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	<title>Marco Castoro &#187; economia e risorse</title>
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	<description>appunti di un freelance</description>
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		<title>Passera, pochi aeroporti, ma in grandi centri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia e risorse]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[da www.turismoefinanza.it di Enzo Di Giacomo Non ha perso tempo il neo Ministro allo Sviluppo economico e alle Infrastrutture, Corrado Passera, che è intervenuto in Commissione trasporti alla Camera. La sua audizione è parsa già una linea programmatica sui trasporti in Italia (aeroportuale, ferroviario e su gomma), con riflessi anche a livello europeo. Un intervento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da www.turismoefinanza.it<br />
di Enzo Di Giacomo</p>
<p>Non ha perso tempo il neo Ministro allo Sviluppo economico e alle Infrastrutture, Corrado Passera, che è intervenuto in Commissione trasporti alla Camera. La sua audizione è parsa già una linea programmatica sui trasporti in Italia (aeroportuale, ferroviario e su gomma), con riflessi anche a livello europeo. Un intervento a tutto campo anche su liberalizzazioni, risorse, occupazione.<br />
In tema di trasporti Passera ha precisato che «non possiamo andare avanti così con la filosofia di un aeroporto in ogni provincia», sottolineando che il Governo lavorerà per avere aeroporti «anche pochi, ma in grandi centri, che possano tenere collegata l’Italia al resto del mondo». In Italia ci sono 48 aeroporti con una presenza capillare sul territorio (soltanto il Molise non ha un aeroporto), ma una parte di essi registrano quote modeste di passeggeri nel corso dell’anno. Ci sono aeroporti come Albenga (2.201 passeggeri nel 2010), Bolzano (53.917 passegeri), Elba (9.112), Foggia (70.061), Grosseto (8364), Oristano (7.411), Salerno (5.163), Siena (1.503), che non rispondono &#8211; insieme a tanti altri &#8211; ai requisiti minimi indicati dal Piano per la riorganizzazione del sistema aereo nazionale messo a punto da One Works, Kpmg e Nomisma per l’Enac e il Ministero dei Trasposti un anno e mezzo fa. Rapporto che il neo Ministro sembra aver sposato in pieno.<br />
In Italia, secondo il “Piano aeroporti”, ci sono 14 aeroporti che risultano strategici (e quindi da potenziare) per la mobilità nel Paese e nel mondo; 10 sono da recuperare con un diverso metodo manageriale e commerciale; 24 da chiudere. <span id="more-5589"></span><br />
Gran parte di queste strutture – scrivono gli esperti &#8211; hanno bisogno di un traffico minimo di 500mila passeggeri l’anno per sperare di arrivare all’equilibrio economico. Diciannove aeroporti su 48 nel 2010 non hanno raggiunto i 500mila passeggeri! «La soluzione ottimale per la mobilità delle persone e delle merci deve venire dall’integrazione dei vari mezzi e dall’utilizzo ottimale di ogni mezzo» ha aggiunto Passera, sottolineando che oggi c’è invece «la tendenza a far fare un pò tutto a tutti. Non dovrà mai venire meno la visione complessiva».<br />
Il sistema aeroportuale in Italia cresce a un ritmo del 7% annuo (per il 2011 supererà la soglia dei 140milioni di passegeri), ma è concentrato su alcune grandi aeree del Paese, in altrettanti aeroporti. Di seguito la top ten degli aeroporti a più intenso volume di traffico. Su questi dieci aeroporti si sviluppano 103.604.532 passeggeri su un totale di 139.570.874 passeggeri registrati nel 2010!<br />
Il Ministro ha poi sottolineato come sul tema delle infrastrutture «l’Italia rischia di perdere una quantità pazzesca di fondi europei entro l&#8217;anno». Ed è per questo che ci saranno gli incontri con le Regioni per trovare «un’intesa che potrebbe consentire di recuperare alcuni miliardi di euro».    </p>
<p>Traffico aeroporti 2010<br />
1   Roma Fiumicino	 		35.956.295 	7,6<br />
2   Milano Malpensa	 		18.714.187 	7,9<br />
3   Milano Linate	 		8.295.436 	0,0<br />
4   Bergamo 				7.661.061 	7,2<br />
5   Venezia 				6.801.941 	2,2<br />
6   Catania 				6.301.832 	6,7<br />
7   Napoli 				5.535.984 	4,9<br />
8   Bologna 				5.432.248 	14,0<br />
9   Roma Ciampino	 		4.563.852 	-4,1<br />
10  Palermo	 			4.341.696 	-0,3 </p>
<p>(Fonte Assaeroporti)</p>
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		<title>Sandro Margaroli, presidente e a.d. di Imprendion spa: la consulenza punta a fare network con banche e imprese</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 11:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia e risorse]]></category>

