Marco Castoro

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E' finita la pacchia del Cnpds

marco | 10 luglio 2009

Che cos’è il Cnpds? Si tratta del centro nazionale di prevenzione e difesa sociale di Milano. Più precisamente «un’associazione di rilievo istituita nel 1948 con lo scopo statuario di promuovere lo studio e la realizzazione di un sistema di prevenzione e di difesa sociale per la promozione di una crescita culturale, sociale e civile della società», come spiega la relatrice Gallone del Pdl in commissione giustizia di Palazzo Madama. E allora? Cosa si vince? Vi chiederete. La premessa è d’obbligo, non per vincere i soldi del Milionario ma per far capire a chi vanno (tutti gli anni) i fondi disponibili del ministero della giustizia, contributi destinati a enti, istituti, associazioni, fondazioni e altri organismi. Ma perché i contributi vanno tutti al Cnpds? Leggi il resto dell’articolo »

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Quanto ci costano i parlamentari che ricevono la baby pensione

marco | 6 luglio 2009

da DAGOSPIA
Andrea Ducci per “Il Mondo”

Ventiquattro ore che fanno la differenza. Sono quelle che obbligano i nati dopo la mezzanotte del 30 giugno del 1951 a scornarsi con le nuove regole per andare in pensione introdotte dal governo Prodi. Un meccanismo che, per mitigare gli effetti dello scalone, dal 1° luglio aggancia il miraggio dell’assegno di anzianità alla fatidica quota 95.
Una sorta di numero jolly composto dalla somma tra i contributi e l’età anagrafica, con una rigidità: quest’ultima non può essere inferiore a 59 anni. Tradotto vuol dire che servono 36 anni di contributi e non più 35. Quindi un anno di lavoro in più rispetto a quei coetanei che nel 1951 hanno avuto la ventura di nascere prima di luglio. Leggi il resto dell’articolo »

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Veline e veleni. Letta, grande tessitore o oscuro manovratore?

marco | 18 giugno 2009

da DAGOSPIA
Claudia Fusani per L’UNITÀ

Alle cinque della sera del 5 giugno, vigilia delle europee, Nostra Eminenza della Mediazione Gianni Letta riceveva a Palazzo Chigi Ignazio Marino del Pd, giunto fin là per perorare la causa dei fondi di ricerca per il centro studi Montalcini. Tema marginale, si dirà: ma indicativo di un costume che mai si è incrinato, nemmeno nel mese della guerra delle Noemi e dei Papi, di Casoria e Porto Rotondo.
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Pd, Massimo e Walter si riprendono il banco. Dietro Bersani e Franceschini i capi sono i soliti due

marco | 17 giugno 2009

da LA STAMPA
di Federico Geremicca

Ricreazione finita: dietro Bersani e Franceschini, i capi sono i soliti due

Bisogna fare ammenda e ammettere onestamente che anche quella previsione si è rivelata sbagliata: intendiamo la certezza che, dopo le sfiancanti dispute su «partito leggero-partito pesante» e «dialogo sì-dialogo no», il top del surrealismo applicato al dibattito politico dei democrats fosse stato raggiunto. Errore: si può sempre fare di meglio. E i leader Pd lo stanno dimostrando. Il genere scelto, stavolta, ricorda un po’ il famoso “si fa ma non si dice”, e ci riferiamo – naturalmente – alla discussione divampata sul futuro segretario democratico. Che, sia chiaro, non è ancora cominciata, perché come ha ricordato ieri D’Alema da Crotone, «ora è inopportuna, va fatta dopo i ballottaggi». Però ovviamente nel Pd non si parla d’altro, e la notizia è che sappiamo che Bersani sarà di certo candidato, che D’Alema e Enrico Letta sono pronti ad appoggiarlo, che Prodi non si schiera, Rutelli sta pensando, che Veltroni, Fassino e i popolari ripuntano su Franceschini, e che i quarantenni sarebbero – invece – per un volto nuovo. Sarebbero, s’intende: con il condizionale. Leggi il resto dell’articolo »

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Fini, pronta la rete per lanciare la sfida

marco |

da LA STAMPA
di Fabio Martini

Convegni e alleanze trasversali per disegnare una nuova leadership

A tu per tu, il pignolissimo professor Domenico Fisichella glielo ha ripetuto tante volte: «Gianfranco, tu sei bravo, ma devi studiare di più…». Prediche inutili. Nella stagione di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini è restato sempre lo stesso. Rapsodico, tatticista, fedele alla massima di un amico di gioventù di Benito Mussolini, il socialista Pietro Nenni, che diceva: «La politique d’abord», anzitutto la politica. Ma da quando, un anno fa, è diventato presidente della Camera è come se Fini avesse deciso di rifarsi una vita. Privatamente ma anche pubblicamente. Per molti mesi i suoi sherpa hanno lavorato sotto traccia per comporre una rete di contatti bipartisan e di eventi politico-culturali che, a cominciare da domani, si dispiegheranno nei prossimi mesi. Una raffica di appuntamenti che tracciano un disegno ambizioso, la costruzione a lungo termine di una leadership politicamente e culturalmente diversa da quella di Silvio Berlusconi. Leggi il resto dell’articolo »

