Marco Castoro

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La fine dei Maya riguarda politici e giornali

marco | 18 aprile 2012

Siamo all’alba di una nuova era. Sia per la politica sia per l’informazione. Chi non l’ha ancora capito presto si troverà ai margini di un mondo nuovo tutto da scoprire. I partiti politici e i loro esponenti continuano a non capire che sono giunti al crepuscolo. L’antipolitica li sta spazzando via. Giorno dopo giorno, tassa dopo tassa, scandalo dopo scandalo. Finanziamenti, vitalizi e tutti i privilegi della casta hanno fomentato la protesta. La gente non ne può più di vivere un periodo storico caratterizzato dalla crisi, dalla recessione, dai posti di lavoro, che non solo sono difficili da trovare ma che si perdono con una facilità estrema. Chi vive con l’acqua alla gola è capace di qualsiasi cosa. Purtroppo i politici non l’hanno capito e il loro castello sta per crollare. Fin dalle prossime amministrative i partiti canonici rischiano di subire una sconfitta biblica. Se la gente riempie le piazze per ascoltare Beppe Grillo, di cui tutto si può dire meno che sia uno stinco di santo, c’è da pensare. Il recente scandalo della Lega ha fatto crollare anche l’ultimo baluardo della politica tradizionale, quello più vicino ai cittadini. Ora non restano che gli schiaffi. Anche il mondo dell’informazione, così come i politici, appare lontano anni luce dalla gente comune. Si continua a dare spazio ad argomenti di cui non frega più al lettore. Ci si scrive addosso soltanto per gli addetti ai lavori. Come in un circolo. Più che mai vizioso. Nell’era di internet e dei tablet il cartaceo sembra la ruota quadrata. Il cambiamento verso la nuova era corre veloce. Bisogna riflettere sui mezzi e soprattutto sui contenuti. Va cambiato il messaggio. La seconda repubblica si avvia alla fine in maniera ancor più ingloriosa della prima. I giornali stanno per subire una metamorfosi epocale sulla quale editori e giornalisti dovrebbero riflettere continuamente e procedere uniti. Che cosa resterà di questi anni? Quali saranno gli argomenti che i nostri figli e nipoti leggeranno sui libri di storia? Il Berlusconismo. Gli scandali. Il minzolinismo. I processi. La casta. Ecco perché i Maya si sono fermati al 2012.

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Nel nome del padre e del figlio

marco | 26 marzo 2012

di Enzo Di Giacomo

Nell’Italia dello spread, dell’articolo 18, delle nuove povertà che avanzano, delle caste, ci sono storie come quelle raccontate da Stefano Lorenzetto su Panorama “Un amore di papà” che riportano a galla quei sentimenti, quei valori, quei comportamenti che nobilitano il Paese.
Franco Antonello, 51 anni di Castelfranco Veneto, «cinque anni fa ha deciso di lasciare l’azienda in mano ai suoi collaboratori, diventati soci, e s’è ritagliato un semplice stipendio che gli consente di occuparsi a tempo pieno dell’associazione “I Bambini delle Fate”, concepita come una vera e propria impresa che per statuto deve dare ogni anno il 65% di utili, da destinare alla ricerca sull’autismo e al sostegno delle famiglie come la sua» scrive Lorenzetto.
Prima che la parabola discendente della vita faccia il suo corso con le forze che si riducono, Franco vuole aiutare Andrea a diventare un ragazzo “normale”. «Papà, aiutami a guarire da autismo» gli ha scritto attraverso il computer. Leggi il resto dell’articolo »

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Per tutti i quotidiani, il film Barbarossa non è mai uscito

marco | 21 ottobre 2009


da ITALIA OGGI
di Pierluigi Magnaschi

Il film Barbarossa di Renzo Martinelli, prodotto da Rai Trade e che sta ottenendo una buona accoglienza di opzioni sul mercato internazionale, non esiste invece per i giornali italiani che segnalano (nei loro richiami sopra le programmazioni) dei film di ben più basso livello ma nascondono accuratamente Barbarossa. Il film invece è un bel filmone nazionalpopolare, girato con grande maestria, che si guarda con interesse. Martinelli gira all’americana, con una fotografia accuratissima ed emozionale, sequenze mozzafiato, una sceneggiatura piena di capovolgimenti di situazioni, un audio raro da sentire nei film italiani e un cast di attori più che dignitoso. Leggi il resto dell’articolo »

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In pericolo non c'è la libertà di stampa ma l'obiettività della notizia

marco | 15 ottobre 2009

Una volta – e non stiamo parlando dell’età della pietra – quando si cominciava a far parte di un corpo redazionale di un giornale ci si arrivava dopo anni di esperienze come galoppino. Si cominciava con la cronaca o lo sport. Se eri tifoso della Roma ti facevano seguire la Lazio, e viceversa. Se eri di destra ti spedivano alle conferenze stampa della sinistra. E viceversa. L’importante era essere obiettivi. Sua maestà la notizia aveva la precedenza, con il rigore di riportare nel pezzo tutte le campane. Leggi il resto dell’articolo »