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		<description><![CDATA[In tempo di crisi anche i rubinetti si chiudono. Al massimo vanno con il contagocce. Lo sanno bene gli imprenditori delle piccole e medie imprese che di questi tempi troppo spesso si vedono chiudere la possibilità di accedere al credito. «Non ci sono soldi» è la risposta più frequente quando si bussa a una porta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />In tempo di crisi anche i rubinetti si chiudono. Al massimo vanno con il contagocce. Lo sanno bene gli imprenditori delle piccole e medie imprese che di questi tempi troppo spesso si vedono chiudere la possibilità di accedere al credito. «Non ci sono soldi» è la risposta più frequente quando si bussa a una porta.<br />
Perfino le banche non hanno disponibilità. Si resta da soli contro tutti e contro tutto. E da lì a poco la situazione rischia di precipitare. Casi del genere ne ha visti e ne continua a vedere Sandro Margaroli, presidente e amministratore delegato di Imprendion spa, la rete nazionale di mediazione creditizia specializzata nei finanziamenti bancari per le pmi. La sua mission? Creare un network di professionisti specializzati nell&#8217;organizzazione aziendale, nell&#8217;Information technology, nel marketing strategico e soprattutto nella consulenza finanziaria allo scopo di sostenere lo sviluppo economico e competitivo delle imprese. Imprendion Spa è composta da professionisti e manager con esperienza ventennale sia nel campo della mediazione creditizia sia nel mondo bancario, in pratica rappresenta un valore aggiunto per soddisfare tutte le esigenze finanziarie delle piccole e medie imprese.<br />
su <a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1736832&#038;codiciTestate=5&#038;sez=hgiornali7&#038;testo=&#038;titolo=La%20consulenza%20punta%20a%20fare%20network%20con%20banche%20e%20imprese">ITALIA OGGI SETTE</a></p>
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		<title>Le sigarette illegali sottraggono mezzo miliardo alle casse statali. E l’Europa sta pensando a un pacchetto bianco più facile da falsificare</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 11:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia e risorse]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giro di affari delle sigarette vendute in Italia ha un fatturato annuo di circa 17 miliardi di euro. Di questo ricavato circa il 75% entra nelle casse dello Stato, di cui il 58,5% per l’accisa e il 16,5% di Iva. In pratica ogni pacchetto di sigarette venduto frutta il 10% della somma al tabaccaio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Il giro di affari delle sigarette vendute in Italia ha un fatturato annuo di circa 17 miliardi di euro. Di questo ricavato circa il 75% entra nelle casse dello Stato, di cui il 58,5% per l’accisa e il 16,5% di Iva. In pratica ogni pacchetto di sigarette venduto frutta il 10% della somma al tabaccaio, il 15% al produttore (su cui gravano le spese della distribuzione) e il restante 75%, nei modi in cui abbiamo già visto, va allo Stato che però, a causa del contrabbando e della contraffazione, perde ogni anno mezzo miliardo di euro. <span id="more-5230"></span><br />
Nel rapporto Nomisma si legge che nel 2010, l’attività dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di quasi 64 milioni di sigarette con contraffazione del marchio. Si devono poi aggiungere quasi 20 tonnellate di tabacco sfuso requisito alle frontiere italiane. Il 98% dei pacchetti è stato sequestrato nei porti, mentre il tabacco sfuso è stato scoperto dall’Agenzia delle dogane prevalentemente negli aeroporti (77,5% di kg sequestrati nel 2010).<br />
Il mercato illegale delle sigarette in Italia nel 2010 rappresentava il 3,4% del mercato legale: circolavano circa 2,8 miliardi di sigarette illegali. Questo mercato in Italia è stimabile in oltre 651 milioni di euro, corrispondenti al 3,6% delle vendite complessive realizzate sul territorio nazionale. La componente delle sigarette contraffatte incide per lo 0,5% sulle vendite legali e ammonta a quasi 95 milioni di euro.<br />
Il valore medio annuo delle sigarette di contrabbando è invece di circa 495 milioni. La contraffazione e il contrabbando sono fonte di danni per il bilancio dello Stato che subisce una perdita erariale dovuta al mercato illegale delle sigarette pari a circa 485 milioni di euro. La contraffazione, in particolare, sottrae all’erario ogni anno circa 70 milioni di euro.<br />
