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	<title>Marco Castoro &#187; dal Regno</title>
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		<title>Diana agonizzante in tv, è polemica nel Regno Unito</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2007 20:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DAL CORRIERE DELLA SERA Il 6 giugno Channel Four trasmetterà un documentario con le immagini choc della principessa d&#8221;Inghilterra in punto di morte La rete televisiva Channel Four ha innescato grosse polemiche a Londra annunciando che tra una decina di giorni manderà in onda foto, finora censurate, della principessa Diana agonizzante dentro il tunnel parigino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DAL CORRIERE DELLA SERA</p>
<p>Il 6 giugno Channel Four trasmetterà un documentario con le immagini choc della principessa d&#8221;Inghilterra in punto di morte</p>
<p>La rete televisiva Channel Four ha innescato grosse polemiche a Londra annunciando che tra una decina di giorni manderà in onda foto, finora censurate, della principessa Diana agonizzante dentro il tunnel parigino dell&#8217;Alma, subito dopo il tragico incidente stradale di dieci anni fa. Le immagini saranno mostrate nel corso di un documentario («Diana: the Witness in the Tunnel») che ricostruirà la disgrazia sulla base delle testimonianze oculari e che sarà trasmesso la sera del 6 giugno.<span id="more-1338"></span><br />
MASCHERA DI OSSIGENO &#8211; In una delle foto, scattate dai paparazzi mentre i medici e gli infermieri delle autoambulanze tentavano di rianimare la principessa sul luogo dell&#8217;incidente, si vede Diana in coma con sul viso la maschera dell&#8217;ossigeno. In alcune istantanee il volto della principessa è stato oscurato per non ferire troppo la sensibilità dei figli William e Harry e non attirarsi i fulmini della famiglia reale. Malgrado questo accorgimento le polemiche già infuriano.<br />
REAZIONI NEGATIVE &#8211; «Sono profondamente scioccato. Non capisco dove vogliano arrivare e perchè considerino necessaria la diffusione di dettagli», ha dichiarato Patrick Jephson, ex segretario privato di Diana. «Si tratta &#8211; ha tuonato Anthony Holden, che era amico di Diana e su di lei ha scritto una biografia &#8211; di una grossolana intrusione e di una totale mancanza di gusto. William e Harry rimarranno sconvolti». «A Channel Four dovrebbero vergognarsi. A quella tv bisognerebbe togliere i fondi pubblici», gli ha fatto eco un altro amico della principessa, lord St. John of Fawsley.<br />
L&#8217;AUTODIFESA DELLA TV &#8211; Channel Four ha difeso a spada tratta la sua decisione: «Il pubblico &#8211; ha indicato un portavoce del network &#8211; è davvero interessato a conoscere lo svolgimento dei fatti nell&#8217;ora subito dopo lo schianto e le foto prese dai fotografi presenti sul posto sono un importante e accurato documento di prima mano. La gente ha il diritto di vederle. Non crediamo di commettere alcuna intrusione».<br />
LE CENSURE &#8211; Indicati sulle prime come i responsabili dell&#8217;incidente perchè erano all&#8217;inseguimento della Mercedes con a bordo Diana e il suo boyfriend Dodi Al Fayed che andò a schiantarsi a tutta velocità dentro il tunnel dell&#8217;Alma, i paparazzi non furono dieci anni fa in grado di vendere le loro foto. I mass media ne stettero alla larga, le censurarono senza la minima esitazione non volendo essere accusati di sciacallaggio.<br />
27 maggio 2007</p>
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		<title>la regina &quot;delusa e irritata&quot; per i 10 anni di Blair</title>
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		<pubDate>Sun, 27 May 2007 20:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DALLA REPUBBLICA La Regina è &#8220;delusa e irritata&#8221; per l&#8217;eredità politica lasciata da Tony Blair dopo 10 anni di governo. Lo rivela oggi il Sunday Telegraph, secondo il quale Elisabetta II è &#8220;profondamente preoccupata&#8221; per molte delle scelte politiche del premier laburista uscente. E, almeno secondo le fonti della corte reale citate, è contraria &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DALLA REPUBBLICA</p>
<p>La Regina è &#8220;delusa e irritata&#8221; per l&#8217;eredità politica lasciata da Tony Blair dopo 10 anni di governo. Lo rivela oggi il Sunday Telegraph, secondo il quale Elisabetta II è &#8220;profondamente preoccupata&#8221; per molte delle scelte politiche del premier laburista uscente. E, almeno secondo le fonti della corte reale citate, è contraria &#8211; così come i vertici militari britannici &#8211; al &#8220;peso eccessivo&#8221; dato alle forze Armate per le missioni all&#8217;estero. In particolare, in Iraq e in Afghanistan.<span id="more-1344"></span></p>
<p>&#8220;La regina sospetta che Blair abbia trascorso troppo tempo ad ingraziarsi l&#8217;America, a scapito dei rapporti con il suo amato Commewealth&#8221;, scrive il giornale britannico, con una critica che colpisce in pieno la scelta centrale della politica estera di Blair, schierarsi al fianco di George W. Bush nella guerra al terrorismo. In ogni caso, sottolinea il domenicale, tra il leader laburista ed Elisabetta non ci sono mai stati problemi personali; anzi, hanno lavorato bene insieme. In particolare, la monarca ha apprezzato il suo impegno per risolvere la questione dell&#8217;Ulster.</p>
