Marco Castoro

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Versace, Berlusconi non ha voluto dichiarare guerra ai corrotti

marco | 4 ottobre 2011

Il deputato Santo Versace ha lasciato il Pdl ed è passato con il gruppo misto. Questa la motivazione: «A me piace lavorare ma nel Pdl non hanno bisogno di uno che lavora».
Domanda. Versace che cosa avrebbe voluto dire a Silvio Berlusconi?
Risposta. Gliel’ho detto in privato.
D. Argomento?
R. La crisi economica.
D. Che cosa avrebbe dovuto fare il premier?
R. Quello che gli dissi dopo il fallimento di Lehman Brothers. Che doveva subito dichiarare lo stato d’emergenza per affrontare la crisi economica e per non fare la fine della Grecia come ho scritto sul mio sito nel 2010.
D. Se non è un segreto di stato può dircelo anche a noi?
R. Interventi prioritari per recuperare soldi. Cominciando dai 60 miliardi che finiscono nelle tasche dei corrotti.
D. Chi sono i corrotti?
R. Come chi sono. Solo lei non li conosce. Sono tutti quelli che arruffano soldi tra comuni, regioni, province, istituzioni. Tutti quelli che ricevono tangenti. Questi 60 miliardi si recuperano mediante la trasparenza assoluta degli appalti. È importante dire: chiunque tocchi il denaro pubblico va in galera. Viene trattato al pari dei mafiosi. Leggi il resto dell’articolo »

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Adinolfi: “Io non sono vecchio come Bersani. Lascio questo Pd. Soltanto Renzi può salvarlo”

marco | 30 settembre 2011

Da candidato alle primarie del partito appena nato a contestatore dell’attuale dirigenza del Pd. Mario Adinolfi, blogger e politico della generazione under 40, ha detto basta a Pier Luigi Bersani, facendogli un bel regalo di compleanno: la restituzione della tessera del partito.

Domanda. Adinolfi perché lascia il Pd?

Risposta. Un Pd così non è una speranza per il paese. Siamo tornati al Pds novecentesco.

D. Chi l’ha delusa?

R. Bersani e con lui tutta la classe dirigente che punta soltanto a salvaguardare il proprio potere. Se ne devono andare.

D. Cosa imputa al segretario Bersani?

R. Intanto non può pensare di candidarsi a premier. L’Italia del futuro lui non è proprio in grado di immaginarla. Non è colpa sua, ma dopo la rapina subita dalla mia generazione io di un politico sessantenne non mi fido più.

D. Quale rapina?

R. Quella compiuta dai nostri genitori che si sono mangiati tutto il welfare ai nostri danni: dalle pensioni baby agli aumenti salariali che sono sempre andati per contratto a chi aveva già un posto fisso, a scapito dei nuovi che sarebbero dovuti entrare con un salario più basso. Posto fisso, casa di proprietà, rendimenti da titoli del debito pubblico che hanno affossato l’Italia, scatti di anzianità, scivoli previdenziali, pensioni baby, pensioni di anzianità, pensioni di vecchiaia che nel 27,8% dei casi sono di gran lunga superiori al salario medio.

L’Italia è spaccata in due: da una parte lavoratori tutelati, pensionati e pensionandi. Dall’altra gli under 40. Il Pd non vuole che sia toccato nulla ai primi e dunque, a parte le chiacchiere solidali, non vuol restituire niente ai giovani.

D. Quindi per lei e gli under 40 non c’è futuro…

R. Oggi i 28 milioni di italiani nati dopo il 1 gennaio 1970 sono preda della più alta disoccupazione giovanile di sempre, se lavorano sono precari, non possono acquistare una casa propria, pagano il prezzo del debito pubblico, subiscono politiche salariali penalizzanti, hanno una prospettiva pensionistica da povertà assicurata e, se andranno in pensione, ci andranno dopo i 70 anni quando i loro padri ci andavano anche prima dei 50. Leggi il resto dell’articolo »

