Mughini: "Senza prostata non sono più un uomo, ma vivo e lavoro ed è questo che conta"
marco | 6 giugno 2008DA OKSALUTE
di GIAMPIERO MUGHINI
Fa parte del gioco. Del gioco della vita. Continuavo a ripetermi questa frase, nel letto d’ospedale, fra i miei libri, il block notes, gli appunti sparsi sulle lenzuola. Mi avevano appena operato alla prostata e io sapevo che le cose, i rapporti con la mia compagna, sarebbero stati diversi. Ma sapevo anche che il destino va preso per quello che è: ogni giorno è un’opportunità, un regalo che qualcuno ci ha fatto. Io almeno la vedo così. Confesso che per buona parte della mia vita non avevo nemmeno saputo che cosa fosse la prostata. Solo intorno ai 50 anni il mio medico mi aveva consigliato di misurare ogni 12 mesi il Psa, l’antigene prostatico specifico che può segnalare la presenza di un tumore. Fino al 2005, tutto nella norma, anche se i valori crescevano ogni anno e mi dicevo: «C’è qualcosa che non va, prima o poi…». A gennaio del 2006 i risultati erano superiori al limite e dopo un mese ho ripetuto le analisi del sangue: il Psa era aumentato ancora. Ho eseguito un’ecografia. Non risultavano alterazioni, comunque l’urologo ha voluto vederci chiaro: «Facciamo una biopsia, un prelievo di tessuto». Leggi il resto dell’articolo »





