Marco Castoro

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Per tutti i quotidiani, il film Barbarossa non è mai uscito

marco | 21 ottobre 2009


da ITALIA OGGI
di Pierluigi Magnaschi

Il film Barbarossa di Renzo Martinelli, prodotto da Rai Trade e che sta ottenendo una buona accoglienza di opzioni sul mercato internazionale, non esiste invece per i giornali italiani che segnalano (nei loro richiami sopra le programmazioni) dei film di ben più basso livello ma nascondono accuratamente Barbarossa. Il film invece è un bel filmone nazionalpopolare, girato con grande maestria, che si guarda con interesse. Martinelli gira all’americana, con una fotografia accuratissima ed emozionale, sequenze mozzafiato, una sceneggiatura piena di capovolgimenti di situazioni, un audio raro da sentire nei film italiani e un cast di attori più che dignitoso. Leggi il resto dell’articolo »

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In pericolo non c'è la libertà di stampa ma l'obiettività della notizia

marco | 15 ottobre 2009

Una volta – e non stiamo parlando dell’età della pietra – quando si cominciava a far parte di un corpo redazionale di un giornale ci si arrivava dopo anni di esperienze come galoppino. Si cominciava con la cronaca o lo sport. Se eri tifoso della Roma ti facevano seguire la Lazio, e viceversa. Se eri di destra ti spedivano alle conferenze stampa della sinistra. E viceversa. L’importante era essere obiettivi. Sua maestà la notizia aveva la precedenza, con il rigore di riportare nel pezzo tutte le campane. Leggi il resto dell’articolo »

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editoria e media, riflessioni
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Alitalia è sempre in ritardo. Il Piemonte è in rivolta

marco | 1 luglio 2009

da ITALIA OGGI
di Pierluigi Magnaschi

L’aeroporto Caselle di Torino è nel caos. Cronici ritardi, voli accorpati. Enti locali, con in testa la Regione Piemonte e il Comune di Torino, sulle barricate. La Procura, investita dalle lettere scritte dai passeggeri inviperiti, ha deciso di indagare. L’Alitalia, da parte sua, è senza parole. Si difende come un pugile suonato che incrocia i guantoni ed i gomiti attorno alla testa per cercare di restare in piedi. L’ultimo episodio è stato il volo AP6851 di domenica scorsa, partito da Capodichino (Napoli) con 130 passeggeri a bordo. Doveva partire alle 20 ma è decollato a mezzanotte. Poi è atterrato a Malpensa perché a Torino, dopo le 23,30, le piste sono chiuse. I 130 passeggeri sono arrivati, in pullman a Torino alle 4 del mattino. Leggi il resto dell’articolo »

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Dario, il Trinariciuto Bianco

marco | 28 maggio 2009

dal RIFORMISTA
di Giampaolo Pansa

Ci deve essere un falso storico nella biografia di Dario Franceschini. Dappertutto si scrive che il leader del Pd è cresciuto in parrocchia e sin dall’infanzia ha avuto nel cuore lo Scudo crociato della Balena democristiana. In più, quando ha iniziato a fare politica è stato discepolo di Benigno Zaccagnini, diventato segretario della Dc nel 1975. Leggi il resto dell’articolo »

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Meno male che Dario c'è… il nuovo inno che cantano nel Pdl

marco |

Un partito sull’orlo di una crisi di nervi e di identità. E’ così che oggi appare il Pd del dopo Veltroni, alla vigilia di due esami di vitale importanza per la sopravvivenza dell’attuale segretario, quel Dario Franceschini che da vice ha preso in mano le redini di un esercito allo sbando, reduce dal tracollo nelle regionali in Sardegna e dalla conseguente abdicazione dell’imperatore Walter, incoronato direttamente dal popolo. Un mandato che però Veltroni non è riuscito a portare a termine a causa di due errori: la scelta di un alleato come Di Pietro e la strategia del “ma-anche”, un neologismo coniato sì da Crozza con le sue imitazioni, ma che alla fine ha finito per minare definitivamente la leadership dell’ex sindaco di Roma. Leggi il resto dell’articolo »

