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	<title>Marco Castoro &#187; Roma</title>
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		<title>Campidoglio 2013, corsa all’imprenditore. Spunta Mondello nel toto-candidati</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 22:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 2013 sembra ancora lontano. Soprattutto per Roma e per il sindaco Gianni Alemanno. Tuttavia, seppure il primo cittadino sia nel pieno del suo mandato, la girandola dei possibili candidati si muove sotto le folate dei venti. Al momento non ci sono certezze nemmeno per una ricandidatura dello stesso Alemanno, figuriamoci nell’opposizione. L’attuale sindaco punta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Il 2013 sembra ancora lontano. Soprattutto per Roma e per il sindaco Gianni Alemanno. Tuttavia, seppure il primo cittadino sia nel pieno del suo mandato, la girandola dei possibili candidati si muove sotto le folate dei venti. Al momento non ci sono certezze nemmeno per una ricandidatura dello stesso Alemanno, figuriamoci nell’opposizione. L’attuale sindaco punta alla scalata nazionale e il mandato capitolino potrebbe fornirgli il biglietto da visita per pensare in grande, nonostante a mezza bocca abbia fatto intendere che ci tenga a conservare la poltrona anche per il secondo giro. Una sua non ricandidatura spiazzerebbe il Pdl, di nuovo alle prese con una scelta importante e  rischiosa. Imprenditore o politico? Questo è il problema. Giorgia Meloni farebbe carte false per avere la nomination, ma non sarà facile vincere la partita. Nel Pd, apparentemente, sembra invece già tutto deciso. Il presidente della provincia, Nicola Zingaretti, è il più accreditato, anche se in ballo per lui c’è pure la segreteria del Pd. L’ultima parola potrebbe spettare alle primarie. Per il Campidoglio un nome spendibile è Enrico Gasbarra, capace di portare a casa anche molti voti dell’elettorato cattolico. Fin qui i politici. <span id="more-5468"></span>Passiamo ora a sfogliare la margherita degli imprenditori. Due su tutti. Luigi Abete (in corsa anche per Confindustria), e Andrea Mondello. Il primo è riapparso d’incanto in tv e sui giornali, destando qualche sospetto tra i più maligni. Vederlo a Ballarò, il programma che lanciò Renata Polverini, ha acceso qualche lampadina. Mondello è uno dei protagonisti del tanto decantato modello Roma. Al contrario di Abete continua a stare nell’ombra. L’ultima volta che ha parlato in pubblico è stato quando ha lasciato la presidenza della camera di commercio capitolina. Tra l’altro in quell’occasione fu addirittura Gianni Letta a cantarne le gesta. Mondello è uomo bipartisan, stimato tanto a sinistra (fu a fianco di Walter Veltroni e Goffredo Bettini) quanto a destra (oltre a Letta è apprezzato da Angelino Alfano). Insomma una candidatura pesante che potrebbe rompere qualche uovo nel paniere. Sempre che lui decida di cedere alle lusinghe.    </p>
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		<title>Piove, governo ladro. Ma per la Lega Roma resta ladrona: spende per i festival</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 11:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ha ragione il sindaco Gianni Alemanno: in pratica è come se Roma fosse stata colpita da una scossa di terremoto. Il nubifragio di ieri mattina nella capitale ha causato gli stessi danni che può fare un movimento tellurico. Sono caduti, nell’arco di tre ore, in media 120 millimetri di pioggia: 96 nel centro di Roma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Ha ragione il sindaco Gianni Alemanno: in pratica è come se Roma fosse stata colpita da una scossa di terremoto. Il nubifragio di ieri mattina nella capitale ha causato gli stessi danni che può fare un movimento tellurico. Sono caduti, nell’arco di tre ore, in media 120 millimetri di pioggia: 96 nel centro di Roma, 127 nella zona della stazione Termini, 121 a Porta Portese, 117 a Roma Eur. Il temporale ha scaricato 7 mila fulmini. Sì, settemila. Avete letto bene. Mille per ognuno dei sette colli della citta eterna. Quasi fosse un versetto dell’Apocalisse di San Giovanni. Quello stesso San Giovanni, la cui piazza è stata violentata dai black