<p>La sovrana inoltre ha voluto sempre difendere la estraneità dalla politica, senza mai far trapelare, neanche ai più intimi amici, la sua posizione sulla guerra. Cioè se ritenesse giusta o meno la decisione di Blair di attaccare il regime di Saddam.</p>
<p>Per il resto, continua il Telegraph, in questi dieci anni di coabitazione Elisabetta ha più volte espresso, durante conversazioni private con il leader laburista, la preoccupazione per la mancata comprensione da parte del suo governo delle esigenze e richieste provenienti dalle comunità non urbane. Questo lo racconta John Doaw, presidente dall&#8217;associazione degli agricoltori del Devon, che ricorda come una volta disse alla Regina: &#8220;Non credo che Tony Blair capisca i problemi degli agricoltori&#8221;. E lei rispose: &#8220;Lo so, glielo dico ogni settimana quando ci incontriamo&#8221;.</p>
<p>Ma soprattutto, spiegano ancora persone vicine alla regina, Elisabetta &#8220;è rimasta irritata e frustrata dai cambiamenti gratuiti&#8221;, un riferimento alle riforme attuate in questi dieci anni che hanno intaccato alcune fondamenta della tradizione britannica, come la Riforma della Camera dei Lord. Ma alla sovrana non sarebbe piaciuto neanche il fatto che Blair abbia diviso la nazione, mettendo al bando la caccia alla volpe.</p>
<p>Il Telegraph cita anche i pareri di alcuni amici della regina, secondo i quali Blair potrebbe non seguire l&#8217;esempio di alcuni suoi predecessori come Winston Churchill e Harold Wilson, con una cena in onore della sovrana al momento in cui lascerà l&#8217;incarico, alla fine di giugno. Del resto, ricordano ancora gli insider della Corte, è noto che durante la tradizionale visita annuale di Tony e Cherie Blair alla regina ed al principe Filippo nella loro residenza a Balmoral, le due coppie hanno avuto sempre ben poco da dirsi, per mancanza di interessi comuni.</p>
<p>Nonostante il suo ruolo estraneo alla politica &#8211; conclude il domenicale britannico &#8211; è comunque inevitabile che l&#8217;81enne Elisabetta, che in 55 anni di regno ha lavorato con dieci premier, non abbia avuto relazioni amichevoli con tutti i capi del governo. Ad esempio nel 1986 le fonti della corte rivelarono che Elisabetta considerava la lady di ferro Margaret Thatcher insensibile, fautrice dello scontro e della divisione sociale.</p>
<p>(27 maggio 2007)</p>
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		<title>La difficile rincorsa di Gordon Brown</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2007 09:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DAL CORRIERE DELLA SERA La Gran Bretagna si appresta ad attraversare un periodo di transizione molto insolito, con un cambiamento del tutto prevedibile a capo del governo. È il passaggio da un leader laburista, Tony Blair, a un altro politico laburista, Gordon Brown, l’uomo che è stato il più stretto collaboratore del premier durante il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DAL CORRIERE DELLA SERA</p>
<p>La Gran Bretagna si appresta ad attraversare un periodo di transizione molto insolito, con un cambiamento del tutto prevedibile a capo del governo. È il passaggio da un leader laburista, Tony Blair, a un altro politico laburista, Gordon Brown, l’uomo che è stato il più stretto collaboratore del premier durante il decennio al potere. Adesso che Tony Blair ha annunciato le sue dimissioni, il successore verrà eletto alla guida del partito senza nessuna vera opposizione. <span id="more-1275"></span>Brown è stato ministro del Tesoro per gli ultimi dieci anni e ha guidato un&#8217;economia in ottima salute, che ha registrato una crescita stabile e un calo della disoccupazione. Eppure la cosa strana è questa: né il Paese, né il partito laburista stesso, si sentono davvero rassicurati dall&#8217;idea di vedere Brown nella poltrona di primo ministro.<br />
Questo premier inevitabile è anche un premier poco amato e, per molti, non voluto. Questa stranezza nasce in parte dal fatto che in Gran Bretagna il primo ministro viene sostituito senza elezioni generali, un fenomeno che mette sempre in imbarazzo gli inglesi. Dopo le elezioni del 2005, in cui i laburisti sono usciti con una maggioranza molto ridotta, la costituzione non prevede un&#8217;altra tornata elettorale fino al 2010. In pratica, è probabile che le elezioni si svolgeranno entro il 2009 al più tardi, perché pochi primi ministri intendono aspettare fino all&#8217;ultimo momento consentito prima di indire le successive elezioni. Sono in molti a ipotizzare addirittura che Brown potrebbe indire le elezioni in anticipo, nel 2008, perché vorrebbe vedersi confermare il mandato direttamente dall&#8217;elettorato. In questo momento, tuttavia, i conservatori dell&#8217;opposizione sono in vantaggio, nei sondaggi di opinione, rispetto ai laburisti, di otto o nove punti percentuali. Mr Brown si aspetta di vedere i sondaggi mutare in suo favore prima di arrischiarsi a indire elezioni anticipate.<br />