Quindi &#8211; in tempi di manovra correttiva &#8211; va detto che lo Stato combattendo l’illegalità delle sigarette potrebbe recuperare mezzo miliardo di euro. E l’Europa cosa fa? Allo studio c’è la possibilità di uniformare i pacchetti di sigarette in un involucro bianco con le scritte sui danni provocati dal fumo e con il solo brand delle multinazionali che li producono. Una soluzione che renderebbe ancora più facile la contraffazione. Per i falsificatori non ci sarebbe bisogno nemmeno di perdere tempo a riprodurre i vari colori e disegni che contraddistinguono gli attuali pacchetti. Senza considerare poi che nel tabacco (o presunto tale) illecito, una volta analizzato, è stato trovato di tutto, dai peli di topi a residui organici di ogni genere.<br />
Nel mondo, la contraffazione è la categoria di traffico illegale che sta crescendo più rapidamente. Ogni anno sono oltre 2000 i sequestri internazionali con circa 3,5 miliardi di sigarette illegali.<br />
Oltre l’89% dei sequestri doganali realizzati a livello mondiale e l’85% delle confische di sigarette avvengono in Europa. La Cina è il paese da cui proviene la maggior parte  delle sigarette sequestrate. Secondo Euromonitor International per il 2014 si stima un mercato mondiale di circa 516,7 miliardi di sigarette illecite, che peserà per l’8,9% sul mercato di quelle autentiche. Le previsione per il 2014 segnalano una crescita pari al 5,6% del numero di sigarette illecite presenti sul mercato internazionale.<br />
Sempre secondo Euromonitor International, il valore di un pacchetto medio di sigarette a prezzo pieno è di 2,03 dollari a fronte di un prezzo più che dimezzato (0,77 dollari) per la corrispondente confezione di prodotto illegale.<br />
Sulla base di questi dati, il valore complessivo delle sigarette illecite nel mondo è stimato in 20,1 miliardi di dollari, mentre la perdita di imposte per gli stati ammonta a 40 miliardi di dollari. Considerando la tassazione che grava su questi prodotti, il danno che deriva dal traffico illecito di sigarette (in termini di minori entrate per i governi) è stato valutato in 40,5 miliardi di dollari.</p>
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		<title>Alitalia, si dimette il commissario Fantozzi</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 09:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia e risorse]]></category>

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		<description><![CDATA[Alitalia, il commissario Fantozzi si dimette. Dopo poco meno di tre anni, quando i primi bonifici per i dipendenti sono già partiti, e il peggio sembra passato, ecco che come un fulmine a ciel sereno Augusto Fantozzi ha deciso di dimettersi dall&#8217;incarico di commissario straordinario avuto da palazzo Chigi. Il motivo? L&#8217;ultima manovra finanziaria del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alitalia, il commissario Fantozzi si dimette. Dopo poco meno di tre anni, quando i primi bonifici per i dipendenti sono già partiti, e il peggio sembra passato, ecco che come un fulmine a ciel sereno Augusto Fantozzi ha deciso di dimettersi dall&#8217;incarico di commissario straordinario avuto da palazzo Chigi. Il motivo? L&#8217;ultima manovra finanziaria del governo che si ha messo sopra altri due commissari straordinari.</p>
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		<title>Fiumicino: atterrato Airbus 380 di Emirates. 1,5 miliardi di dollari l’utile netto nel 2010-2011. 31 milioni i passeggeri trasportati</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 09:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia e risorse]]></category>

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		<description><![CDATA[da www.turismoefinanza.it di Enzo Di Giacomo E’ atterrato alle ore 13,25 di lunedi 6 giugno all’aeroporto “Leonardo da Vinci” a Fiumicino, proveniente da Dubai, l’Airbus 380 di Emirates, il gigante dei cieli con 489 passeggeri a bordo pilotato dal comandante Nicola Coviello, una lunga esperienza in Alitalia. E’ il primo A380 che atterra a Fiumicino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da www.turismoefinanza.it<br />
di Enzo Di Giacomo<br />
E’ atterrato alle ore 13,25 di lunedi 6 giugno all’aeroporto “Leonardo da Vinci” a Fiumicino, proveniente da Dubai, l’Airbus 380 di Emirates, il gigante dei cieli con 489 passeggeri a bordo pilotato dal comandante Nicola Coviello, una lunga esperienza in Alitalia.<br />
E’ il primo A380 che atterra a Fiumicino, il più ammirato aereo del mondo con le sue 14 suites di prima classe, le 76 poltrone letto di business e i 427 posti di classe economica. <span id="more-5022"></span><br />
