Sui Colli Orientali ci sono i fratelli del vino
marco | 27 settembre 2011www.baccoetabacco.org
di Enzo Di Giacomo
E’ stata una grande annata, una vendemmia eccezionale quella del 2011, la decima da quando è partita l’Azienda Agricola La Tunella, sui colli orientali del Friuli, a pochi chilometri dal confine con la Slovenia.
70 ettari vitati, che i fratelli Massimo e Marco Zorzettig (qualcuno li chiama “i Principi di Premariacco”), hanno ereditato dal padre Livio, con la supervisione di mamma Gabriella, una donna di altri tempi che è riuscita a trasmettere ai figli quei valori che stanno alla base del successo de La Tunella: qualità e onestà. Il “dream team” è completato poi dalle mogli dei due fratelli Zorzettig e dal giovane, ma preparato, enologo (e grande amico) Luigino Zamparo.
«Andavamo a vendere il vino in bottiglie e sfuso nei bar, nelle osterie e nelle vallate del Natisone» … tempi quasi eroici quelli ricordati da Massimo. Poi la svolta nel 2001, con l’Azienda che viene a prendere il nome da un casale che stava qui vicino e la cui proprietaria, Antonella, veniva chiamata, in dialetto friulano, Tunelle.
E’ questa una delle più belle zone del Friuli, nel comune di Premariacco, con le colline di Ipplis e la Rocca Bernarda (oggi dei Cavalieri di Malta), dove nel 1956 Luigi Veronelli ritrovò le viti di picolit, un vitigno completamente perso, che successivamente è stato impiantato in molte zone dei Colli Orientali.
Un territorio che nulla ha da invidiare al celebre Chiantishire, con la produzione predominante dei vini bianchi (70%), mentre il restante 30% è per i vini rossi. Vini distribuiti a metà per il mercato ialiano, l’altra metà destinata a quello estero (Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Russia, Belgio, Olanda, Danimarca, Estonia). Stupore e piacere, la scorsa estate, aver trovato una bottiglia di Pinot grigio de La Tunella anche nell’isola greca di Mykonos. Degustata seduti all’Hippie Fish, proprio in riva al mare, ci ha fatto apprezzare ancor di più lo splendido tramonto di quella sera.
Qualche dato tecnico: la densità media è di 4500/5000 viti per ettaro; la resa di 70/90 quintali per ettaro, «per favorire la qualità delle uve raccolte manualmente non meccanicamente» aggiunge con orgoglio Massimo. La produzione si aggira sulle 450.000/470.000 bottiglie annue.
I “fratelli del vino” hanno lavorato intensamente in questi dieci anni: «Ci siamo fatti conoscere con il BiancoSesto, frutto di uve selezionate di due grandi vitigni, il Friulano e la Ribolla Gialla» spiega Massimo. I riconoscimenti non sono mancati, con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso nel 2006 e i Cinque Grappoli Duemilavini dell’Associazione Italiana Sommelier nel 2007.
La produzione de La Tunella comprende anche LaLinda, il primo uvaggio autoctono friulano a base Malvasia Istriana, che fermenta in botti grandi di rovere di Slavonia e si affina lentamente in vasche di acciaio. Viene commercializzato in primavera dopo un anno e mezzo dalla vendemmia. Tra i vini rossi che caratterizzano il territorio, Refosco dal Peduncolo Rosso, Pignolo e Schioppettino, quest’ultimo un pinot nero di campagna, rustico, le cui migliori annate sono state quelle del 2006 e 2007.