Ma questi sondaggi cambieranno? La difficoltà di Gordon Brown, in un certo senso, è di essere fin troppo conosciuto dagli elettori. Brown sarà il nuovo primo ministro, ma essendo stato un protagonista di spicco del governo Blair per un decennio, non può proprio vantarsi di rappresentare un cambiamento radicale. Dopo un così lungo periodo di governo laburista, i semplici ritmi della politica suggeriscono che quando si indicono le elezioni, gli elettori sono propensi a votare per il cambiamento. E questo è particolarmente vero dopo la grande innovazione di Tony Blair, ovvero che i due principali partiti oggi competono essenzialmente per la medesima posizione centrista. Tony Blair ha rubato molte idee ai suoi predecessori conservatori, Margaret Thatcher e John Major, distruggendo così l&#8217;idea che il partito laburista possa incarnare qualcosa di completamente diverso, un&#8217; alternativa socialista basata su una forte tassazione e un&#8217;elevata spesa sociale. E il leader dei conservatori di oggi, David Cameron, si rifà proprio al personaggio di Tony Blair, sia per lo stile che per il programma centrista. Gordon Brown non sarà proprio il nuovo che avanza, ma cercherà di ribadire le sue differenze da Tony Blair.<br />
Con ogni probabilità, farà entrare nel governo un buon numero di giovani ministri, proprio per suggerire che i laburisti sono capaci di rinnovamento. È pronto a lanciare una vasta gamma di nuove iniziative politiche, che prepara già da almeno un paio d&#8217;anni, per dimostrare di avere idee fresche e una nuova carica di energia. Il guaio è che gli sarà difficile modificare l&#8217;immagine pubblica sua e del partito, già radicata tra gli elettori. L&#8217;immagine pubblica dei laburisti è quella di un governo che ha messo a segno molti successi ma che oggi si presenta corrotto e arrogante. A Brown non si imputano accuse personali di corruzione, anzi, è un personaggio di grande integrità. È riuscito a prendere le distanze dal peggiore scandalo degli ultimi anni, la presunta vendita dei seggi della Camera dei Lord in cambio di generose donazioni alle casse del partito laburista. È sfuggito inoltre alle accuse per la partecipazione della Gran Bretagna all&#8217;invasione americana dell&#8217;Iraq. Eppure, pur essendo considerato un personaggio pulito, la sua immagine non è interamente positiva.<br />
Gordon Brown è nato in Scozia, figlio di un predicatore protestante, il che gli conferisce un&#8217;immagine di uomo onesto, ma anche una certa qual arcigna, o scostante, austerità, perché questa viene comunemente associata al protestantesimo scozzese. Tutti vedono benissimo che è una persona molto intelligente e di grandi ambizioni, eppure queste caratteristiche non appaiono del tutto positive, nella valutazione del pubblico. Non si tratta della solita diffidenza tradizionale degli inglesi verso gli intellettuali, anche se questa rientra indubbiamente nel quadro complessivo. Più importante è il fatto cheBrown venga considerato un uomo ambiguo e senza scrupoli. Come ministro del Tesoro, un incarico che gli inglesi designano tuttora con l&#8217;appellativo medievale di Cancelliere dello Scacchiere, non ci si poteva aspettare che dieci anni trascorsi ad aumentare le imposte avrebbero giovato alla sua popolarità.<br />
Ma la frase che gli è rimasta appiccicata addosso, con grave danno di immagine, è stata l&#8217;«imposta di sotterfugio»: il far finta di ridurre le tasse mentre in realtà queste venivano aumentate con sistemi subdoli o nascosti. Per di più, il suo più stretto collaboratore nel governo lo ha accusato di recente di aver gestito il suo ministero con metodi «stalinisti ». Pertanto Gordon Brown resta un uomo pulito, integerrimo, ma assai poco amato. Ha guadagnato qualche punto di umanità convolando a nozze durante il suo mandato, e successivamente per una tragedia personale, la morte della prima figlia alla nascita cinque anni fa. La sua reazione a quella tragedia personale è stata intensamente privata e così pure il suo utilizzo (ovvero, «non utilizzo») dei figli che gli sono nati successivamente per scopi politici, specie in confronto con Tony Blair, che ha sfruttato nel modo più sfacciato la nascita del suo ultimo.Mail principale problema politico di Gordon Brown non è come gestire la sua vita personale, quanto piuttosto il suo scarso «appeal» agli occhi del pubblico.<br />
Per chiunque l&#8217;abbia conosciuto o gli abbia parlato, questo è davvero sorprendente, perché Gordon Brown sa essere una persona interessante e divertente in occasione di un pranzo o di una cena. Conosce un&#8217;infinità di fatti, sa raccontare come pochi le migliori battute politiche, sa spiegare con chiarezza i suoi obiettivi politici. E in più ha un dono particolare, cruciale in politica: un&#8217;ottima memoria per le facce e le persone. Ricordo di essere rimasto colpito da questa sua capacità la seconda o terza volta che l&#8217;ho incontrato, quando ci siamo imbattuti casualmente a una mostra d&#8217;arte a Londra e si è subito ricordato dei miei anni trascorsi in Giappone (ricollegandosi anche alla mostra, che esponeva dei dipinti di Claude Monet di chiara ispirazione giapponese). Malgrado queste virtù personali, Mr Brown non si presenta bene in pubblico. In televisione è goffo e impacciato, le sue risposte alle domande si trasformano presto in noiosi monologhi, quasi fosse uno scialbo professore universitario. Durante le interviste, la mascella gli si contrae inavvertitamente, un tic facciale assai poco telegenico del tutto assente nelle conversazioni faccia a faccia. In ultima analisi, la verità è che Gordon Brown non è una creatura politica naturale, di questi tempi dominati dal video: è più un Al Gore che un Bill Clinton, e non può certo paragonarsi a Tony Blair. La domanda che oggi assilla tanto lui quanto gli elettori inglesi è: «che cosa può fare per superare questi ostacoli?»<br />