bloc sabato scorso. Che magari sarà pure un po’ arrabbiato dopo l’affronto subito. <span id="more-5397"></span>Ovviamente finita la tempesta non è tornata la quiete. In Italia, a Roma in primis, la polemica politica ha preso il sopravvento perfino sui soccorsi e gli interventi. Il finimondo sulle agenzie è cominciato prima che le centinaia di vigili del fuoco, volontari e protezione civile lavorassero sodo per arginare i danni sulle strade, nelle case, dentro le stazioni del metrò chiuse perché allagate. L’opposizione si è scagliata con vigore contro l’attuale amministrazione di centrodestra. Lo stesso vigore messo in campo dal centro-destra qualche anno fa quando ci furono problemi analoghi con Walter Veltroni sindaco. Ma la miccia politica l’ha accesa Enrico Gasbarra alla Camera. Secondo il deputato del Pd, ex presidente della Provincia di Roma, è tutta colpa dei tagli del governo agli enti locali. Secca la replica del leghista Marco Reguzzoni: su 8 mila comuni l’ultimo che può lamentarsi sui fondi è Roma. La capitale i soldi ce li ha: il problema è che li usano per fare i festival, invece di togliere le foglie dalle condotte». Il sindaco Alemanno ha chiesto lo stato di calamità naturale, ora al vaglio del presidente della regione, Renata Polverini. Quello che però fa riflettere è il fatto che questa volta non c’è stato nessun bollettino di allerta meteo. Come mai? Forse la protezione civile  ha davvero sottovalutato la tempesta.   </p>
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		<title>Cinema e fiction, un fondo per sostenere le aziende</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 12:52:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’audiovisivo come risorsa per uscire dalla crisi. La regione Lazio ci punta: ha messo a disposizione un fondo di sostegno per le aziende che operano nel settore cinematografico di 15 milioni l’anno per un triennio, come ha confermato l’assessore alla cultura Fabiana Santini. Il tutto mentre dal ministero dei beni culturali il ministro Galan sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />L’audiovisivo come risorsa per uscire dalla crisi. La regione Lazio ci punta: ha messo a disposizione un fondo di sostegno per le aziende che operano nel settore cinematografico di 15 milioni l’anno per un triennio, come ha confermato l’assessore alla cultura Fabiana Santini. Il tutto mentre dal ministero dei beni culturali il ministro Galan sembra deciso a tagliare il finanziamento di 260 mila euro per il Festival del cinema di Roma e la notizia ha già scatenato nella capitale un putiferio politico, alla luce soprattutto dei milioni stanziati dal governo per la mostra del cinema di Venezia. Il problema comunque è superabile perché oltre il 70% delle spese per il festival del cinema di Roma è sulle spalle dei privati. Ma torniamo all’audiovisivo. La giunta Polverini e la camera di commercio di Roma di Giancarlo Cremonesi hanno messo a punto un’edizione del Roma Fiction Fest coi fiocchi. Gli sponsor che finora hanno aderito sono: Bnl, Wella e Aeroporti di Roma. La manifestazione si terrà dal 25 al 30 settembre e presenterà in anteprima tutte le migliori fiction italiane che andranno in onda su Rai e Mediaset nel periodo di garanzia autunnale e altre tra le migliori prodotte in Italia e in Europa. Un programma scrupoloso messo a punto dal direttore artistico Steve Della Casa. Il Signore della truffa con Gigi Proietti aprirà la kermesse. Ospite d’onore l’attore Jim Belushi. Gli organizzatori dell’Apt (associazione produttori) puntano molto sulle coproduzioni tra italiani e stranieri per far crescere l’area business del settore audiovisivo, 25 i paesi presenti con 50 società di produzione diverse.   Obiettivi dichiarati: esportare i format italiani nel mondo e migliorare la capacità di adattamento nel nostro paese di ogni tipo di format straniero.  </p>