Un volo “speciale” per celebrare il 50° anniversario dell’aeroporto di Fiumicino, inaugurato nel 1961. «Un giorno saremo operativi anche qui. Per ora no. Vorrei congratularmi per il fatto che l’aeroporto ha potenziato le sue strutture, che ora possono accogliere il jet più grande del mondo &#8211; ha sottolineato Salem Obaidalla, Emirates Senior Vice President, Commercial Operations, Europe and Russian Federation -. Noi pensiamo in futuro di avere una partnership con Aeroporti di Roma per molti anni a venire. E questo comporterà molti vantaggi per i viaggiatori, il turismo e il commercio» ha concluso Salem Obaidalla. Per ora il collegamento Dubai-Roma di Emirates continuerà a essere effettuato due volte al giorno da Boeing 777, capaci di ospitare fino a 364 passeggeri. Gli altri scali italiani in cui opera il vettore saudita sono Milano-Malpensa (2 voli giornalieri) e Venezia (1 volo giornaliero) con 35 voli setttimanali. Emirates vola attualmente su 113 destinazioni nel mondo con una flotta di 153 aerei, di cui quindici A380.<br />
E’ cresciuta la compagnia aerea saudita da quel primo volo Dubai-Roma del 1992: il traffico passeggeri sulle rotte italiane è stato di oltre 900.000 passeggeri nel 2010. Dal 1992 sono stati 3,7 milioni i passeggeri trasportati sulle rotte italiane. E un dato di non poco conto, sono 325 cittadini italiani che lavorano in Emirates.<br />
L’utile netto della compagnia registrato nell’anno finanziario 2010-2011 è stato di 1,5 miliardi di dollari e 31,4 milioni i passeggeri trasportati (+14,5% pari a 4 milioni di passeggeri). Nel corso dell&#8217;anno, in linea con il piano di crescita strategica della compagnia aerea, Emirates ha ordinato 32 A380 e 30 Boeing 777-300. Il valore combinato di questi ordini è di 13,4 miliardi di dollari, portando a 193 il numero di aerei ordinati per un valore di oltre 66 miliardi di dollari.<br />
La cerimonia è stata l’occasione per Giulio Malecci, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, di evidenziare alcuni punti del piano strategico di investimenti che saranno effetuati sull’aeroporto. «L’Accordo di programma permetterà ad Aeroporti di Roma di implementare il suo piano sia su Fiumicino sud che su Fiumicino nord: stiamo lavorando per siglare questo accordo, molto complesso, perché richiede investimenti ingenti. Abbiamo un grande progetto &#8211; ha aggiunto &#8211; quello di fare un aeroporto per 100 milioni di passeggeri, un aeroporto nuovo, quello che chiamiamo Fiumicino nord che si aggiunge a quello esistente. Stiamo lavorando con Enac, con i ministeri dei Trasporti e del Tesoro, con Palazzo Chigi, per accelerare il più possibile un progetto che ci vedrà coinvolti almeno per i prossimi 20 anni. E gli studi Iata ci dicono che potranno essere in futuro più di 100 milioni di passeggeri».</p>
<p>Foto: Enzo Di Giacomo</p>
<p>1)	A380 Emirates atterrato a Fiumicino<br />
2)	Salem Obaidalla con il pilota Nicola Coviello</p>
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		<title>Alitalia, ali tarpate</title>
		<link>http://www.marcocastoro.it/2011/05/19/alitalia-ali-tarpate/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 14:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[economia e risorse]]></category>

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		<description><![CDATA[Da www.turismoefinanza.it di Enzo Di Giacomo Molti parlano di risanamento di Alitalia, come se 168 milioni di euro di perdite nette registrate nel 2010 fossero risanamento; dopo i 326 milioni di euro di perdine nette del 2009. E i risultati del primo trimestre 2011, esaminati dal Consiglio di Amministrazione del 10 maggio, proseguono nel solco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da www.turismoefinanza.it<br />
di Enzo Di Giacomo</p>
<p>Molti parlano di risanamento di Alitalia, come se 168 milioni di euro di perdite nette registrate nel 2010 fossero risanamento; dopo i 326 milioni di euro di perdine nette del 2009. E i risultati del primo trimestre 2011, esaminati dal Consiglio di Amministrazione del 10 maggio, proseguono nel solco del trend negativo: 89 milioni di euro di perdite nette, in miglioramento di 43 milioni di euro rispetto all’analogo periodo del 2010. Ma c’è «la previsione di pareggio operativo nel 2011, nonostante il perdurare di tensioni sui prezzi del petrolio e di incertezze sulla ripresa dei suddetti mercati». Altri risultati annunciati: ricavi totali pari a 684 milioni di euro (+7,1%); 4,8 milioni i passeggeri trasportati (+1,8%); la disponibilità liquida totale &#8211; comprendente le linee di credito non utilizzate &#8211; pari a 326 milioni di euro.<span id="more-4927"></span><br />