La tentazione, e certamente quella dei suoi collaboratori, sarà di far finta che sia cambiato: il nuovo primo ministro è un uomo nuovo, che si è sacrificato per un intero decennio a far da spalla a Tony Blair, mentre oggi è contentissimo di baciare i bambini e di mostrare un volto più popolare, meno severo e intellettuale. Gordon Brown ha già messo in atto le nuove tattiche. Una volta insediato a capo del governo, però, un comportamento del genere rischia di trasformarsi in un errore. La sua immagine è troppo radicata per consentirgli spazi di manovra. Se cerca di dimostrarsi popolare, sarà sempre sconfitto dal leader conservatore David Cameron, di dieci anni più giovane e un uomo politico spontaneo, sullo stile di Blair e Clinton. Una tattica migliore sarebbe dar risalto ai suoi veri punti di forza: l&#8217;esperienza, l&#8217;integrità morale, l&#8217;impegno per una società equa, un bagaglio che David Cameron non può ancora vantarsi di possedere. Dopo tutto, Gordon Brown ha gestito un decennio di successi economici, dei quali può andare giustamente fiero.<br />
Quello che il governo laburista non è riuscito ancora a realizzare è un vero miglioramento nei servizi pubblici, quali istruzione, salute e trasporti, servizi finanziati in gran parte dai contribuenti. Pur essendo stato ministro del Tesoro, nessuno sembra sapere davvero quello che Brown pensa del servizio pubblico, perché è sempre parso un alleato poco convinto delle riforme di Tony Blair. Se vorrà vincere le prossime elezioni generali, e assumere un incarico che non sia semplicemente di primo ministro provvisorio, quasi di supplente, dovrà dimostrare al pubblico qual è la sua posizione su questi temi scottanti. E dovrà convincere gli elettori che i servizi pubblici saranno più al sicuro nelle sue mani che non in quelle di David Cameron. Brown dovrà superare un paio d&#8217;anni assai difficili e controversi prima di affrontare il vero test elettorale.<br />
Bill Emmott<br />
11 maggio 2007</p>
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		<title>Blair: «Le mie dimissioni il 27 giugno»</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2007 09:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DAL CORRIERE DELLA SERA «È stato un onore servire questo Paese, mi scuso per le volte che ho fallito». Un particolare ringraziamento per la moglie Cherie «OGGI annuncio la mia decisioni di lasciare il comando del partito laburista. Il 27 giugno consegnerò le mie dimissioni da primo ministro nelle mani della regina». Lo ha annunciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DAL CORRIERE DELLA SERA<br />
<em><br />
«È stato un onore servire questo Paese, mi scuso per le volte che ho fallito». Un particolare ringraziamento per la moglie Cherie</em></p>
<p>«OGGI annuncio la mia decisioni di lasciare il comando del partito laburista. Il 27 giugno consegnerò le mie dimissioni da primo ministro nelle mani della regina». Lo ha annunciato il premier britannico Tony Blair, 54 anni, in un discorso ufficiale a Trinmdon, nel suo collegio elettorale di Sedgefield nel nord-est dell&#8217;Inghilterra, nella sezione laburista dove aveva iniziato la sua avventura politica candidandosi alla guida del partito l&#8217;11 maggio 1994. <span id="more-1274"></span>«È stato un onore servire questo Paese. Con la mano sul cuore posso dire che ho fatto ciò che mi sembrava giusto per il mio Paese, mi scuso per le volte che ho fallito», ha infine concluso dopo una ventina di minuti di discorso, tra gli applausi e gli abbracci dei suoi elettori. Blair lascia la carica dopo dieci anni esatti alla guida del governo britannico e tre elezioni consecutive vinte.<br />
«FIANCO A FIANCO CON GLI USA» &#8211; Blair ha percorso brevemente il suo periodo alla guida del Paese, ricordando che con l&#8217;11 settembre 2001 «tutto è cambiato e ho ritenuto fosse giusto rimanere fianco a fianco con gli Usa, il nostro più vecchio alleato, in Afghanistan come in Iraq. Le conseguenze dell&#8217;Iraq sono state dure, senza fine e costose, e per molti non n&#8217;è valsa la pena. Prendere decisioni è difficile: bisogna ascoltare la gente, ma non sempre la gente è d&#8217;accordo su tutto. Quando si governa bisogna saper dare una risposta. Non una risposta qualunque, ma la risposta», ha dichiarato.</p>
<p>LA MOGLIE CHERIE &#8211; «Nel 1997 le aspettative per il governo laburista erano molto alte, probabilmente troppo alte. Però nessun governo dal 1945 ha ottenuto così tanto», ha detto Blair. «Oggi la Gran Bretagna è un Paese profondamento cambiato, non è una nazione che segue le altre, è un Paese leader». Il premier ha avuto parole di particolare ringraziamento per la moglie Cherie per tutto il sostegno che gli ha dato in questi anni al potere.<br />
