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Masi sfoglia la margherita per scegliere i vicedirettori del Tg2

marco | 30 settembre 2011

Che cosa c’è di meglio di una vacanza dopo aver tagliato il traguardo più importante della carriera? Nulla. Soprattutto se quest’anno si è passati l’estate a dirigere il Tg2 ad interim. Il neo direttore Marcello Masi approfitterà di qualche giorno di pausa per ricaricare le batterie e per pensare al nuovo organigramma. In primis ci sono da scegliere due nuovi vicedirettori che lo affiancheranno nell’avventura. I nomi papabili sono Giovanni Alibrandi (capo della segreteria di redazione), Luciano Ghelfi (capo del politico), l’inossidabile Emilio Albertario (capo di costume e società), Carlo Fontana (capocronista) e Giorgio Saba (caporedattore centrale). In odore di conferma i tre vicedirettori attuali (Rocco Tolfa, Carlo Pilieci e Ida Colucci). Dal neodirettore la redazione si aspetta anche un segno sulle conduzioni. Anche qui cambierà qualcosa.
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Adinolfi: “Io non sono vecchio come Bersani. Lascio questo Pd. Soltanto Renzi può salvarlo”

marco |

Da candidato alle primarie del partito appena nato a contestatore dell’attuale dirigenza del Pd. Mario Adinolfi, blogger e politico della generazione under 40, ha detto basta a Pier Luigi Bersani, facendogli un bel regalo di compleanno: la restituzione della tessera del partito.

Domanda. Adinolfi perché lascia il Pd?

Risposta. Un Pd così non è una speranza per il paese. Siamo tornati al Pds novecentesco.

D. Chi l’ha delusa?

R. Bersani e con lui tutta la classe dirigente che punta soltanto a salvaguardare il proprio potere. Se ne devono andare.

D. Cosa imputa al segretario Bersani?

R. Intanto non può pensare di candidarsi a premier. L’Italia del futuro lui non è proprio in grado di immaginarla. Non è colpa sua, ma dopo la rapina subita dalla mia generazione io di un politico sessantenne non mi fido più.

D. Quale rapina?

R. Quella compiuta dai nostri genitori che si sono mangiati tutto il welfare ai nostri danni: dalle pensioni baby agli aumenti salariali che sono sempre andati per contratto a chi aveva già un posto fisso, a scapito dei nuovi che sarebbero dovuti entrare con un salario più basso. Posto fisso, casa di proprietà, rendimenti da titoli del debito pubblico che hanno affossato l’Italia, scatti di anzianità, scivoli previdenziali, pensioni baby, pensioni di anzianità, pensioni di vecchiaia che nel 27,8% dei casi sono di gran lunga superiori al salario medio.

L’Italia è spaccata in due: da una parte lavoratori tutelati, pensionati e pensionandi. Dall’altra gli under 40. Il Pd non vuole che sia toccato nulla ai primi e dunque, a parte le chiacchiere solidali, non vuol restituire niente ai giovani.

D. Quindi per lei e gli under 40 non c’è futuro…

R. Oggi i 28 milioni di italiani nati dopo il 1 gennaio 1970 sono preda della più alta disoccupazione giovanile di sempre, se lavorano sono precari, non possono acquistare una casa propria, pagano il prezzo del debito pubblico, subiscono politiche salariali penalizzanti, hanno una prospettiva pensionistica da povertà assicurata e, se andranno in pensione, ci andranno dopo i 70 anni quando i loro padri ci andavano anche prima dei 50. Leggi il resto dell’articolo »

