Le pensioni nei palazzi del potere
marco | 11 dicembre 2011DAL CORRIERE DELLA SERA
di Gian Antonio Stella
Non ci provino, a distinguere ancora figli e figliastri. Non ci provino, a toccare le pensioni degli italiani senza toccare prima (prima!) quelle dei dipendenti dei palazzi della politica o della Regione Sicilia. Un cittadino non può accettare di andare in pensione un paio di decenni dopo chi ancora può lasciare con 20 anni d’anzianità. Non solo non sarebbe equo ma, di questi tempi, sarebbe un insulto.
Che esistono qua e là staterelli dai privilegi inaccettabili non lo dicono i soliti bastian contrari. Lo dice, per la Sicilia, lo stesso procuratore generale della Corte dei Conti isolana, Giovanni Coppola, nell’ultima relazione: «L’opinione pubblica non comprende perché in Sicilia i dipendenti regionali possano andare in pensione con soli 25 anni di contribuzioni, o addirittura con 20 anni se donne, solo per il fatto di avere un parente gravemente disabile, mentre lo stesso non avviene nel resto d’Italia». Leggi il resto dell’articolo »
Augusto Minzolini potrebbe essere l’iceberg che fa affondare il Titanic Rai. Il cda straordinario previsto per lunedì è già slittato a martedì mattina. Il direttore generale e i consiglieri di amministrazione stanno cercando di trovare una soluzione. Le trattative proseguono frenetiche e non è difficile prevedere (soprattutto dopo che si è deciso di posticipare il consiglio a martedì) che la decisione da prendere sia ancora in alto mare. Lorenza Lei sta lottando su due fronti: il primo convincere Minzolini a lasciare la direzione in cambio di un nuovo incarico; il secondo strappare cinque consensi ai consiglieri su un nome per avere la maggioranza in cda. Attenzione: una maggioranza, che non rispecchia il vecchio schema con centro-destra da una parte e centro-sinistra dall’altra. Le posizioni sono cambiate e si voterà sul nome che la Lei potrebbe presentare martedì. A riguardo va detto che finora su un solo candidato si contano 5 consensi. Si tratta di Alberto Maccari, giornalista di esperienza che conosce la macchina del Tg1 come le sue tasche. Potrebbe essere lui il traghettatore fino alle prossime elezioni. Anche l’ostacolo del suo imminente pensionamento può essere rimosso con facilità: esiste il precedente di Albino Longhi che diresse il Tg1 da settantenne.