11 maggio 2007</p>
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		<title>Gran Bretagna, l&#039;addio di Tony Blair</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2007 09:49:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[DALLA STAMPA Oggi il premier annuncia il ritiro: dopo dieci anni lascia la guida del governo e del Labour Party Anthony Charles Lynton Blair, detto Tony, nato a Edimburgo il 6 maggio 1953: aveva appena 44 anni quando fu eletto primo ministro della Gran Bretagna; ne ha appena 54 oggi, il giorno in cui annuncerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DALLA STAMPA</p>
<p>Oggi il premier annuncia il ritiro: dopo dieci anni lascia la guida del governo e del Labour Party</p>
<p>Anthony Charles Lynton Blair, detto Tony, nato a Edimburgo il 6 maggio 1953: aveva appena 44 anni quando fu eletto primo ministro della Gran Bretagna; ne ha appena 54 oggi, il giorno in cui annuncerà ufficialmente &#8211; dopo lunghi mesi di suspence &#8211; la data del suo ritiro. C’è chi lo detesta e chi lo ammira, ma certo non ha lasciato nessuno indifferente: si chiude l’era di un politico che ha lasciato un segno nella storia, che ha saputo dare col suo New Labour una impronta totalmente nuova al partito, sfrondandone gli aspetti più di sinistra ma portandolo per tre volte a una vittoria elettorale senza precedenti.<span id="more-1266"></span></p>
<p>GORDON BROWN ALLE PORTE<br />
Il suo New Labour aveva conquistato i voti del centro propugnando una miscela di pubblico e privato nei servizi sociali. Tony Blair lascerà il posto e a capo del governo, e a capo del partito al collega Gordon Brown, in paziente attesa da anni fra le quinte, oggi ministro del Tesoro. Brown però erediterà un esecutivo in caduta libera nei sondaggi. A carico di Tony Blair il lascito pesante della partecipazione alla guerra in Iraq, contro il volere della grande maggioranza della popolazione, e l’alleanza strettissima (è stato dipinto come un cagnolino) verso la Casa Bianca dell’amministrazione Bush.</p>
<p>NEL FUTURO, UNA FONDAZIONE CHE PORTA IL SUO NOME<br />
Ma la storia lo ricorderà anche come il leader che ha incarnato una generazione giovanissima di politici; che ha riportato la Gran Bretagna alla crescita economica pur restaurando in parte lo stato sociale smantellato nell’era Thatcher. È stato anche il premier della devolution a Scozia e Galles. E appena tre giorni fa ha firmato il suo più grande successo «pacifico» con la rinascita del governo autonomo biconfessionale in Irlanda del Nord. Quanto al futuro, si prevede una fondazione «Tony Blair» con base a Londra, che contribuisca a gettare ponti tra le tre religioni monoteiste per superare incomprensioni e diffidenze reciproche &#8211; e che aiuti a consolidare la democrazia nel mondo. Nell’immediato, Blair dirà addio a un decennio di governo con un giro di visite all’estero, prima di lasciare Downing Street, probabilmente alla fine di giugno.</p>
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		<title>Finisce l&#039;era di Blair, il film dei 10 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 17:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DALL&#8217;ANSA Ecco le tappe principali dell&#8217;era Blair, giunta al traguardo dei dieci anni e ormai agli sgoccioli. - 2 maggio 1997: Tony Blair, leader laburista dal 1994, diventa a 43 anni il più giovane primo ministro britannico dal 1812 grazie ad una vittoria a valanga alle elezioni per il rinnovo dei Comuni. - 6 maggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DALL&#8217;ANSA</p>
<p>Ecco le tappe principali dell&#8217;era Blair, giunta al traguardo dei dieci anni e ormai agli sgoccioli.</p>
<p>- 2 maggio 1997: Tony Blair, leader laburista dal 1994, diventa a 43 anni il più giovane primo ministro britannico dal 1812 grazie ad una vittoria a valanga alle elezioni per il rinnovo dei Comuni. <span id="more-1243"></span></p>
<p>- 6 maggio 1997: Blair concede alla Banca d&#8217;Inghilterra autonomia totale per la fissazione dei tassi di interessi e getta così le basi per un boom economico che prosegue incessante per tutto il decennio. &#8211; 31 agosto 1997: muore la principessa Diana e Blair &#8211; aiutato dal suo astuto portavoce Alistair Campbell &#8211; dà voce in modo magistrale ai sentimenti dei connazionali in lutto mentre la regina Elisabetta rimane chiusa per giorni in un assordante silenzio nel castello scozzese di Balmoral. &#8211; 5 dicembre 1997: il governo reagisce alla dirompente epidemia della mucca pazza vietando la vendita della carne con l&#8217;osso. &#8211; 10 aprile 1998: grazie all&#8217;infaticabile attività negoziale di Blair protestanti e cattolici firmano gli storici accordi del Venerdì Santo per la co-gestione del potere in Irlanda del nord. &#8211; Marzo 1999: Blair &#8211; paladino dell&#8217;interventismo umanitario in nome dei valori occidentali di democrazia e libertà &#8211; ha un ruolo-chiave nel convincere il riluttante presidente americano Bill Clinton a far guerra alla Serbia per fermare la pulizia etnica in Kosovo. &#8211; 9 luglio 1999: prima assemblea del parlamento scozzese eletto sulla scia della devoluzione concessa dal governo