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Latella, i giornali non moriranno. Il direttore di A: il mondo dell’editoria è in fermento

marco | 1 luglio 2011

Maria Latella è una giornalista multimediale: dirige un settimanale A, pubblicato da Rcs, conduce su Skytg24 L’Intervista. Ha ideato e conduce un programma di intrattenimento su Leitv (Scusi lei è favorevole o contrario?), ogni giorno colloquia su un blog che fa opinione e ha un seguitissimo fanclub su Facebook.
Domanda. Latella, dove si diverte di più?
R. La tv mi rilassa. Fare il direttore di A invece mi dà l’adrenalina, perché è un’invenzione quotidiana. Sono 14 anni che faccio tv e carta stampata contemporaneamente, avendo cominciato su Raitre con Dalle 20 alle 20. La tv da sempre mi rilassa, quando si accendono le luci mi sento a casa mia. Non so il perché. Mi sorprendo anch’io tutte le volte. Per carità, in diretta i momenti di tensione possono sempre accadere, come di recente quando per via di nubifragio è andato via il collegamento con Siniscalco e ho dovuto proseguire da sola. Essere multimediali ti cambia la vita professionale. Lavori di più ma ti diverti moltissimo. Passare da un mezzo all’altro ti consente di non usurarti troppo su un argomento, perché il giorno che sei alle prese con un titolo che non funziona ti arriva un messaggio sul blog di un lettore che ti compensa della delusione. La multimedialità la vedo come qualcosa che migliora la vita dei giornalista, l’aggrava un po’ di fatica, però è un toccasana perché i giornalisti sono un po’ come gli attori: hanno sempre bisogno di gratificazioni.
su ITALIA OGGI

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Serracchiani: "E ora Bersani ci indichi il piano B. Nel Pd Renzi come Marchionne"

marco | 13 gennaio 2011

Una direzione del Pd sotto il segno della Fiat quella in programma oggi. Un caso che, come dice a Italia Oggi, l’europarlamentare Debora Serracchiani, il Pd si è fatto scoppiare tra le mani. «Premesso che sulla Fiat la colpa è del governo per non aver provveduto per tempo a una legge sindacale che fissi le regole prima da sedersi al tavolo delle trattative per rinnovare i contratti, e vedrete quanti altri casi Fiat scoppieranno in futuro, tuttavia va pure detto che sull’argomento il Pd è andato a briglie sciolte. Ognuno ha detto la sua e il caso ci è scoppiato in mano». Ma anche Nichi Vendola ha dovuto pagare dazio al braccio di ferro su Mirafiori, subendo una contestazione ai cancelli. Per contro Matteo Renzi si è schierato con Sergio Marchionne. «Mi pare che anche dentro il Pd Renzi si sia comportato come Marchionne», replica Serracchiani, «ha sparato a zero su tutto e tutti ma ora deve cominciare a costruire qualcosa, deve fare delle proposte concrete, non basta dire che è tutto da rifare» Leggi il resto dell’articolo »

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Pd, Marino invoca la scossa. Il senatore: rinnovamento generazionale? Applichiamo lo statuto. Chi è stato in parlamento per 15 anni non si può ricandidare. Basta con lo stesso film

marco | 22 settembre 2010

Senatore Ignazio Marino, per caso c’era anche la sua firma nel documento dei 75 di Veltroni?
No, non condivido il metodo di Walter Veltroni in questa circostanza. In un grande partito che si dice democratico chiunque può esprimere, nelle sedi appropriate e senza scambiarsi lettere sui giornali, critiche e valutazioni. Resta comunque un punto che non si può eludere. Nel momento in cui il Pdl implode in preda ai conflitti interni il Pd non riesce comunque ad attirare consensi e, infatti, sondaggi alla mano, continua ad essere in difficoltà. Su questo dobbiamo interrogarci ed è urgente fare conoscere le nostre proposte concrete per l’Italia. In sintesi: il Pd deve darsi una scossa.
D. Con la scissione dei 75 il Pd è rotto definitivamente o si può ancora salvare?
R. Il Pd, più degli altri partiti, ha una grande responsabilità e un arduo compito, quello di proporre soluzioni agli enormi problemi che gli italiani vivono ogni giorno. Dobbiamo mettere in secondo piano i dibattiti interni, volti solo al posizionamento politico, e utilizzare le nostre energie per i lavoratori precari, i ricercatori, la scuola pubblica, la sanità pubblica e proporre un piano per il futuro che vogliamo. Leggi il resto dell’articolo »

