Negli States cominciano a chiedere la password di facebook per darti un posto di lavoro
marco | 4 marzo 2011di PAOLA CECCARELLI
In fondo, c’e’ chi se lo aspettava. Ed e’ successo. Secondo fonti fornite dalla stazione televisiva Wofl Fox 35 in Norman, Oklahoma, la polizia locale avrebbe deciso di chiedere a tutti gli aspiranti poliziotti password ed username dei loro account Facebook in modo da controllare il contenuto e le foto delle loro pagine. La giustificazione officiale fornita dalla polizia è basata sul fatto che se qualcuno deve essere assunto per difendere i cittadini è necessario che sia al di sopra di ogni sospetto e un modello di buon comportamento. Ma c’è chi vede in questa azione una pericolosissima invasione di privacy. Il fatto preoccupante è che non si tratta di un caso isolato. Leggi il resto dell’articolo »
A prima vista potrebbe sembrare l’album delle figurine Panini. Ma ben presto ci si accorge che quelle fotine hanno poco a che fare con i calciatori. I personaggi immortalati dal flash sono in una posa forzata, la stessa per tutti, quella all’interno del dipartimento di polizia. Sono tutti gli arrestati della settimana. Dal consumatore di droghe leggere allo strangolatore, dall’ubriaco al serial killer. Tutti lì in fila a riempire le pagine di un settimanale di Tampa, in Florida, che al costo di un dollaro, va a ruba al punto da diventare il nuovo fenomeno editoriale degli States. Perché lo compra la gente? Semplice, per impicciarsi dei fatti del vicino di casa, del parente, dell’amico o del semplice conoscente dell’isolato più in là. Ben 1001 foto distribuite in 28 pagine, con l’ultima che ricorda 30 persone scomparse con tanto di pose (e non potrebbe essere altrimenti). Un’impaginazione a scacchiera, quasi maniacale, con tutte foto e didascalie comprendenti nome, cognome e motivo dell’arresto. Una specie di incubo da sfogliare, con tanto di senso dell’orrore. Eppure Cellmates (il nome del settimanale che tradotto significa compagni di cella) lo acquistano tutti. Look who’s in Jail è scritto sotto la testata (guarda chi c’è in carcere). E la gente guarda. Eccome. Lo compra. 




