Le leggi elettorali rispondono agli interessi, non ai princìpi
marco | 22 maggio 2009
di Pierluigi Magnaschi
I partiti, specie quelli di sinistra, cercano sempre di far capire che le posizioni da loro assunte, obbediscono sempre a criteri morali e quindi, per definizione, i loro, sono criteri, non solo alti, ma anche immodificabili. Sull’etica infatti, come si sa, non si transige. In teoria, però. Capire, con scettica curiosità, le vere motivazioni delle scelte politiche, non fa riempire le piazze ma fa crescere intellettualmente il Paese. I partiti invece, specie quelli di sinistra, amano l’elettorato fedele, mobilitabile. Elettori disposti a schierarsi sotto le bandiere e gli slogan che vengono preparati per loro, di volta in volta. Alla democrazia servono invece quelli che Giuseppe Prezzolini chiamava gli apòti, cioè coloro che non la bevono, che sono scettici, che vogliono capire e che poi, in ogni caso, non si mobilitano. Leggi il resto dell’articolo »