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		<title>Far West a Roma, per Alemanno è colpa di Romanzo criminale</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 10:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno a Roma e provincia le vittime di agguati e omicidi sono state 27. Addirittura nei mesi di luglio e agosto si contano 7 morti soltanto nella capitale. Agguati in stile camorristico, regolamenti di conti, perfino aggressioni urbane in quartieri storici e centrali. Cosa sta succendendo nella città del sindaco Gianni Alemanno? I romani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno a Roma e provincia le vittime di agguati e omicidi sono state 27. Addirittura nei mesi di luglio e agosto si contano 7 morti soltanto nella capitale. Agguati in stile camorristico, regolamenti di conti, perfino aggressioni urbane in quartieri storici e centrali. Cosa sta succendendo nella città del sindaco Gianni Alemanno? I romani non sono più sicuri di camminare per strada? L&#8217;ultima vittima, quella di ieri, all&#8217;interno di una pizzeria.<br />
Incensurato e volontario della croce rossa. Gli hanno sparato al torace. L&#8217;ennesimo delitto ha messo sotto tiro anche il sindaco Alemanno, finito nel mirino delle opposizioni. Ma il primo cittadino se la prende addirittura con la tv e le sue fiction come Romanzo criminale e Il capo dei capi. <span id="more-5225"></span>«Abbiamo letto le analisi del criminologo Francesco Bruno», ha detto il sindaco Alemanno, «e condividiamo l&#8217;idea che sia in atto un pericoloso fenomeno emulativo che porta soggetti criminali a regolare i propri conflitti usando disinvoltamente coltelli e pistole. Anche il professor Bruno, come noi già avevamo denunciato più volte, richiama come una delle cause di questa tendenza emulativa quella pericolosa mistificazione culturale che è stata fatta con serie televisive come Romanzo criminale e Il capo dei Capi, dove i protagonisti apparivano più come eroi negativi che come spregevoli i criminali. Ci aspettiamo che gli inquirenti, forze dell&#8217;ordine e magistratura, che sono già riusciti a individuare i colpevoli della stragrande maggioranza dei casi di omicidio avvenuti a Roma, riescano a comprendere il più presto possibile se questi omicidi sono una serie di casi isolati frutto di questa spinta emulativa, oppure se siamo di fronte al coagularsi di un nuovo fenomeno di criminalità organizzata nella nostra città».<br />
In attesa di avere le risposte dalle autorità competenti, il sindaco deve affrontare la bufera delle polemiche. Enzo Foschi (Pd) ci va giù pesante: «Sulla sicurezza come in tutti gli altri campi Alemanno ha miseramente fallito. Il sindaco non si prende mai una responsabilità. Per tre anni tutto quello che accadeva in città era colpa di Veltroni e Rutelli. Ora, visto che questo scaricabarile non funziona più, Alemanno trova il modo di giustificare la propria inettitudine sul versante sicurezza addirittura sulla fiction. Se a Roma si contano più omicidi che a Scampia la responsabilità non è del sindaco, che aveva promesso tolleranza zero durante la campagna elettorale del 2008, o del governo Berlusconi che taglia i fondi alle forze dell&#8217;ordine. Tra un po&#8217; Alemanno metterà all&#8217;indice il Freddo, Er Bufalo, il Nero e il Dandy».</p>
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		<title>Scontro Petrucci-Lotito sui debiti Lazio. Fallita la missione da pompiere di Alemanno</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 10:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gianni Petrucci è un supporter della Lazio. Seppure in passato abbia anche fatto il dirigente della Roma, resta un laziale doc. Ma la fede biancoceleste del presidente del Comitato olimpico è messa a dura prova proprio dall’attuale numero uno della Lazio, quel Claudio Lotito che non ne vuole proprio sapere di sanare il suo debito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Gianni Petrucci è un supporter della Lazio. Seppure in passato abbia anche fatto il dirigente della Roma, resta un laziale doc. Ma la fede biancoceleste del presidente del Comitato olimpico è messa a dura prova proprio dall’attuale numero uno della Lazio, quel Claudio Lotito che non ne vuole proprio sapere di sanare il suo debito con la Coni servizi spa, riguardante l’affitto dello stadio Olimpico in cui la Lazio ha giocato campionato e coppa Italia. L’ultima rata saldata dalla SS Lazio risale all’aprile scorso e si riferisce alla mensilità di ottobre 2010 (bonifico di 321.000 euro). La morosità accumulata dalla Lazio ammonta a oltre 2 milioni di euro che comprendono tutte le voci, dall’affitto del campo all’illuminazione. Il Coni ha chiesto un decreto ingiuntivo, Lotito una modifica al contratto. Il tutto mentre la Roma, l’altra affittuaria dello stadio, ha già saldato tutto il dovuto. Una mossa che in verità ha scosso perfino il neo presidente giallorosso Tom DiBenedetto, che è rimasto stupito dalla fretta di tanto rigore. Ma non si poteva aspettare ancora un po’? Ha detto il presidente americano a Rosella Sensi. Hai visto mai che la Lazio riesca nell’intento di far cambiare il contratto.  