Tg1, impazza il dopo-Minzolini. Calabresi favorito su Orfeo. Ma spunta la soluzione interna Rai. Redazione in fermento: Giorgino si smarca dal direttore. Sarno e Sala si litigano Monti
marco | 19 novembre 2011
Sobrietà è la parola più usata da quando Mario Monti è diventato premier. Una parola che non si adatta sicuramente ai frenetici giorni che si vivono in Rai. La corsa al riposizionamento è lo sport preferito all’interno dei tiggì di Saxa Rubra.
A cominciare dal Tg1. Per molti il dopo Augusto Minzolini è già cominciato. Altri invece ritengono che il direttorissimo resterà in sella perché Silvio Berlusconi non ha ancora abdicato. Tuttavia la possibilità che Minzolini possa lasciare la Rai con una buonuscita considerevole esiste. Anzi, prende sempre più corpo. Come non è ancora tramontata nemmeno la possibilità che per il direttore del Tg1 ci sia la sede di capo dei corrispondenti da New York, lasciata vacante da Antonio Di Bella. Quello che però più si nota è il fatto che sia la sua redazione in fermento e a darlo per sicuro spacciato. Perfino il suo fedelissimo capo del politico, Francesco Giorgino, è pronto a sbattere i pugni sul tavolo. I suoi colleghi lo hanno sentito imprecare contro la decisione di affidare lo speciale del Tg1 sul giuramento del governo al Quirinale a Filippo Gaudenzi con la conduzione di Alberto Matano e Simona Sala. Giorgino non ha gradito queste decisioni prese dal direttore e si è subito catapultato a intervistare il segretario del Pdl, Angelino Alfano.
Come dire: «Attenti, io ci sono ancora».
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