Mentana sogna ancora Santoro
marco | 31 agosto 2011
Che cosa sarebbe il tiggì di La7 senza la direzione e la conduzione di Enrico Mentana? Sarebbe lo stesso telegiornale che andava in onda prima del 2 luglio 2010, la fatidica data della nuova era. Non per togliere nulla al suo predecessore, Antonello Piroso, lo riconosce lo stesso Mentana, ma da un anno a questa parte “non è soltanto cambiata la pelle dell’Italia, ma anche dell’informazione e de La7”. Sono stati aboliti i cronometristi dei servizi in onda, il gobbo e i testi già scritti in mano al conduttore. La chiave di volta però “è stata la perdita di appeal da parte dei due telegiornali più seguiti, il Tg1 e il Tg5, i quali si sono occupati troppo della tintarella e dei cani, tralasciando le notizie più scomode e scottanti della politica italiana, cosa che invece non ha fatto il tg di La7”. Ecco spiegato il successo di ascolti: da un 3,45% di share del giugno 2010 fino al 10,99% dello stesso mese di un anno dopo. Oltre 7 punti in più di share non si realizzano per caso, soprattutto se non si ha a disposizione neanche un traino forte come quelli che schierano Raiuno e Canale 5 (da Carlo Conti a Gerry Scotti, Paolo Bonolis e compagnia bella).
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