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editoria e media, riflessioni
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Alitalia è sempre in ritardo. Il Piemonte è in rivolta

marco | 1 luglio 2009

da ITALIA OGGI
di Pierluigi Magnaschi

L’aeroporto Caselle di Torino è nel caos. Cronici ritardi, voli accorpati. Enti locali, con in testa la Regione Piemonte e il Comune di Torino, sulle barricate. La Procura, investita dalle lettere scritte dai passeggeri inviperiti, ha deciso di indagare. L’Alitalia, da parte sua, è senza parole. Si difende come un pugile suonato che incrocia i guantoni ed i gomiti attorno alla testa per cercare di restare in piedi. L’ultimo episodio è stato il volo AP6851 di domenica scorsa, partito da Capodichino (Napoli) con 130 passeggeri a bordo. Doveva partire alle 20 ma è decollato a mezzanotte. Poi è atterrato a Malpensa perché a Torino, dopo le 23,30, le piste sono chiuse. I 130 passeggeri sono arrivati, in pullman a Torino alle 4 del mattino. Leggi il resto dell’articolo »

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Dario, il Trinariciuto Bianco

marco | 28 maggio 2009

dal RIFORMISTA
di Giampaolo Pansa

Ci deve essere un falso storico nella biografia di Dario Franceschini. Dappertutto si scrive che il leader del Pd è cresciuto in parrocchia e sin dall’infanzia ha avuto nel cuore lo Scudo crociato della Balena democristiana. In più, quando ha iniziato a fare politica è stato discepolo di Benigno Zaccagnini, diventato segretario della Dc nel 1975. Leggi il resto dell’articolo »

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Meno male che Dario c'è… il nuovo inno che cantano nel Pdl

marco |

Un partito sull’orlo di una crisi di nervi e di identità. E’ così che oggi appare il Pd del dopo Veltroni, alla vigilia di due esami di vitale importanza per la sopravvivenza dell’attuale segretario, quel Dario Franceschini che da vice ha preso in mano le redini di un esercito allo sbando, reduce dal tracollo nelle regionali in Sardegna e dalla conseguente abdicazione dell’imperatore Walter, incoronato direttamente dal popolo. Un mandato che però Veltroni non è riuscito a portare a termine a causa di due errori: la scelta di un alleato come Di Pietro e la strategia del “ma-anche”, un neologismo coniato sì da Crozza con le sue imitazioni, ma che alla fine ha finito per minare definitivamente la leadership dell’ex sindaco di Roma. Leggi il resto dell’articolo »

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Gli eurocandidati dovrebbero conoscere almeno l’inglese

marco |

da ITALIA OGGI
di Pierluigi Magnaschi

Per accedere ai corsi universitari negli Stati Uniti, gli studenti italiani debbono dimostrare di aver superato l’esame Toefl. Mentre per essere nominati al Parlamento europeo, i candidati italiani possono non conoscere l’inglese. Questi ultimi, nel caso siano eletti, sono dei deputati dimezzati, incapaci di sostenere efficacemente gli interessi del loro paese. E’ vero infatti che, nei dibattiti in aula e nelle pubblicazioni ufficiali della Ue, esiste la traduzione simultanea, ma è anche vero che la sostanza della vita parlamentare, non avviene nell’emiciclo ma nei corridoi, dove infatti il do ut des dei vari provvedimenti legislativi viene di solito contrattato. Leggi il resto dell’articolo »

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Il referendum sarà una farsa più che un’occasione politica

marco | 26 maggio 2009

di Pierluigi Magnaschi

Se passasse il referendum elettorale, esso imporrebbe al paese una legge iper-maggioritaria che accorderebbe alla coalizione che ha ottenuto alla Camera, in tutt’Italia, anche un solo voto in più della seconda coalizione più votata, il 55% dei seggi: potrebbe così succedere che, alla coalizione che prende il 35% dei voti, vada il 55% dei seggi. Per capire il dibattito politico in atto attorno al referendum bisogna cercare di capire chi avvantaggerebbe se fosse approvato. Leggi il resto dell’articolo »

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Scalfarotto supera la prova d'inglese

marco |

A Strasburgo serve l’inglese. Ma i candidati dei partiti italiani lo sanno parlare bene? Mah… Sicuramente non tutti, se si considera la media nel nostro paese. Nei giorni scorsi Italia Oggi aveva pubblicato un editoriale a firma di Pierluigi Magnaschi in cui si chiedeva ai candidati del bel paese di studiare bene l’inglese perché – seppure in aula a Strasburgo ci siano i traduttori simultanei in tutte le lingue – la politica si fa nei corridoi, nei meeting, a cena. E quindi parlare l’inglese può permetterti di essere partecipe e non spettatore della politica europea. Leggi il resto dell’articolo »

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