Berlusconi, 36 milioni l’anno all’ex moglie Veronica Lario (100 mila euro al giorno)
marco | 28 dicembre 2012Silvio Berlusconi dovrà sborsare 100 mila euro al giorno all’ex consorte Veronica Lario (36 milioni l’anno) per salvare il patrimonio immobiliare dopo il divorzio. Il Cav è in buona compagnia nella classifica dei vip che per divorziare hanno pagato di più. Per lasciare la seconda moglie Anna Maria Torv nel 1999, dopo 32 anni di matrimonio il tycoon Rupert Murdoch pare abbia dovuto sborsare 1,7 miliardi di dollari in assett e 110 milioni in denaro. Tanto gli è costato potersi risposare, 17 giorni dopo aver divorziato, con Wendi Deng, di trent’anni più giovane. Un esborso che lo ha messo ai primi posti nella hit parade dei divorzi più onerosi al mondo. Nulla al confronto ha versato il principe Carlo quando ha lasciato Diana Spencer nel 1996, “solo” 17 milioni di sterline. Clamore aveva suscitato il divorzio fra Adnan Kasshoggi e la moglie Soraya che esattamente trent’anni fa, nel 1982, costò al miliardario una cifra valutata in 874 milioni di dollari. E anche il guru della Formula 1 Bernie Ecclestone ha pagato caro dire addio alla seconda moglie Slavica nel 2009: nel 2010 in una lista delle miliardarie britanniche più ricche è risultata prima con con 734 milioni di sterline, cioè più di 895 milioni di euro. Non vanno meglio le cose agli oligarchi russi. Roman Abramovich si è accordato con l’ormai ex moglie Irina per 300 milioni di dollari, certo meno della cifra miliardaria inizialmente favoleggiata. Fra gli sportivi hanno fatto storia i divorzi del cestista Michael Jordan (168 milioni di dollari) dalla moglie Juanita, e del golfista Tiger Woods che ha pagato i ripetuti tradimenti alla moglie Elin pare una cifra intorno ai 100 milioni di dollari. Cento milioni ha pagato il regista Steven Spielberg per divorziare da Amy Irving nel 1989 e leggenda vuole che Mel Gibson, dopo 7 figli e 31 anni di vita insieme, abbia dovuto dare l’anno scorso alla sua ex 425 milioni di dollari. Tutto sommato non è andata male a Madonna che per lasciare Guy Ritchie avrebbe versato al regista circa 90 milioni di dollari. I tabloid hanno ricamato anche sul divorzio fra Nicholas Sarkozy e la moglie Cecilia nel 2007, pochi mesi dopo l’elezione all’Eliseo, per sposare l’ex modella Carla Bruni. In Italia il divorzio più leggendario è stato quello a dir poco burrascoso fra l’attrice Rosanna Schiaffino e il miliardario Giorgio Falck, che le cedette villa a Cortina, attico a Milano e una cifra stimata in alcuni miliardi di lire e riempì i giornali per anni. Sui giornali di tutto il mondo finì anche il divorzio fra Adua Veroni e Luciano Pavarotti per sposare la ben più giovane Nicoletta Mantovani. Destò scalpore l’addio fra Umberto e Marta Marzotto alla fine degli anni ’80, poco dopo la morte di Renato Guttuso, di cui lei fu amante; così come il divorzio fra Eleonora Giorgi e Angelo Rizzoli e, in tempi più recenti, Albano e Romina Power. (ANSA).


Bastano poche parole, una frase a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana. Una frase come “Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomimi tuo da gloriam”». “Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria”. Il definitivo marchio templare dell’enigma Colombo. Il nuovo libro di Ruggero Marino, dal titolo “L’uomo che superò i confini del mondo” (Sperling & Kupfer), dopo quelli del 1991 e del 1997 (“Cristoforo Colombo e il papa tradito”) e l’ultimo del 2005 (“Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri, tradotto in 8 paesi), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 20 anni. La presente parte dell’indagine si muove ancora, lungo i percorsi di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle sue qualità sciamaniche, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, plausibilmente figlio di papa Innocenzo VIII. Erede di un sogno anche templare. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Nella certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia. Per finire con la documentazione per fare santo Colombo, portata vanti da Pio IX e Leone XIII. 




