Adesso D’Alema non ha più nemici. Con chi se la prenderà d’ora in poi?

21 11 2009

E ora su chi verrà scaricata la colpa del nuovo (e scottante) insuccesso di Massimo D’Alema? Gli è stato fatale l’abbraccio con Silvio Berlusconi e il governo? Lo hanno forse tradito i compagni socialisti? O addirittura fare la guerra a Tony Blair alla fine ha avuto effetti devastanti per entrambi i leader politici? Di sicuro, almeno questa volta, D’Alema non potrà prendersela con Walter Veltroni, il suo nemico storico, attualmente in stand-by. Leggi il resto »



Malagò, un uomo da 25 milioni di utili

13 10 2009

da ITALIA OGGI
di Stefano Sansonetti

Giovanni Malagò, indagato per le piscine, si può consolare. Tra i soci Lupo Rattazzi e Matteo Montezemolo. Vende Ferrari e yacht, è azionista in banche, ha titoli e fondi per 9 milioni

Per carità, l’inchiesta sulle piscine costruite per i mondiali di nuoto rappresenta un brutto colpo. Giovanni Malagò, però, ha di che consolarsi. Già, perché basta dare un’occhiata al variegato business che fa capo all’imprenditore cinquantenne per rendersi conto di cosa gli gira intorno. E meno male che il 2008 è stato l’anno della crisi. Si può partire dalle Ferrari e dalle Maserati che Malagò e famiglia, attraverso la loro Samocar, sono riusciti a vendere l’anno scorso. Oppure si può parlare della raffica di partecipazioni, titoli e fondi ascrivibili alla GL Investimenti, l’ultima creatura finanziaria in cui l’imprenditore romano è in società con Lupo Rattazzi. E si può finire con gli yacht piazzati attraverso la Moma Italia, veicolo partecipato insieme a Matteo Montezemolo. Insomma, un universo societario che nel 2008, a voler fare una somma, ha chiuso con un utile di poco inferiore ai 25 milioni di euro. Leggi il resto »



Giovanni Malagò, il manager trasversale

11 10 2009

da DAGOSPIA
Stefano Cappellini per il Riformista

Se fosse una città, sarebbe Roma. Se fosse un quartiere, sarebbe i Parioli. Fosse una vacanza, una villa a Sabaudia. Se fosse un governo, una grande coalizione. Se fosse maggioranza, sarebbe larga e trasversale. Se fosse opposizione, no, opposizione no. Fosse una macchina, una Bwm – ovvio – ma anche una Ferrari per il week-end con Luca e una Maserati per quello a Capalbio con Serena (o era Elenoire?). Se fosse una donna, e perché una sola?
Se fosse Giovanni Malagò, come egli è, sarebbe per gli amici «Giovannino», nonostante i cinquant’anni compiuti quest’anno con festa alla casina Valadier, e per tutti gli altri «Megalò» (copy Dago, ndD), soprannome con cui è noto nella capitale, e anche fuori dal Grande Raccordo Anulare, come massimo esponente del generone romano, delle magmatiche lobby capitoline e di quella Roma Godona che raccontata sulle cronache del Messaggero, pare una Hollywood in miniatura, e fotografata sul sito Dagospia sembra un Satyricon in versione botulinica. Leggi il resto »



Antonio Santini, dal Pescatore alle stelle. Il ristorante di Runate di Canneto sull’Oglio fattura 1.450.000 euro

27 03 2009

Il nonno pescava e la nonna cucinava. E gli altri? Mangiavano. Si era negli anni ’30 e la casa di Antonio Santini si riempiva giorno dopo giorno. Pasto dopo pasto. Dove si va a mangiare oggi? Dal pescatore, ovviamente. Di anni ne sono passati più di 70 e ancora oggi nel Mantovano, ma anche dalle regioni limitrofe, si va a mangiare Dal Pescatore a Runate di Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. A fare gli onori di casa c’è sempre Antonio Santini, il nipote dell’avo pescatore. Si chiama come il nonno e ha ereditato la struttura nel 1952, da suo padre Giovanni e da mamma Bruna, e da allora ha portato il ristorante alle stelle… quelle della Guida Michelin. Ne vanta già tre (nel 1982 la prima, 6 anni dopo la seconda e nel 1996 la terza). Leggi il resto »



Invitti, amministratore delegato di Movies: “La crisi è da prendere come una sfida”

8 01 2009

Filippo Maria Invitti nasce da una nobile famiglia napoletana (nonno Filippo era principe di Conca), studia a Roma e si laurea all’università degli studi La Sapienza con una tesi sulla quotazione in Borsa negli Stati Uniti delle società italiane, preparata a Wall Street. Diventa assistente universitario volontario alla cattedra di diritto del mercato finanziario e a 28 anni è già titolare dello studio Polo professionale che oggi conta oltre 20 professionisti nel settore della consulenza societaria tra commercialisti e avvocati. Ma la sua passione per l’estremo oriente finisce per coinvolgerlo anche nel lavoro. Con il motto «l’iniziativa del singolo è la forza di un gruppo» si spinge fino in Cina, dove apre il primo studio di commercialisti italiani per aiutare le imprese nazionali nello sbarco nel paese del Dragone. Nell’estate del 2008, alla guida di una cordata di imprenditori, acquisisce la storica azienda Mabro, marchio di alta sartoria a dimensione industriale con un management nuovo che proietta il famoso made in Tuscany verso nuovi orizzonti. Mabro, il cui fatturato si aggira oggi intorno ai 20 milioni di euro, sta per diventare uno dei key player nel settore. Leggi il resto »