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Gli eurocandidati dovrebbero conoscere almeno l’inglese

marco |

da ITALIA OGGI
di Pierluigi Magnaschi

Per accedere ai corsi universitari negli Stati Uniti, gli studenti italiani debbono dimostrare di aver superato l’esame Toefl. Mentre per essere nominati al Parlamento europeo, i candidati italiani possono non conoscere l’inglese. Questi ultimi, nel caso siano eletti, sono dei deputati dimezzati, incapaci di sostenere efficacemente gli interessi del loro paese. E’ vero infatti che, nei dibattiti in aula e nelle pubblicazioni ufficiali della Ue, esiste la traduzione simultanea, ma è anche vero che la sostanza della vita parlamentare, non avviene nell’emiciclo ma nei corridoi, dove infatti il do ut des dei vari provvedimenti legislativi viene di solito contrattato. Leggi il resto dell’articolo »

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Il referendum sarà una farsa più che un’occasione politica

marco | 26 maggio 2009

di Pierluigi Magnaschi

Se passasse il referendum elettorale, esso imporrebbe al paese una legge iper-maggioritaria che accorderebbe alla coalizione che ha ottenuto alla Camera, in tutt’Italia, anche un solo voto in più della seconda coalizione più votata, il 55% dei seggi: potrebbe così succedere che, alla coalizione che prende il 35% dei voti, vada il 55% dei seggi. Per capire il dibattito politico in atto attorno al referendum bisogna cercare di capire chi avvantaggerebbe se fosse approvato. Leggi il resto dell’articolo »

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Scalfarotto supera la prova d'inglese

marco |

A Strasburgo serve l’inglese. Ma i candidati dei partiti italiani lo sanno parlare bene? Mah… Sicuramente non tutti, se si considera la media nel nostro paese. Nei giorni scorsi Italia Oggi aveva pubblicato un editoriale a firma di Pierluigi Magnaschi in cui si chiedeva ai candidati del bel paese di studiare bene l’inglese perché – seppure in aula a Strasburgo ci siano i traduttori simultanei in tutte le lingue – la politica si fa nei corridoi, nei meeting, a cena. E quindi parlare l’inglese può permetterti di essere partecipe e non spettatore della politica europea. Leggi il resto dell’articolo »

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Le leggi elettorali rispondono agli interessi, non ai princìpi

marco | 22 maggio 2009

di Pierluigi Magnaschi

I partiti, specie quelli di sinistra, cercano sempre di far capire che le posizioni da loro assunte, obbediscono sempre a criteri morali e quindi, per definizione, i loro, sono criteri, non solo alti, ma anche immodificabili. Sull’etica infatti, come si sa, non si transige. In teoria, però. Capire, con scettica curiosità, le vere motivazioni delle scelte politiche, non fa riempire le piazze ma fa crescere intellettualmente il Paese. I partiti invece, specie quelli di sinistra, amano l’elettorato fedele, mobilitabile. Elettori disposti a schierarsi sotto le bandiere e gli slogan che vengono preparati per loro, di volta in volta. Alla democrazia servono invece quelli che Giuseppe Prezzolini chiamava gli apòti, cioè coloro che non la bevono, che sono scettici, che vogliono capire e che poi, in ogni caso, non si mobilitano. Leggi il resto dell’articolo »

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La fine del liberismo e la rivincita dei liberal democratici

marco | 15 maggio 2009

di Pierluigi Magnaschi

Il tema della fine del liberismo e della rivincita dei liberal democratici, lo dico subito, non mi entusiasma, soprattutto perché non riesco a capire dove ci possa portare questa contrapposizione, se non sui libri sempre più complicati dei politologi senza popolo che assomigliano sempre più agli economisti altezzosi che, dopo aver preso il Nobel con i loro algoritmi sempre più complessi e sempre più fuorvianti, ci hanno anche portato fuori strada. Anzi, proprio nel burrone. Ciò non vuol dire che non mi interessi del tuto questa contrapposizione concettual-lessicale. Mi interessa, ma solo per rovesciarla come un calzino. Leggi il resto dell’articolo »

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