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La Serracchiani sfida Vendola: iscriviti prima di parlare del Pd

marco | 7 agosto 2010

Debora Serracchiani si culla tra i venti della crisi di governo. Sogna un esecutivo tecnico con a capo Mario Monti, avverte il Pd a non fare nomi esterni per la leadership in caso di elezioni e sfida Nichi Vendola. «Sta crollando il mito di Berlusconi sotto gli occhi di tutti», dice Serracchiani, «non me l’aspettavo come non se lo aspettavano in Europa. Una crisi così in un momento storico penso proprio che non faccia piacere a nessuno, soprattutto all’Europa che ora ci guarda preoccupata. Non più tardi di qualche mese fa, con la vittoria nelle regionali, Berlusconi aveva potenziato la sua leadership». Leggi il resto dell’articolo »

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Antonio Preziosi: "Io al Tg1? Amo e vivo per la radio"

marco |

«Amo la radio e vivo per la radio». Tanto da rinunciare a un incarico di prestigio in tv, magari alla guida del Tg1. Per Antonio Preziosi, il 43enne direttore del Giornale Radio Rai e di Radio Uno, la vita è cambiata il 3 agosto dello scorso anno, quando è stato nominato alla guida dell’ammiraglia radiofonica dell’emittente pubblica.
Domanda. A un anno dall’insediamento i numeri le danno ragione. Ma lei si fida dei numeri?
Risposta. Mi fido soprattutto del prodotto. La nostra redazione realizza un Giornale Radio forte e credibile. I nostri programmi d’informazione sono seri e approfondiscono ogni argomento. La musica e gli alleggerimenti sono di grandissima qualità. Leggi il resto dell’articolo »

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Farò di leggo il giornale più letto. L’obiettivo del direttore Laurenzi è arrivare a 4 milioni di lettori al giorno

marco | 4 maggio 2010

Dal 19 aprile il quotidiano gratuito Leggo ha un nuovo direttore, Giancarlo Laurenzi, che ha lasciato la vicedirezione della Stampa per tuffarsi nella nuova avventura romana. Idee chiare, buona esperienza e un biglietto da visita che la dice lunga, la chiosa nel suo primo editoriale: “Non costiamo niente e offriamo tutto. Fate un po’ voi”.
Domanda. Direttore, che giornale ha trovato?
Risposta. Ho trovato una redazione giovane, interessante, stimolante. Mi segue e tutti si sentono coinvolti dal progetto. Leggi il resto dell’articolo »

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Monica Setta: "Il mio uomo? Un imprenditore del nord che sta divorziando. La scollatura mozzafiato? Mi si è slacciato il filo del vestito in diretta"

marco | 15 gennaio 2010

Ha festeggiato ieri con una grande torta e spumante italiano le prime 80 puntate della sua trasmissione quotidiana di politica “Il fatto del giorno” (dal lunedì al venerdì alle 14 su Raidue), ma Monica Setta, giornalista e conduttrice, pensa già alla sua prossima tappa: una seconda serata dedicata alle donne (italiane e non) che sarà aperta, secondo accreditati boatos, nientemeno che dalla first lady d’America Michelle Obama. Partenza in salita, quella della Setta, reduce da 3 stagioni di Domenica in – approdata a Raidue con un blindatissimo contratto di esclusiva che prevede una trasmissione quotidiana e 10 puntate in seconda serata, grazie al direttore Massimo Liofredi -che è partita con “Il fatto del giorno” racimolando appena il 4% di share, più o meno quello che la rete faceva l’anno precedente nell’identica fascia oraria con Scalo 76. Poi, lentamente, la trasmissione è salita fino a raggiungere l’attuale media del 12% pari a poco meno di 2 milioni di spettatori. Leggi il resto dell’articolo »

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I primi 100 giorni di Preziosi al gr e Radio1. "Le all news? Inventate dalla radio. Anche la Cnn si è ispirata a Tutto il calcio minuto per minuto"

marco | 9 gennaio 2010

Una due giorni col fiato sospeso. Due appuntamenti molto importanti per la sua gestione. Il direttore del giornale radio e di Radio Uno, Antonio Preziosi, ha presentato prima il suo nuovo palinsesto (con il ritorno in voce di Simona Ventura, Pupo e Jo’ Squillo) e poi ha reso omaggio al cinquantenario della popolarissima trasmissione Tutto il calcio minuto per minuto. Il tutto in meno di 48 ore, intervallate da una critica molto severa del quotidiano Avvenire a cui però il diretto interessato non replica. “Mi dispiace, non l’ho letta, quindi non posso commentare…”. Leggi il resto dell’articolo »

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