Sulla questione ha voluto entrare anche il sindaco di Roma. Non l’avesse mai fatto! Gianni Alemanno ha cercato di fare il buonista: «Con uno sforzo da entrambe le parti si può trovare la chiave del problema». Ma il volemose bene non è piaciuto a Petrucci che ha replicato così: «Alemanno non ha voce in capitolo. La questione riguarda un debito di una società per azioni con fini di lucro (la SS Lazio) verso una società di proprietà al 100% del ministero dell’Economia». <span id="more-5059"></span>Il sindaco non ha digerito la tirata di orecchie di Petrucci e stizzito ha ribattuto: «Sono io che determino quello di cui mi devo interessare, non lo decide di sicuro il presidente del Coni». Ma Petrucci non ha nessuna intezione di mollare l’osso (almeno finché non recupera i soldi che aspetta). «Ribadisco», ha detto, «io non incontrerò mai chi non rispetta i contratti e non paga i debiti accumulati negli anni».   </p>
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		<title>Alemanno come Rutelli</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 15:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DA ITALIA OGGI di Oscar Cromato A Pasqua il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è finito sui giornali perché si è distinto come un vigile urbano aggiunto nello snellire il traffico a due passi dal Campidoglio. È riuscito perfino a mandare le auto contromano pur di aprire un varco nella carreggiata. Lui che era arrivato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DA ITALIA OGGI<br />
di Oscar Cromato</p>
<p>A Pasqua il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è finito sui giornali perché si è distinto come un vigile urbano aggiunto nello snellire il traffico a due passi dal Campidoglio. È riuscito perfino a mandare le auto contromano pur di aprire un varco nella carreggiata. Lui che era arrivato sul luogo, teatro dello show, alla guida di uno scooter. Ieri, indossando la felpa dello staff, ha sfilato con la sua moto lungo il percorso allestito per la beatificazione di Wojtyla. Un sindaco che ama le due ruote, oltre che le scalate (intese come arrampicate montane). Ogni sua iniziativa viene immortalata dai fotoreporter. Del resto essere il sindaco di Roma concede una visibilità notevole. Come accadde, ovviamente, anche per i suoi predecessori. Walter Veltroni veniva sempre fotografato con le forbici in mano, mentre inaugurava un&#8217;opera o apriva un cantiere. Francesco Rutelli fu il primo sindaco a scegliere le due ruote come mezzo per muoversi a Roma. E dai romani fu ribattezzato Er Piacione.</p>
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		<title>Erano quattro amici al bar. Ora Alemanno è rimasto solo</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 23:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Erano quattro amici al bar e volevano cambiare il mondo. Anche se oggi, più che Gino Paoli, occorrerebbe scomodare Franco Califano con l’ultimo amico che va via. Gianni Alemanno è il sindaco di Roma da tre anni e di acqua sotto i ponti ne è passata da quando lui, Fabio Rampelli e Andrea Augello si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Erano quattro amici al bar e volevano cambiare il mondo. Anche se oggi, più che Gino Paoli, occorrerebbe scomodare Franco Califano con l’ultimo amico che va via. Gianni Alemanno è il sindaco di Roma da tre anni e di acqua sotto i ponti ne è passata da quando lui, Fabio Rampelli e Andrea Augello si dividevano il coordinamento di Alleanza nazionale in una tripartizione territorale della capitale. Poi si pensò di tirare dentro il quarto, quel Francesco Storace che divenne il governatore del Lazio. A