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Se telefonando… scopri l'Italia proibita

marco | 29 maggio 2009

da LA STAMPA
di Jacopo Iacoboni

Al di là di tutto, sono pezzi da antologia teatrale. La conversazione più nota resta probabilmente Agostino Saccà con Berlusconi: «Lei è l’unica persona che non mi ha chiesto mai niente, voglio dire…». E Silvio, «io qualche volta di donne… e ti chiedo… perché…». Saccà: «Sì, ma mai…». Il Cavaliere: «… per sollevare il morale del Capo… (ridendo)». E Saccà: «Eh, esatto, voglio dire… ma mi ha lasciato una libertà culturale di… ideale totale». Leggi il resto dell’articolo »

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Marina Berlusconi: «Superata ogni decenza. Sono orgogliosa di mio padre»

marco | 28 maggio 2009

DAL CORRIERE DELLA SERA
di Francesco Verderami

Da settimane tace, «sono settimane che soffro senza dire una parola per quanto sta capitando a Silvio Berlusconi», così lo chiama. «Ma stavolta non posso più tacere». E stavolta non è la presidente di Fininvest e Mondadori a parlare, non è la donna che la rivista Forbes definisce «la più influente d’Italia», non è la signora che siede a Mediobanca. È Marina Berlusconi, una figlia che intende difendere l’onore del padre con le unghie, e con un tono di voce che ha fatto letteralmente ribaltare dalla sedia il fratello: «Hai sentito cos’ha detto l’onorevole Dario Franceschini?», ha urlato al telefono a Pier Silvio. Il Tg1 aveva appena trasmesso lo stralcio di un comizio del leader democratico: «Agli italiani e alle italiane vorrei chiedere una cosa. Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?». È pomeriggio inoltrato e Marina è ancora arrabbiata. «Arrabbiata? Sono indignata. Furiosa. Eh no, basta. Ora basta davvero. Il signor Franceschini — così lo chiama — non può permettersi di insultare Silvio Berlusconi. Ma chi si crede di essere? Si rende conto della gravità della sua dichiarazione? Dovrebbe vergognarsi, v-e-r-g-o-g-n-a-r-s-i». Leggi il resto dell’articolo »

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Elkann e de Bortoli fotografi speciali

marco | 23 maggio 2009


I giornali non vivono di sole foto di Noemi. Oppure di quelle che restano chiuse a chiave nei cassetti. Ci sono anche gli scatti improvvisati. Fatti da fotografi improvvisati. Pose che restano impresse nella memoria dei protagonisti. Alcuni studenti di un istituto superiore di Racconigi, nella provincia di Torino, potranno raccontare ai loro amici che hanno usufruito, per gentile e simpatica concessione, di due fotografi speciali, John Elkann e Ferruccio de Bortoli. Lo scenario alle spalle della comitiva non è stato lo storico castello del centro piemontese, ma Borgo La Bagnaia in provincia di Siena. Leggi il resto dell’articolo »

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Immigrati, è Napolitano il padre della linea dura

marco | 19 maggio 2009

da ITALIA OGGI
di Franco Bechis

Le parole furono pronunciate il 23 ottobre 1997 nell’aula della Camera dei deputati. «Accanto ai controlli all’ingresso, sono indispensabili misure di efficace respingimento o espulsione di quanti siano penetrati (o nel momento in cui abbiano tentato di penetrare) clandestinamente nel nostro territorio. A questo riguardo vi è una casistica elaborata molto accuratamente nel disegno di legge». Così il ministro dell’Interno dell’epoca, Giorgio Napolitano, introdusse nella legge italiana la norma sui respingimenti che oggi tanta polemica suscita per la sua applicazione. Un testo severo nel ddl originario presentato dal governo di Romano Prodi, mitigato poi nel passaggio parlamentare. Leggi il resto dell’articolo »

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Carlo Conti si dimentica il conto

marco |

da ITALIA OGGI
di Stefano Sansonetti

Sono arrivati. Si tratta dell’ultimo gruppo di conti correnti dormienti da almeno 10 anni pubblicato sul sito del ministero dell’economia. Tra questi si scoprono alcune sorprese. Una riguarda Carlo Conti, il presentatore Tv, che ha «scordato» un rapporto presso Finanza & Futuro Banca, società di risparmio gestito che fa capo al gruppo Deutsche Bank. Nella lista, poi, compare anche un’Associazione per la prevenzione dei tumori, che ha dimenticato di avere un conto a Intesa Sanpaolo. Quest’ultimo caso fa un certo effetto, soprattutto se si considera quanto gli enti di ricerca abbiano bisogno di risorse fresche per far fronte al loro impegnativo lavoro. Leggi il resto dell’articolo »

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