Puglia, la magia del vino
marco | 19 ottobre 2011da www.baccoetabacco.org
di Enzo Di Giacomo
Bisogna entrarci a Castel del Monte per capire il senso dei suoi oltre sette secoli di vita. Bisogna entrarci nelle vigne di Francesco Liantonio per capire la forza dei suoi vini. In primis Vigna Pedale, un po’ la stella cometa dell’Azienda Vinicola Torrevento. Siamo a Corato, provincia di Bari.
Con 400 ettari vitati (200 di proprietà e 200 in gestione) produce dai 6 agli 8 miloni di bottiglie annue. E sono 40 gli ettari che sta per impiantare. Circa il 70% della produzione prende la strada dell’estero.
E’ una storia che parte da lontano, sa di migrazione alla fine dell’Ottocento quando il nonno di Francesco parte per New York ragazzino, lavora fabbricando ghiaccio. Con gli anni costituisce un’impresa dove lavorano alla fine 100 operai; vende tutto e la nostalgia convince Francesco a rietrare in Puglia, a Palo del Colle, dove investe i suoi soldi in vigneti e produzione di olio. Nel 1948 i fratelli Liantonio acquistano una struttura masserizia in pietra, un ex monastero del Seicento, a Castel del Monte nella sconosciuta contrada Torre del vento: dai 57 ettari di allora ai 400 di oggi. Un atto di coraggio e di amore per la propria terra che ritroviamo oggi in Francesco, studioso e docente di marketing e comunicazione. In lui però è più forte il richiamo della terra che per la cattedra. E nel 1985 parte il progetto “Torrevento”, una scommessa su di un vitigno che molti ignorano e pochi valorizzano: il Nero di Troia.
A distanza di anni Francesco ha contruito un piccolo impero che alla produzione del vino unisce quella dell’olio e, ultimamente, la pasta per un fatturato annuo di circa 30 milioni di euro. Come si faceva una volta nelle masserie, nelle case dei contadini. Sì, perché la filosofia del professore è quella di innovare nella tradizione, di attenersi scupolosamente ai saperi e ai dettami del nonno, del padre e dell’entourage familiare.
La valorizzazione e la conoscenza in Italia e nel mondo del Nero di Troia è un punto fermo nella vita contadina-imprenditoriale di Francesco Liantonio. Il recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni non sono stati soli per il Nero di Troia, ma si è concentrato anche per il Bombino bianco, Pampanuto, Bombino Nero. «E dopo 5 anni di prove e sperimentazioni, il prossimo anno usciremo con l’Aleatico, un vitigno storico pugliese» dichiara Francesco. Accanto al “gioiello” della casa (Vigna Pedale, Nero di Troia in purezza), ci sono il Bacca Rara, Bombino bianco e Chardonnay; Kebir, Nero di Troia e Cabernet Sauvignon in egual misura; Faneros, Negroamaro 90% e Malvasia 10%; Sine nomine, Negroamaro e Malvasia.
Nell’intensa attività di Francesco cosa ci sarà nell’immediato futuro? «La costruzione di una clinica per disabili, malati terminali e per quelle persone che presentano disagi» mi confida Francesco, felice di aggiungere un altro tassello importante alla sua vita di imprenditore.