C’è un aspetto non secondario riportato nel comunicato: «Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto, infine, della volontà di Fingen SpA di trasferire a Ottobre 2008 Srl la quota azionaria detenuta in Alitalia, pari a circa l’ 1,3% del capitale, avendo tutti i soci rinunciato ad esercitare il diritto d’opzione». Anche se con una quota dell’1,3%, la Fingen del fratelli Corrado e Marcello Fratini ha chiesto di uscire dall’azionariato Alitalia; la quota verrà acquistata da Banca Intesa Sanpaolo. E’ il primo pezzo “dei patrioti” che perde Alitalia: è il segno di una crisi non ancora superata dal vettore oppure il bisogno di liquidità da parte dei Fratini? Questo abbandono non potrebbe indurre anche gli altri azionisti (almeno quelli con quote minori) a fare lo stesso? Nonostante le dichiarazioni ottimistiche del presidente e dell’amministratore delegato sul futuro immediato della compagnia aerea, c’è da ricordare che in due anni di attività commerciale Alitalia ha registrato perdite per 494 milioni di euro.<br />
In questo quadro di gestione del recupero economico e commerciale, dopo l’avvio disastroso del 2009, si inseriscono le polemiche che investono il presidente e l’amministratore delegato.<br />
Sorprendono le dichiarazioni dell’amministratore delegato Rocco Sabelli che, in un incontro recente promosso a L’Aquila dall’Università, ha affermato di voler lasciare Alitalia perché «ritengo conclusa la mia esperienza, e credo che entro il termine di quest’anno Alitalia possa uscire dalla fase emergenziale che mi era stata affidata» (La Repubblica, 20 aprile 2011). Non si era detto e scritto che i difensori dell’italianità di Alitalia avrebbero concluso il loro lavoro (azionisti e manager) sino al 12 gennaio 2013 dopo aver riportato la compagnia aerea in pareggio e rilanciata sui mercati internazionali? Non si era detto che Alitalia, dopo il “regalo” del Governo che aveva devitalizzato la “vecchia” Alitalia portando in dote ai nuovi azionisti tricolore una Società privata delle perdite, sarebbe diventata una compagnia che genera utili oltre che essere funzionale agli interessi del Paese? Perché Sabelli vuole lasciare proprio all’indomani delle dichiarazioni del presidente Roberto Colaninno, che aveva riconosciuto le virtù taumaturgiche del suo amministratore delegato: «Nonostante il terremoto, le guerre e il prezzo del petrolio, i conti sono migliorati rispetto allo scorso anno, grazie al lavoro straordinario di Rocco Sabelli» (Affari&#038;Finanza 18 aprile 2011).<br />
Tra i due, nonostante dichiarazioni di reciproca stima, da qualche tempo qualcosa si è rotto; ne sono testimonianza le dichiarazioni dell’uno subito smentite o rettificate dall’altro. Come la convinzione di Colaninno di tenere a bada gli appetiti di Air France che vorrebbe acquisire il pacchetto di maggioranza di Alitalia (possiede già il 21,95%), sottolineando come «non ci sono patti che impongano la cessione». Mentre (si dice) Sabelli sarebbe un sostenitore dell’alleanza con Air France, sino ad arrivare alla fusione. Il matrimonio tra Alitalia e Air France che Sabelli vuole per il momento non si farà, ma quello fra Roberto Colaninno e Rocco Sabelli è finito.   </p>
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		<title>Siliquini e Masi verso il vertice della Consap</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2011 17:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DAL TEMPO di Filippo Caleri Al vertice della Consap, la società pubblica che eroga servizi assicurativi, è ormai quasi certo l&#8217;arrivo di Maria Grazia Siliquini, deputato oggi in Iniziativa Responsabile, e che il 14 dicembre scorso lasciò in corsa Fli per confermare il sostegno al governo Berlusconi. La Siliquini nei giorni scorsi ha rifiutato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DAL TEMPO<br />
di Filippo Caleri</p>
<p>Al vertice della Consap, la società pubblica che eroga servizi assicurativi, è ormai quasi certo l&#8217;arrivo di Maria Grazia Siliquini, deputato oggi in Iniziativa Responsabile, e che il 14 dicembre scorso lasciò in corsa Fli per confermare il sostegno al governo Berlusconi.  La Siliquini nei giorni scorsi ha rifiutato il posto nel cda delle Poste motivando il suo «no» con la volontà di continuare a restare sugli scranni di Montecitorio nel delicato momento della legislatura. Eppure secondo quanto risulta a Il Tempo nei giorni scorsi ci sarebbero stati scambi telefonici informativi tra la segreteria della Siliquini e quella di Consap con la richiesta di chiarimenti a supporto di una possibile candidatura. A seguire la deputata potrebbe arrivare anche il direttore generale della Rai, Mauro Masi, dato in uscita da Viale Mazzini e in arrivo a via Yser sulla poltrona di amministratore delegato. <span id="more-4837"></span>Finora i nomi dei due candidati erano considerati alla stregua di normali indiscrezioni. Ma