Blair a Scozia e Galles &#8211; 11 novembre 1999: Blair avvia la riforma &#8211; ancora in corso d&#8217;opera &#8211; della camera dei Lord. Ridotti a 92 i lord ereditari. &#8211; 20 maggio 2000: nasce Leo Blair. Erano più di 150 anni che un primo ministro britannico in carica non diventava padre. &#8211; 8 giugno 2001: Blair trionfa per la seconda volta nelle elezioni politiche, assicurandosi una maggioranza di 167 deputati ai Comuni (nel 1997 erano 179) &#8211; 11 settembre 2001: Blair promette alleanza incondizionata agli Stati Uniti dopo gli attentati di Washington e New York. &#8211; 7 ottobre 2001: la Gran Bretagna è in prima fila nella guerra contro i Taleban al potere in Afghanistan. &#8211; 30 aprile: muore a 101 anni d&#8217;età la regina madre. &#8211; 14 ottobre 2002: Londra riprende il controllo dell&#8217;Irlanda del nord nell&#8217;impossibilità di formare un governo locale con la partecipazione di cattolici e protestanti. &#8211; 16 febbraio 2003: quasi un milione di persone manifesta a Londra contro l&#8217;imminente guerra in Iraq alla quale Blair partecipa senza la minima riserva malgrado la forte opposizione di ampi strati del suo partito. &#8211; 26 maggio 2003: la Bbc, sulla scorta di informazioni fornire dall&#8217;esperto governativo David Kelly, accusa Blair di aver gonfiato («sexed up») le informazioni di intelligence sulle presunte armi di distruzione di massa in possesso di Saddam. &#8211; 9 giugno 2003: il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown annuncia che la Gran Bretagna continuerà a restare fuori dell&#8217;euro. &#8211; 17 luglio 2003: Kelly, messo alla gogna dal governo come fonte della Bbc, si suicida. &#8211; 1 ottobre 2004: Blair annuncia che le elezioni legislative del 2005 saranno le sue ultime e che si dimetterà dopo aver portato a termine il terzo mandato. &#8211; 5 maggio 2005: il partito laburista vince le elezioni legislative, con una maggioranza di 66 seggi. &#8211; 6 luglio 2005: Londra si aggiudica le Olimpiadi 2012. &#8211; 7 luglio 2005: 56 persone muoiono a Londra in una serie di attentati di kamikaze islamici nei trasporti pubblici. &#8211; 21 marzo 2006: Scotland Yard annuncia l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta sullo scandalo &#8216;Cash for Honours&#8217;, per le presunte onorificenze concesse in cambio di finanziamenti occulti al partito laburista. &#8211; 7 settembre 2006: Blair, pressato dai seguaci del cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, suo successore in pectore, annuncia che si dimetterà entro un anno a metà del terzo mandato. &#8211; 14 dicembre 2006: Blair è interrogato per la prima volta dalla polizia nel quadro delle indagini sullo scandalo &#8216;Cash for Honours&#8217; &#8211; 26 marzo 2007: i cattolici del Sinn Fein e i protestanti del reverendo Ian Paisley raggiungono uno storico accordo per amministrare assieme l&#8217;Irlanda del nord a partire dall&#8217;8 maggio.</p>
<p>(ANSA). LQ 27-APR-07 16:35 NNN</p>
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		<title>Pensione dorata per Blair, casa milionaria</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 17:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DALL&#8217;ANSA Il primo ministro britannico Tony Blair, che tra pochi giorni potrebbe decidere di dimettersi, si godrà il meritato riposo dopo 10 anni alla guida del governo del Regno Unito in una casa da 3,65 milioni di sterline (5,34 milioni di euro) nell&#8217;esclusiva Connaught Square a Londra. Abbandonata la prestigiosissima ma non particolarmente spaziosa dimora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DALL&#8217;ANSA</p>
<p>Il primo ministro britannico Tony Blair, che tra pochi giorni potrebbe decidere di dimettersi, si godrà il meritato riposo dopo 10 anni alla guida del governo del Regno Unito in una casa da 3,65 milioni di sterline (5,34 milioni di euro) nell&#8217;esclusiva Connaught Square a Londra. <span id="more-1242"></span>Abbandonata la prestigiosissima ma non particolarmente spaziosa dimora al numero 10 di Downing Street, Blair e signora traslocheranno in un&#8217;abitazione in stile georgiano, situata a pochi passi da Hyde Park, che viene definita da molte agenzie immobiliari «la più raffinata ed elegante» della zona. I Blair, che all&#8217;inizio di quest&#8217;anno hanno acquistato anche una dependance da 800.000 sterline (1,2 milioni di euro), hanno già fatto domanda per rinnovare le due strutture per unirle tra loro e adattarle alle loro esigenze. In particolare vogliono costruire sul tetto una veranda nella quale organizzare ricevimenti e barbecue. Fedele alla sua tradizionale attenzione per l&#8217;ecologia il primo ministro ha chiesto inoltre di poter installare dei pannelli solari. Il capo del governo britannico, che spesso si è lamentato in passato del suo magro stipendio da primo ministro (274.000 euro lordi all&#8217;anno), ha stimato di riuscire a coprire i costi della nuova residenza e dei lavori di ristrutturazione grazie alla pubblicazione delle sue memorie. Sembra però che il premier sia destinato a non restare tranquillo neanche da pensionato. I suoi futuri vicini hanno già iniziato a protestare per i lavori di ristrutturazione che Tony e sua moglie Cherie