). A cavallo tra le soluzioni ci sono Antonio Preziosi (il quale però ha sempre dichiarato di pensare solo al giornale radio, nonostante di recente l’elogio del consigliere Verro abbia fatto capire che potrebbe essere lui il predestinato) e Mauro Mazza (possibile il suo rientro in gioco per una poltrona che da finiano non ebbe ma che ora da berlusconiano ha le carte in regola per centrare l’obiettivo). Tra l’altro Mazza libererebbe anche la direzione di Raiuno, sulla quale si giocano altre partite.
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Alitalia, si dimette il commissario Fantozzi

marco | 19 luglio 2011

Alitalia, il commissario Fantozzi si dimette. Dopo poco meno di tre anni, quando i primi bonifici per i dipendenti sono già partiti, e il peggio sembra passato, ecco che come un fulmine a ciel sereno Augusto Fantozzi ha deciso di dimettersi dall’incarico di commissario straordinario avuto da palazzo Chigi. Il motivo? L’ultima manovra finanziaria del governo che si ha messo sopra altri due commissari straordinari.

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Nomine Rai, Lei mette il turbo

marco |

Lorenza Lei ha deciso: domani nel cda di viale Mazzini arriva un pacchetto di nuove nomine di direttori. Un’infornata che prevede, in primis, la sostituzione del direttore di Raidue: Pasquale D’Alessandro al posto di Massimo Liofredi. Una decisione di cui se ne parla da mesi ma che finora, vuoi per un motivo vuoi per un altro, non è stata ancora presa. Il direttore generale questa volta sembra intenzionata a portare a termine l’operazione. Per l’uscente Massimo Liofredi è stata trovata una soluzione adeguata alla sua collocazione: dovrà occuparsi dei canali che più piacciono ai ragazzi, Rai Gulp e Rai Yoyo. Del resto Liofredi è sempre stato vicino al pubblico più giovane. Dunque una via di uscita più che onorevole per lui, una vicenda che non dovrebbe avere una coda giudiziaria, minacciata più volte dall’attuale responsabile. A Raidue arriva D’Alessandro, un direttore che conosce bene la macchina organizzativa delle reti. Attualmente è al comando di Rai5. Stimato e apprezzato per la sua carriera da più parti all’interno del partito Rai, soprattutto dal vicedirettore generale Antonio Marano, avrà il compito di far risalire la china degli ascolti di Raidue, precipitati di recente nonostante il buon avvio della gestione Liofredi, e nella media salvati dalle performance di Annozero di Michele Santoro.
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