In tempi di crisi boom del mercatino dell’usato
marco | 23 gennaio 2012da www.culturalnews.it
di Enzo Di Giacomo
La crisi morde le famiglie italiane lungo tutta la penisola. I rincari di luce, gas, benzina, autostrade (e l’elenco potrebbe continuare) mettono a dura prova la quotidianità degli italiani. Bisogna attrezzarsi per far fronte a un ritorno pre-boom economico, un “tesoretto” dilapidato da decenni di politica economica (e non solo) disastrosa, incurante del bene collettivo.
In questo quadro buio di prospettive soprattutto per i giovani che si affacciano al lavoro (si fa presto a dire, siate ottimisti), cresce sempre più il mercato dell’usato e gli italiani prediligono per convenienza economica gli oggetti di seconda mano. Crescono i negozi specializzati in questo settore.
Il 2011, che doveva essere l’anno della ripresa dopo lo “shock sistemico del 2008”, è stato un annus horribilis per instabilità politica, previsioni sempre più al ribasso, paventato default per alcuni Paesi europei, spread a dettare l’agenda dei governi europei.
Per il Mercatino dell’Usato, sorto per volontà di Gianni Perbellini di Verona, ci sono numeri significativi per il 2010 (in elaborazione quelli del 2011): 200 negozi, 11.500.000 oggetti venduti, 1.850 le persone dedicate, 60 milioni di euro rimborsati, 133 milioni di euro il giro d’affari.
E’ sufficiente una visita in uno dei numerosi mercatini dell’usato per toccare con mano la crisi: vendita di mobili, abiti, pellicce, elettrodomestici e una miriade di prodotti che rappresentano il rifugio del nuovo italiano, quello che vive al tempo della crisi di Monti.
E’ il settore dell’usato nella sua totalità che cresce, secondo quanto riportato da uno studio della Camera di Commercio di Milano. Il mercato dell’usato in Italia conta 3.347 esercizi commerciali. Leader tra le regioni la Lombardia (496 imprese attive, 14,8% sul totale nazionale), seguita da Lazio (461, 13,8%) e Toscana (406 imprese, 12,1% sul totale). Tra le province, Roma è in testa (11,5% del settore usato), seguono Milano (7,3%), Torino e Napoli (entrambe 6%).
In uno dei numerosi mercatini dell’usato a Roma, abbiamo incontrato Simona Marrone, socia del mercatino dell’usato di Casetta Mattei. Leggi il resto dell’articolo »
Bastano poche parole, una frase a sovvertire 500 anni di “storia” colombiana. Una frase come “Non nobis, Domine, non nobis, sed Nomimi tuo da gloriam”». “Non a noi, non a noi, Signore, ma al tuo nome dona la gloria”. Il definitivo marchio templare dell’enigma Colombo. Il nuovo libro di Ruggero Marino, dal titolo “L’uomo che superò i confini del mondo” (Sperling & Kupfer), dopo quelli del 1991 e del 1997 (“Cristoforo Colombo e il papa tradito”) e l’ultimo del 2005 (“Cristoforo Colombo l’ultimo dei Templari”, Sperling & Kupfer Editori Rai Eri, tradotto in 8 paesi), è l’ulteriore approfondimento di una ricerca che va avanti ormai da circa 20 anni. La presente parte dell’indagine si muove ancora, lungo i percorsi di una incredibile contro-storia. In relazione ai quattro avventurosi viaggi di Cristoforo Colombo, alle sue reali e misteriche conoscenze, alle sue qualità sciamaniche, alle “prescoperte”, alle mappe “impossibili”, alla situazione politica e religiosa, che accompagnò le imprese del “navigatore dei due mondi”, al suo ruolo di inviato della Chiesa di Roma e di cavaliere crociato, plausibilmente figlio di papa Innocenzo VIII. Erede di un sogno anche templare. In un crescendo, fino alla sua morte, di inedite e sorprendenti novità. Nella certezza di un complotto, a danno di Colombo e di Innocenzo VIII, che ha mutato la storia. Per finire con la documentazione per fare santo Colombo, portata vanti da Pio IX e Leone XIII. 