hanno intenzione di fare e per il trambusto che potrebbe essere causato dai loro futuri numerosi ospiti. Per nulla intimoriti dal loro prossimo prestigioso dirimpettaio, hanno presentato vari reclami. Un punto sul quale molti hanno insistito riguarda l&#8217;alto numero di telecamere a circuito chiuso che verranno installate in tutta la zona per permettere a Tony e Cherie di dormire sonni tranquilli. John Larkey, un costruttore che vive nella casa affianco a quella dei Blair, ha inviato una lettera di sette pagine al consiglio della City di Westminster per denunciare la presunta irregolarità di alcune delle modifiche proposte dal premier. Un altro prestigioso vicino Paul Oakenfold, produttore di alcuni dischi degli U2 e autori di almeno cinque hit di successo, è molto preoccupato per il rumore. Ma almeno in questo caso sembra che la questione sia pretestuosa visto che Oakenfold vive a Los Angeles. Nonostante le polemiche pare che il consiglio della City di Westminster sia orientato a dare luce verde alle richieste dei Blair. In questo caso i lavori inizieranno immediatamente così per l&#8217;estate prossima saranno finiti e l&#8217;ormai ex primo ministro e sua moglie potranno traslocare.</p>
<p>(ANSA). I66-LQ 27-APR-07 16:36 NNN</p>
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		<title>Azienda profilattici cerca 25mila collaudatori</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 11:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[dal Regno]]></category>

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		<description><![CDATA[DAL CORRIERE DELLA SERA Singolare annuncio della Durex in Francia e Gran Bretagna: si tratta di una campagna di sensibilizzazione all&#8217;uso del preservativo. Chiunque verrà scelto potrà vincere 500 sterline «SIETE single, sposati o in coppia? Debuttante o esperto? Viene garantita anche la possibilità di lavoro a domicilio. Cercasi solo volontari, nessun salario, ma tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DAL CORRIERE DELLA SERA</strong></p>
<p><em>Singolare annuncio della Durex in Francia e Gran Bretagna: si tratta di una campagna di sensibilizzazione all&#8217;uso del preservativo. Chiunque verrà scelto potrà vincere 500 sterline</em></p>
<p>«SIETE single, sposati o in coppia? Debuttante o esperto? Viene garantita anche la possibilità di lavoro a domicilio. Cercasi solo volontari, nessun salario, ma tanto piacere», recita così il primo annuncio per reclutare 25.000 &#8220;collaudatori&#8221;volontari di preservativi. La bizzarra inserzione è stata lanciata in questi giorni dalla nota azienda produttrice di profilattici Durex in Francia e Gran Bretagna. Uomini e donne di ogni età, etnia e orientamento sessuale possono prendere parte alla selezione. Cinquemila in Gran Bretagna e 20.000 in Francia.<span id="more-1191"></span> In effetti si tratta di una maxi campagna di sensibilizzazione all&#8217;uso del preservativo, proprio quando i recenti dati pubblicati dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) mostrano una crescente disaffezione da parte dei più giovani verso i metodi di protezione durante i rapporti sessuali. FEEDBACK &#8211; «Raccoglieremo migliaia di dati importanti da elaborare; un feedback che ci permetterà di capire quanto stimolanti siano condoms e lubrificanti», ha detto al quotidiano Le Parisien Emma Berger, direttrice marketing di Durex France. Una trovata di marketing geniale, maligna qualcuno, che però &#8211; per la prima volta &#8211; avrà anche un valore scientifico e d&#8217;analisi molto interessante, osserva la tv britannica BBC. Inoltre, chiunque partecipa avrà la possibilità di vincere 500 sterline, promettono dalla multinazionale, la quale nel solo 2006 ha prodotto quasi un miliardo di profilattici. Per tutti gli interessati a partecipare al curioso quanto serio sondaggio su vasta scala, è online il modulo d&#8217;iscrizione. «Tutti i dati saranno strettamente confidenziali», precisano dall&#8217;azienda, che nelle prossime settimane ricontatterà i fortunati 25mila ai quali verranno date in seguito tutte le indicazioni per svolgere l&#8217;attività.</p>
<p><strong>Elmar Burchia</strong></p>
<p>Corriere della Sera, 31 marzo 2007</p>
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		<title>Liz Hurley, il corpo più invidiato dalle inglesi</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 20:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[dal Regno]]></category>
		<category><![CDATA[gossip]]></category>

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		<description><![CDATA[DAL CORRIERE DELLA SERA Dopo la ex di Hugh Grant, sposata da pochi giorni con l&#8217;indiano Arun Nayar, ci sono Victoria Beckham e Myleene Klass Fino a qualche anno fa le donne inglesi le invidiavano l&#8217;affascinante fidanzato Hugh Grant. Da allora ne è passato di tempo, ma Liz Hurley, che pochi giorni fa si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DAL CORRIERE DELLA SERA</strong></p>
<p><em>Dopo la ex di Hugh Grant, sposata da pochi giorni con l&#8217;indiano Arun Nayar, ci sono Victoria Beckham e Myleene Klass</em></p>