distanza di qualche anno le strade dei quattro amici si sono divise. <span id="more-4783"></span>Augello fa il senatore e prova a volare alto. Rampelli fa il gabbiano (il nome della sua corrente) e vorrebbe beccare la coda di Alemanno, un sindaco che, a parer suo, non riesce a tenere ben salde le briglie che controllano i poteri forti. Oggi Alemanno si ritrova Augello di traverso quando c’è da assegnare una poltrona che conta. Storace è dall’altra parte della barricata, all’opposizione, ma soltanto in Campidoglio perché nella politica nazionale la Destra sta con la maggioranza. E Rampelli? Da un po’ di tempo a questa parte anche lui si sta defilando dall’amico sindaco. Il recente rimpasto di giunta in Campidoglio, destinato a togliere in primis la poltrona al finiano Umberto Croppi, ha fatto tra le vittime anche l’assessore rampelliano Laura Marsilio. Rampelli non accetta neanche che Alemanno tergiversi sulla rimozione dell’a.d. dell’Auditorium, quel Carlo Fuortes, scelto da Walter Veltroni e Goffredo Bettini, che sta ancora al suo posto. Un altro tema caldo che divide Rampelli da Alemanno è la questione Acea. Dalla privatizzazione alla gestione dei comparti gas ed energia. E l’amico Storace per quanto tempo ancora se ne resterà all’opposizione? L’ex governatore non ha mai perdonato ad Alemanno il fatto di «perdersi sempre a cinque minuti dal traguardo». Semmai solo un progetto di una destra di governo da ricostruire potrebbe portare Storace di nuovo in linea con l’amico Gianni. Intanto Alemanno al bar ci va da solo. Almeno per ora.</p>
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		<title>E il municipio vola in Cina. Anche in tempi di crisi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 11:32:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Oscar Cromato Piccoli sindaci crescono. Il presidente dell&#8217;XI Municipio di Roma, Andrea Catarci, continua a segnalarsi come un vulcano di idee per l&#8217;ammistrazione del territorio locale. E non solo. Viste le sue attitudini a superare i confini. Qualche tempo fa passò agli onori delle cronache per un&#8217;iniziativa alquanto singolare: togliere la Coca Cola dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" /><br />
 di Oscar Cromato</p>
<p>Piccoli sindaci crescono. Il presidente dell&#8217;XI Municipio di Roma, Andrea Catarci, continua a segnalarsi come un vulcano di idee per l&#8217;ammistrazione del territorio locale. E non solo. Viste le sue attitudini a superare i confini. Qualche tempo fa passò agli onori delle cronache per un&#8217;iniziativa alquanto singolare: togliere la Coca Cola dai distributori all&#8217;interno di uffici e scuole del municipio. Una forma di boicottaggio contro la produzione della nota bevanda nei paesi dove si sfrutta il lavoro minorile. Catarci è stato anche in prima fila nella rivolta contro i tagli decisi dal Campidoglio. Ora però nella sua mente c&#8217;è una nuova scommessa: portare una delegazione dell&#8217;XI municipio in Cina per un interscambio culturale. I dettagli stanno per essere completati. In verità, in tempi di rigorosi tagli economici, il viaggio di Catarci potrebbe sembrare un po&#8217; avventato. Ma dissero la stessa cosa anche di Marco Polo.</p>
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		<title>I Giochi di Luca. Montezemolo, addio terzo polo. Può dare le Olimpiadi a Roma se diventa filogovernativo</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 12:26:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Poche ore ancora e Luca Cordero di Montezemolo prenderà una decisione storica per la sua carriera. Dovrà decidere se accettare o no la presidenza del comitato promotore per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. A tirarlo per la giacchetta è stato Gianni Letta (che farà il presidente onorario, visto che le difficoltà del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Poche ore ancora e Luca Cordero di Montezemolo prenderà una decisione storica per la sua carriera. Dovrà decidere se accettare o no la presidenza del comitato promotore per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. A tirarlo per la giacchetta è stato Gianni Letta (che farà il presidente onorario, visto che le difficoltà del governo lo hanno costretto a rifiutare l&#8217;incarico più prestigioso). <span id="more-4653"></span></p>