la riprova dell&#8217;accelerazione del ricambio dei vertici della società, finora sconosciuta al grande pubblico, è da rinvenire nella convocazione dell&#8217;assemblea per la nomina, fissata in prima convocazione per domani e successivamente sospesa. Nelle ultime ore sarebbe invece arrivata la conferma della data del 27 aprile per l&#8217;elezione del nuovo cda, presidente e ad compresi. A lasciare presumibilmente il posto ai nuovi nominati saranno l&#8217;attuale presidente Andrea Monorchio, ex Ragioniere Generale dello Stato, e l&#8217;ad Raffaele Ferrara. Considerata la specificità del settore nel quale la Consap opera, e cioè il campo assicurativo, resterebbero invece in carica, secondo le indiscrezioni, gli attuali consiglieri.</p>
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		<title>A Roma il vertice di Air France, Klm, Delta Air Lines per firmare l’ingresso di Alitalia nella joint venture transatlantica</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 10:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da www.turismoefinanza.it di Enzo Di Giacomo Prima l’incontro di Parigi alla fine di giugno tra i vertici di Altalia e Air France-KLM in occasione del decimo anniversario dell’alleanza SkyTeam, il 5 luglio il vertice a Roma dei quattro CEO di Air France (Pierre-Henri Gourgeon), KLM (Peter Hartman), Alitalia (Rocco Sabelli), Delta Air Lines (Richard Anderson) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da www.turismoefinanza.it<br />
di Enzo Di Giacomo</p>
<p>Prima l’incontro di Parigi alla fine di giugno tra i vertici di Altalia e Air France-KLM in occasione del decimo anniversario dell’alleanza SkyTeam, il 5 luglio il vertice a Roma dei quattro CEO di Air France (Pierre-Henri Gourgeon), KLM (Peter Hartman), Alitalia (Rocco Sabelli), Delta Air Lines (Richard Anderson) per firmare l’ingresso di Alitalia nella joint venture transatlantica con Air France-Klm e Delta Air Lines, la cui forza si esprime in 250 voli e 55.000 posti offerti al giorno, 20 voli giornalieri tra 5 scali negli Stati Uniti e gli aeroporti di Roma-Fiumicino e di Milano-Malpensa. Con l’ingresso di Alitalia, la joint venture esprime il 26% circa dell’intera capacità transatlantica e genera ricavi annui stimati per oltre 10 miliardi di dollari. <span id="more-4027"></span>La partecipazione alla joint venture dovrebbe portare ad Alitalia “un beneficio annuo di 50 milioni di euro nel risultato operativo, quando sarà a regime, entro 2-3 anni”, secondo Sabelli. La partecipazione di Alitalia alla joint venture ha effetto retroattivo dal 1° aprile 2010 e fa parte di un accordo a lungo termine valido almeno fino al 31 marzo 2022.<br />
Quattro fra le più grandi compagnie aeree (circa 250 milioni di passeggeri trasportati nel 2009) dell’alleanza SkyTeam a Roma per lanciare l’«offensiva» sulla direttrice Europa e il Nord America. “Il traffico transatlantico rappresenta il più strategico e competitivo dei mercati – ha sottolineato Rocco Sabelli – ed è fatto da oltre 60 milioni di clienti all’anno che vanno da una sponda all’altra dell’Atlantico. Di questi, SkyTeam è leader con 16/17 milioni di passeggeri e opera con 90 mila voli sugli oltre 350 mila che su questa direttrice si sviluppa nell’anno”. Sabelli ha precisato che il mercato italiano è il quarto dopo Francia, Germania, Inghilterra “e vale poco meno dl 10% con 4 milioni 700 mila passeggeri all’anno che dall’Italia e per l’Italia si muovono sulle rotte transatlantiche”.<br />
L’amministratore delegato di Alitalia nel corso della conferenza stampa ha voluto anche “rassicurare” quanti vedono una scarsa liquidità nelle casse della Compagnia Aerea Italiana: al 30 giugno Alitalia ha una disponibilità finanziaria di 500 milioni di euro tra cassa e linee di credito disponibili. Ma soprattutto ha smentito le indiscrezioni su un ipotetico rifinanziamento del Gruppo e “non c’è nelle nostre prospettive un’operazione di fusione con Air France. Il fatto dirimente è quello che stiamo facendo e cioè joint venture virtuali che hanno gli stessi benefici di un merger, mantenendo le compagnie con una propria autonomia e brend e lasciandole separate sino a quando questo ha senso” ha aggiunto Sabelli.<br />
“Il nostro piano industriale, che è stato approvato (l’aggiornamento) il 12 maggio, non prevede aumenti di capitale – ha proseguito Sabelli – e i numeri ci fanno pensare che gli obiettivi saranno rispettati”. Il primo semestre di Alitalia “ha fatto registrare un buon miglioramento con il 3% in più dei passeggeri sul semestre 2009 e, senza la nube islandese, avremo fatto il doppio in termini di crescita”.<br />