<p>Fino a qualche anno fa le donne inglesi le invidiavano l&#8217;affascinante fidanzato Hugh Grant. Da allora ne è passato di tempo, ma Liz Hurley, che pochi giorni fa si è sposato con l&#8217;imprenditore indiano Arun Nayar continua ad essere molto invidiata dalle suddite di Sua Maestà: secondo un sondaggio condotto dal magazine inglese «New Woman» su un campione di 5mila lettrici, la quarantunenne Hurley ha il corpo che la maggior parte delle inglesi vorrebbero avere .    <span id="more-1182"></span>CRITICHE E INVIDIA &#8211; Sebbene spesso sia stata accusata di dare un cattivo esempio alle giovani ragazze, (avrebbe dichiarato di mangiare solo una volta al giorno e spesso i suoi pasti sarebbero composti da qualche chicco d&#8217;uva o da una minestrina) secondo Helen Johnston, editrice del magazine che condotto il sondaggio, nell&#8217;immaginario femminile con la sua magrezza e le sue curve formose è considerata il corpo ideale: «E&#8217; molto magra, ma ha anche curve prorompenti, è il corpo ideale ricercato disperatamente dalle donne. Tuttavia per aver un corpo del genere bisogna fare grandi sacrifici».    PODIO &#8211; La Hurley ha preceduto in questa speciale classifica un&#8217;altro personaggio dello showbiz più volte accusato di essere un cattivo esempio per la sua straordinaria magrezza che rasenta l&#8217;anoressia, Victoria Beckham. La moglie del calciatore più famoso d&#8217;Inghilterra si è classificata seconda precedendo la cantante e presentatrice inglese Myleene Klass. «Victoria Beckham è spesso criticata per la taglia del suo corpo, ma sembra che le donne inglesi siano ossessionate dalle sue forme e scambierebbero tranquillamente il loro corpo con il suo» dichiara la Johnston.  CLASSIFICA &#8211; Nella classifica compaiono nomi noti e meno noti al pubblico italiano. Al quarto posto Kelly Brook, che l&#8217;anno scorso vinse la medesima classifica: la bella modella inglese è seguita da Kate Moss e Kate Winslet, nota quest&#8217;ultima per le sue battaglie contro l&#8217;anoressia e i disturbi alimentari. Chiudono la top ten Cat Deeley, modella e popolare dj in Gran Bretagna, l&#8217;ex star di «I&#8217;m A Celebrity&#8230; Get Me Out of Here» Jordan, l&#8217;attrice Sienna Miller e la magrissima Keira Knightley. «Le donne votate in questa classifica sono estremamente diverse» commenta l&#8217;editrice di New Woman. «Si va dalle star taglia zero ad attrice ammirate e segretamente invidiate perchè si sentono a proprio agio nel loro corpo. Inoltre è interessante notare che alcune delle donne più votate, tra cui la vincitrice Liz Hurley, hanno superato i 40 anni d&#8217;età. Ciò significa che oggi la bellezza non scompare con l&#8217;avanzare del tempo».</p>
<p><strong>Francesco Tortora</strong></p>
<p>Il Corriere della Sera, 29 marzo 2007</p>
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		<title>Gb, le donne si sentono grasse: mai nude</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 18:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DAL CORRIERE DELLA SERA Un terzo non si spoglia in casa se ci sono i partner. Oppure spegne la luce. Gli uomini invece sono del tutto disinibiti Un terzo delle donne inglesi non si fanno vedere nude dal partner: pensano di essere troppo grasse. Lo rivela una ricerca pubblicata dal quotidiano britannico Daily Mail. Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DAL CORRIERE DELLA SERA</strong></p>
<p><em> Un terzo non si spoglia in casa se ci sono i partner. Oppure spegne la luce. Gli uomini invece sono del tutto disinibiti</em></p>
<p>Un terzo delle donne inglesi non si fanno vedere nude dal partner: pensano di essere troppo grasse. Lo rivela una ricerca pubblicata dal quotidiano britannico Daily Mail. Secondo lo studio almeno il 10% delle donne si toglie i vestiti solo dopo aver spento tutte le luci e circa 1/4 è così preoccupata del proprio aspetto da non voler entrare in bagno assieme al partner. Nonostante ciò quasi tutte le 3.500 donne intervistate concordano che per una coppia è fondamentale sentirsi bene quando si è senza nulla addosso. <span id="more-1178"></span>DANNI DELLA PUBBLICITA&#8217; &#8211; Gli esperti ritengono che le immagini spesso modificate al computer per far sembrare più magre le celebrità e le foto di modelle scheletriche sembrano aver reso un&#8217;intera generazione estremamente insicura a proposito del proprio aspetto. L&#8217;istinto che porta le donne ad evitare di spogliarsi davanti al compagno sta portando forti crisi nei rapporti di coppia. UOMINI SENZA INIBIZIONI &#8211; Gli uomini, al contrario, sembrano del tutto immuni a questo tipo di insicurezza e ogni giorno passano in media il doppio del tempio nudi rispetto alle loro fidanzate o mogli. Sembrano anzi compiacersi così tanto del proprio corpo che i 2/3 girano in casa senza vestiti. Il 46% delle donne confessa che vorrebbe fare altrettanto ma 1/3 ha ammesso che non girerebbero mai nude per casa se il partner potesse vederle. Lo stesso avviene in palestra, dove il 79% ammette di vergognarsi di cambiarsi o farsi la doccia di fronte ad altre donne. «Questo studio dimostra l&#8217;importanza che le persone danno all&#8217;immagine del corpo», ha commentato Jill Parkinson, della compagnia che ha commisionato lo studio. Il Corriere della Sera, 28 marzo 2007</p>
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