<p>Se Montezemolo dirà di sì, in pratica, darà l&#8217;addio alla politica, che lo ha visto in più occasioni stigmatizzare il suo ruolo di oppositore al governo di Silvio Berlusconi. Accettando la candidatura, Luca dovrà lavorare fianco a fianco proprio con i suoi potenziali avversari, premier in testa, per chiudere con il sindaco di Roma che non è certo distante dalle posizioni del governo. Dunque un Montezemolo che dice addio ai sogni di gloria come alfiere del terzo polo, tanto caro a Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini e Francesco Rutelli. Per contro il presidente della Ferrari possiede tutte le carte in regola per guidare la spedizione capitolina alla conquista del traguardo. A oggi Roma non ha avversari nella corsa alle Olimpiadi del 2020. È l&#8217;unica città ufficialmente candidata. Le altre, se ci saranno, hanno tempo fino al 1° settembre. Ma comunque la città eterna parte già con un cospicuo vantaggio. Esiste un progetto, un&#8217;unità di intenti, e una cifra da spendere ben inferiore a Pechino 2008 e a Londra 2012.</p>
<p>I Giochi di Roma costerebbero 8 miliardi di euro (contro i 12 di Londra e i 48 di Pechino). Inoltre Montezemolo può ripetere il successo di Italia &#8217;90 che portò un utile di 200 miliardi di lire (la metà finì nelle casse della Fifa).</p>
<p>Va detto che Gianni Alemanno ha cominciato a lavorare ai fianchi anche i più grandi sponsor mondiali, tutti quelli che si siedono al tavolo Ibac, ottenendo buone assicurazioni e interesse. Della squadra olimpica sono sicuri di far parte il dg Ernesto Albanese, i membri Cio Franco Carraro, Mario Pescante, Ottavio Cinquanta, Francesco Ricci Bitti, Manuela Di Centa, il segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi.</p>
<p>Se Montezemolo dovesse rifiutare la candidatura, rilanciata ieri dal presidente del Coni Gianni Petrucci, potrebbe toccare a Luigi Abete, suggerito dal presidente della Confcommercio di Roma e Lazio, Cesare Pambianchi.</p>
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		<title>Ma con 400 milioni ti compri il Colosseo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 12:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;edizione romana del 16 febbraio Repubblica ha dedicato una pagina a Giancarlo Cremonesi, presidente della Camera di commercio di Roma, nonché di Acea, di Unioncamere, di Confservizi e vicepresidente di Sviluppo Lazio. Il quotidiano romano l&#8217;ha definito «Giancarlo Millepoltrone». Ha raccontato la sua scalata con un sottotitolo che la dice lunga sul potere attribuito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Nell&#8217;edizione romana del 16 febbraio Repubblica ha dedicato una pagina a Giancarlo Cremonesi, presidente della Camera di commercio di Roma, nonché di Acea, di Unioncamere, di Confservizi e vicepresidente di Sviluppo Lazio. Il quotidiano romano l&#8217;ha definito «Giancarlo Millepoltrone».<span id="more-4644"></span><br />
Ha raccontato la sua scalata con un sottotitolo che la dice lunga sul potere attribuito a Cremonesi: «Ecco chi ha le chiavi della cassaforte Roma». Per contro, il giorno seguente, sul Fatto quotidiano è comparso un incorniciato dal titolo «Il fascino delle poltrone». Tra le righe si legge una critica pungente proprio verso l&#8217;articolo in questione, in verità neanche troppo velata: il quotidiano diretto da Antonio Padellaro accusa Repubblica di non aver scritto nulla sul recente azzeramento della giunta di Gianni Alemanno. «Tema rimandato alla prossima puntata», ironizza il Fatto, «si immagina per problemi di spazio».<br />
Ma nessuno si è invece accorto di una notizia uscita all&#8217;interno del pezzo di Repubblica, nel quale si fa riferimento a come il presidente Cremonesi metta mano al portafoglio ogni qualvolta che Alemanno bussi a soldi, come per il concerto di fine anno di Claudio Baglioni: «Quattrocento milioni dalla Camera di piazza di Pietra e il resto dall&#8217;Acea di piazzale Ostiense». Ma quant&#8217;è costato questo benedetto concerto? Con 400 milioni a Roma ti compri il Colosseo&#8230;</p>
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