L’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, ha voluto anticipare qualche dato sulla semestrale che verrà presentata per l’approvazione nel Consiglio di Amministrazione del 30 luglio: crescita del 10% sui ricavi; 9 punti in più di tasso di riempimento degli aerei; crescita del 30% sui voli intercontinentali grazie anche ai nuovi voli su Miami e Los Angeles e del 13% sui voli internazionali.</p>
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		<title>Un solo ministro estero accetta l’invito al Forum della Marcegaglia</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 23:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto è pronto in Campidoglio per l’avvio dei lavori del Forum economico del Mediterraneo, organizzato per oggi e domani da Confindustria, l’Istituto per il commercio estero e l’Abi, in collaborazione con il Comune di Roma e l’Unione industriali della capitale. Una due-giorni molto impegnativa, a cui l’Italia tiene in maniera particolare con tutta una serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Tutto è pronto in Campidoglio per l’avvio dei lavori del Forum economico del Mediterraneo, organizzato per oggi e domani da Confindustria, l’Istituto per il commercio estero e l’Abi, in collaborazione con il Comune di Roma e l’Unione industriali della capitale. Una due-giorni molto impegnativa, a cui l’Italia tiene in maniera particolare con tutta una serie di  interventi di prim’ordine fissati da tempo. Eppure, nonostante gli sforzi dell’organizzazione, i ministri dei paesi dell’area mediterranea hanno snobbato l’appuntamento, disertandolo in massa. In pratica un solo ministro ha accettato di partecipare: si tratta dell’egiziano Rachid Mohamed Rachid, ministro del commercio e dell’industria del Cairo. Al quale, ovviamente, verranno riservati tutti gli onori del governo italiano, presente in larga rappresentanza. A cominciare dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e dal suo vice ministro Adolfo Urso, al sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi. Inoltre a fare gli onori di casa ci sarà anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Previsti gli interventi degli organizzatori impegnati in prima linea nel Forum, da Emma Marcegaglia (presidente di Confindustria) ad Aurelio Regina (presidente Unione industriali di Roma), al moderatore Umberto Vattani (presidente Ice, l’istituto per il commercio estero). <span id="more-3766"></span><br />
Dunque tanti squilli di tromba non raccolti dai ministri dell’area mediterranea, dal Marocco all’Algeria, da Cipro a Israele, dal Libano alla Libia, da Malta a Tunisia e Turchia. Solo un rappresentante di governo: l’egiziano Rachid. Possibile che tutti quanti abbiano altri impegni inderogabili? Oppure a costoro non frega niente del Mediterraneo? Difficile darsi una risposta. Resta il fatto che Marcegaglia e Vattani hanno dovuto incassare l’affronto senza battere ciglio. Anche davanti al governo italiano che ha risposto in massa, non tradendo le attese. Non dovrebbero mancare (almeno si spera) le imprese, circa 600 di cui un terzo proveniente dall’estero, secondo le stime. Ci si consolerà con la colazione sulla Terrazza Caffarelli in Campidoglio.</p>
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		<title>Trasporto aereo: Italia, calano i passeggeri negli aeroporti nel 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da www.turismoefinanza.it di Enzo Di Giacomo Passeggeri in calo negli aeroporti italiani nel 2009: sono stati 130.055.017 (-2,3%) rispetto ai 133.139.364 del 2008. Sono i risultati dell’intero sistema aeroportuale italiano forniti da Assaeroporti. Quelli che hanno registrato le perdite maggiori sono gli aeroporti delle grandi città: Milano-Linate -10,5%, Milano-Malpensa -8,7%, Napoli -5,7%, Roma-Fiumicino -4%; con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da www.turismoefinanza.it<br />
di Enzo Di Giacomo</p>
<p>Passeggeri in calo negli aeroporti italiani nel 2009: sono stati 130.055.017 (-2,3%) rispetto ai 133.139.364 del 2008. Sono i risultati dell’intero sistema aeroportuale italiano forniti da Assaeroporti. Quelli che hanno registrato le perdite maggiori sono gli aeroporti delle grandi città: Milano-Linate -10,5%, Milano-Malpensa -8,7%,  Napoli -5,7%, Roma-Fiumicino -4%; con le eccezioni di Bologna +13,2% e Bergamo +10,4%. <span id="more-3726"></span><br />
Non va meglio per le compagnie aeree mondiali che hanno accumulato perdite per 11 miliardi di dollari, secondo quanto dichiarato dal direttore generale Iata, Giovanni Bisignani. Nel suo primo anno di attività commerciale (è partita il 13 gennaio 2009), Alitalia ha fatto registrare perdite per 258 milioni di euro nei primi nove mesi del 2009 e chiude l’anno con 300 milioni di euro di perdite, secondo le stime dell’amministratore delegato, Rocco Sabelli.<br />