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A Ostia la cucina romana. Alla ricerca dei piatti perduti

marco |

di Enzo Di Giacomo

C’è un ristorante a Ostia (“Siamo qui”) che vuole recuperare la migliore tradizione culinaria romana per proporla come è nata, senza apportare eccessive rivisitazioni che potrebbero snaturarne il sapore, ritrovare il gusto di una volta.
Si trova in una zona centrale, a poca distanza dalla stazione ferroviaria, che fu voluta dal Duce per portare i romani ad avere uno sbocco sul mare. Una periferia dell’Impero che oggi, secondo l’architetto romano (sommelier con il vezzo dell’ecologia) Franco Castoro, titolare dell’Osteria insieme a Bruno Colasanti, “vuole essere la nostra Miami”.
A proposito di Bruno Colasanti c’è da dire che ha trascorso circa venti anni della sua vita nel ristorante “Ve l’avevo detto” a Testaccio, nel cuore di Roma. Leggi il resto dell’articolo »

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In Rai prendono vigore i candidati vicini al centro

marco | 28 settembre 2011

La direzione di Marcello Masi al Tg2 potrebbe essere il primo segnale importante di un cambiamento politico a viale Mazzini. Il direttore reggente che sta svolgendo bene il suo mandato (che tra qualche ora diventerà definitivo, scherzi a parte del cda) è stimato e apprezzato dai centristi, Udc in primis. Così come lo è nella vecchia area dc Marcello Flussi, candidato alla direzione della Radiofonia (seppure non è da trascurare il problema di Bruno Socillo che ha rifiutato di guidare la struttura dedicata ai corrispondenti esteri). Tra i centristi tornati in voga c’è anche Sergio Valzania (è stato in corsa pure per Raitre). Per non parlare di Marco Simeon, il direttore delle relazioni istituzionali e internazionali, che vanta numerosi estimatori nell’area cattolica.
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Sui Colli Orientali ci sono i fratelli del vino

marco | 27 settembre 2011

www.baccoetabacco.org
di  Enzo Di Giacomo

E’ stata una grande annata, una vendemmia eccezionale quella del 2011, la decima da quando è partita l’Azienda Agricola La Tunella, sui colli orientali del Friuli, a pochi chilometri dal confine con la Slovenia.
70 ettari vitati, che i fratelli Massimo e Marco Zorzettig (qualcuno li chiama “i Principi di Premariacco”), hanno ereditato dal padre Livio, con la supervisione di mamma Gabriella, una donna di altri tempi che è riuscita a trasmettere ai figli quei valori che stanno alla base del successo de La Tunella: qualità e onestà. Il “dream team” è completato poi dalle mogli dei due fratelli Zorzettig e dal giovane, ma preparato, enologo (e grande amico) Luigino Zamparo. Leggi il resto dell’articolo »

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Cda Rai incontrollabile, slitta il pacchetto di nomine della Lei

marco | 23 settembre 2011

Il cda della Rai ha rinviato l’intero pacchetto di nomine. All’ordine del giorno c’erano la direzione di Raitre, del Tg2, di Gr e Rai Parlamento e di Rai Gold. I consiglieri di maggioranza Antonio Verro, Giovanna Bianchi Clerici, Guglielmo Rositani e Alessio Gorla sono usciti al momento del voto, facendo mancare il numero legale. Era assente Angelo Maria Petroni. La decisione di uscire è stata presa perché i consiglieri di opposizione non hanno concesso la deroga per l’integrazione del pacchetto di nomine con le condirezioni di Giorgio Giovannetti a Gr Parlamento e Simonetta Faverio a Rai Parlamento. I curricula erano infatti stati presentati dal d.g. Lorenza Lei solo 24 ore prima del voto (e non 48). In pratica è fallita la distribuzione di pani e pesci.
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Luis Enrique diventerà un grande tecnico ma questi giocatori liberati dagli schemi (e con Ancelotti) farebbero grandi cose

marco | 22 settembre 2011

La Roma di Luis Enrique fa grande possesso palla ma ancora si va troppo lenti e con gli attaccanti che non riescono a dare profondità al gioco. Pressing a sprazzi ma se non si accelera il ritmo non si svolta. Comunque una riflessione va fatta. Senza nulla togliere all’innovatore Luis Enrique che se avrà tempo a disposizione puó fare grandi cose anche a Roma, non solo a Barcellona. Questi giocatori con Carletto Ancelotti sarebbero perfetti. Presi uno a uno sono tutti forti. Pianjc, Gago, Osvaldo, Borini, Kjaer. Ma anche Totti, De Rossi, Borriello e Perrotta. Senza l’ossessione degli schemi sarebbero liberi di esprimersi e di giocare come sanno fare.