Tornando all’analisi dei dati 2009, l’aeroporto di Orio al Serio di Bergamo continua la sua crescita: i collegamenti hanno raggiunto un volume di 7.160.008 passeggeri (+ 10,5% rispetto al 2008) e, per la prima volta, si colloca al quarto posto dopo Fiumicino, Malpensa e Linate. E’ la lungimiranza degli amministratori verso i vettori low cost cha ha determinato il successo di Bergamo, oltre a una sana gestione economica.<br />
Sugli aeroporti italiani, i vettori low cost nel 2008 hanno avuto una quota di mercato del 32,64% (43.394.000 di passeggeri trasportati), mentre quelli tradizionali sono al 67,36% (89.558.000 passeggeri) con una perdita del 10,8% rispetto all’anno precedente. La crisi finanziaria prima, economica poi che ha investito tutti i settori nel mondo ha orientato le scelte dei passeggeri che, ricorrendo ai prezzi più bassi dei biglietti aerei offerti dai vettori low cost, non hanno voluto rinunciare a volare.<br />
La crescita esponenziale degli ultimi anni di Orio al Serio-Bergamo (la quota di mercato low cost è dell’88%!)  ha indotto anche gli altri gestori aeroportuali italiani a favorire da qualche anno l’ingresso delle compagnie low cost con una forte accentuazione dei voli internazionali. L’avanzata dei vettori low cost è stata costante negli ultimi anni &#8211; favorita anche da un mercato in espansione &#8211; e soltanto la miope politica di alcuni gestori aeroportuali all’inizio non ha saputo cogliere il cambiamento in atto nel trasporto aereo. Scetticismo e avversione poi verso il nuovo modo di fare trasporto aereo sono stati due degli elementi (fra gli altri) che hanno determinato la decadenza dell’Alitalia che, avendo a disposizione una compagnia aerea nazionale all’interno del Gruppo da riconvertire nel mercato low cost, avrebbe potuto contrastare sin da subito l’avanzata di Ryanair, Easyjet e altri vettori. Poi si sa come è andata a finire.<br />
Lo scetticismo di qualche anno fa si è trasformato oggi in “corteggiamento” da parte dei gestori aeroportuali per far volare i vettori low cost sui propri aeroporti, che si è tradotto anche “con significativi contributi, perché questi prezzi bassi sono dovuti all’efficienza indiscutibile del vettore, ma anche al fatto che molti aeroporti per crescere hanno dato contributi più o meno consentiti, che sotto una certa soglia di passeggeri è consentito incentivare l’avvio dell’aeroporto e sopra una certa soglia invece bisogna stare alle regole del mercato” ha spiegato il presidente dell’Enac (Ente Nazionale dell’Aviazione Civile), Vito Riggio, intervenendo alla trasmissione “Noveinpunto” (Radio 24) del 29 dicembre 2009.<br />
In questo contesto di successo dei vettori low cost, si è inserita la provocazione alla vigilia di Natale di Ryanair, che aveva annunciato la cessazione temporanea “delle rotte domestiche da/per le 10 basi italiane a partire da sabato 23 gennaio 2010, in seguito all’ingiunzione sollevata da Ryanair contro le ordinanze dell’ENAC che obbligano Ryanair ad accettare svariate e non sicure forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche di Ryanair, anche se questi documenti di identità sono costituiti da niente più che licenze di pesca”. Una provocazione &#8211; rientrata dopo l’incontro con l’Enac del 7 gennaio &#8211; che si era aggiunta alle altre come quelle di far pagare l&#8217;uso delle toilette di bordo e l&#8217;introduzione di una sovrattassa per i grassoni. Del resto risulta difficile da parte di molti aeroporti italiani rinunciare all’efficienza e all’importanza di Ryanair: nel 2009 ha trasportato lungo le sue numerose rotte europee più di 65 milioni di passeggeri, con un incremento di oltre 7 milioni di passeggeri (+13% rispetto al traffico del 2008). Oramai è una realtà temibile anche per i vettori tradizionali che volano in tutto il mondo (Lufthansa, Air France-KLM, British ed altri), mentre Ryanair non vola sulle rotte intercontinentali.</p>
<p>Top ten passeggeri aeroporti in Italia 2009</p>
<p>1)    Roma-Fiumicino		33.808.093		-4%<br />
2)    Milano-Malpensa		17.551.635		-8,7%<br />
3)    Milano-Linate		8.295.099		-10,5%<br />
4)    Bergamo			7.160.008		10,4%<br />
5)    Venezia			6.701.689		-2,6%<br />
5)    Catania			5.931.592		-2%<br />
6)    Napoli			5.310.965		-5,7% <img src='http://www.marcocastoro.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' />    Bologna			4.774.697		+13,2%<br />
9)    Roma-Ciampino		4.757.822		+0,3%<br />
10)  Palermo			4.373.047		-1,5%</p>
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