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L’Inps, Il Tempo, Gianni Letta e gli intrighi di Palazzo Wedekind

marco | 21 settembre 2011

Palazzo Wedekind è uno dei palazzi più belli di Roma. Domina piazza Colonna, con alla sinistra Palazzo Chigi e alla destra Palazzo Ferraioli. Di fronte la colonna dedicata a Marco Aurelio e sullo sfondo galleria Alberto Sordi. Sul retro piazza Monte Citorio. In epoca romana nell’area in cui sorge il palazzo (che porta il nome del banchiere che lo acquistò) c’era il tempio di Marco Aurelio.
Palazzo Wedekind oggi è di proprietà dell’Inps e dal 1945 è la sede del quotidiano Il Tempo. Sia i proprietari del Tempo, sia la presidenza del consiglio (che ha sempre ammesso di gradire la sede anche perché più bella di Palazzo Chigi) hanno sperato invano che l’Inps mettesse in vendita il suo gioiello. Leggi il resto dell’articolo »

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Nomine Rai: Raitre a Di Bella e il Tg2 a Masi

marco |

Arrivano le nomine in Rai. Nel prossimo cda si voteranno le proposte del direttore generale Lorenza Lei per le poltrone vacanti e ancora da assegnare. Cinque i prescelti: il ritorno di Antonio Di Bella alla guida di Raitre (che a ottobre Paolo Ruffini lascerà per trasferirsi a La7), la conferma di Marcello Masi come direttore del Tg2, Giovanni Miele responsabile di Gr parlamento, Gianni Scipione Rossi alla Tsp (servizi parlamentari) e Roberto Nepote a Rai Gold. Per Raitre, dunque, non si è trovata l’alternativa ad Antonio Di Bella che dovrà di nuovo fare le valigie e lasciare New York. Soluzione interna e di prestigio, visto che l’ex direttore del Tg3 ricopriva quell’incarico prima che il giudice rimettesse in carica Ruffini. Sul Tg2 Masi ce l’ha fatta a trasformare l’interim in nomina definitiva. Traguardo che prima di lui non è riuscito a tagliare Mario De Scalzi, approdato poi al Tg5.
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La sfida di Leggo: restyling e raddoppio delle pagine nonostante lo stato di crisi e gli esuberi redazionali

marco | 16 settembre 2011

Scatta la nuova era di Leggo, il quotidiano free press diretto da Giancarlo Laurenzi. Il giornale gratuito del gruppo Caltagirone volta pagina. Fa la voce grossa e diventa adulto. Il tutto tra le difficoltà di un periodo economico di recessione, soprattutto per quanto riguarda le entrate pubblicitarie. Difficoltà che hanno costretto la proprietà a chiedere lo stato di crisi e di conseguenza ad avere 12 esuberi redazionali e la chiusura delle redazioni locali. Potenziate invece le edizioni di Milano e Roma. Le pagine raddoppiano (dalle attuali 24 passano a oltre 40), ci sarà una nuova grafica e un sito tutto nuovo per permettere al lettore, rimasto al centro del progetto, di essere interattivo con la redazione, con facebook, con i video e i blog. In pratica il giornale non mira più a essere il quotidiano free press del supermercato o della metropolitana, bensì a offrire un prodotto che sia competitivo con le testate generaliste più quotate in edicola. Con il vantaggio, non indifferente, di restare un giornale gratuito per il lettore.
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