5
03
2009
da TEATRO.ORG
di Tania Croce
Dalla penna di Tato Russo, rinasce Tommaso D’Amalfi, ovvero Masaniello, il biondo pescivendolo di 27 anni vissuto al tempo della dominazione spagnola a Napoli e che armatosi di coraggio, si erse a capopopolo per dare inizio nel giugno del 1647 alla storica rivolta per l’abolizione della gabella sulla frutta, imposta dal Viceré, duca d’Arcos.
Quasi 45 anni fa, precisamente nel 1963, debuttò al Sistina di Roma un dramma storico sulla figura di Masaniello, intitolato appunto “Tommaso d’Amalfi”, scritto da Eduardo De Filippo ed interpretato dal sanguigno Domenico Modugno (che si trova nella Cantata dei Giorni Dispari di E. De Filippo). Leggi il resto »
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Tag : teatro
15
01
2009
DA TEATRO.ORG
La Recensione di Tania Croce
Un istrione chiamato Flavio Insinna, ha portato nella sua città natale, a ritmo di musica, lo spettacolo con cui ha abbracciato il pubblico romano che si è letteralmente innamorato di lui in tv, mentre sfoggiava citazioni dispensando consigli ai concorrenti e litigando talvolta con ‘o dottore’, nel programma ‘dei pacchi’. Leggi il resto »
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Tag : teatro
9
08
2008
La cultura soffre, i teatri rischiano di chiudere. I soldi sono pochi, le gestioni diventano proibitive e ricche di debiti. Ma anche in questo settore ci sono le eccezioni che confermano la regola. Una, a esempio, riguarda il Teatro Lirico di Cagliari, riuscito in poco tempo a invertire una rotta che lo vedeva indebitato con 25 milioni di euro. Poi quattro anni di bilancio in pareggio e il premio alla gestione previsto dalla finanziaria del 2008 che assegna 20 milioni per 3 anni ai teatri più «virtuosi». Stanziamento ingente corrisposto dal ministero per i Beni culturali e le attività culturali per le fondazioni lirico-sinfoniche. Per quest’anno il contributo al Lirico di Cagliari è stato di 5 milioni e 200 mila euro. Poi ci saranno gli altri finanziamenti che arriveranno nel 2009 e nel 2010. Tutti soldi che verranno utilizzati per la ricapitolizzazione. Leggi il resto »
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Tag : teatro
8
08
2007
La guerra combattuta a fine luglio per la conquista del Teatro Brancaccio ha fatto più vittime (e danni) di quanto si potesse prevedere. Alla fine hanno perso tutti i contendenti che si sono affrontati (in verità con una strategia suicida), l’uno contro l’altro allo scopo di annientarsi. Cominciamo dal terzo incomodo.
Maurizio Costanzo, seppure animato dallo spirito crocerossino del salvatore dei teatri italiani, spintosi ad accettare e poi restituire l’incarico di direttore artistico del Brancaccio, dalla vicenda è uscito come se fosse stato lui a tradire Gigi Proietti. Come se il Brancaccio fosse un altro feudo che servisse a dare ancora più prestigio al suo impero. In realtà pochi hanno messo in rilievo il fatto che lui, il direttore artistico, l’avrebbe fatto senza percepire compensi economici. Come pochi in verità sapevano del suo tentativo precedente di “posare il cappello” sul Sistina, obiettivo principale per l’anchorman e la sua struttura. Alla fine di questo “pasticciaccio” Costanzo, non solo è rimasto a mani vuote (beh, forse il termine sembra un po’ inappropriato), ma addirittura ha dovuto fare i conti con la gogna mediatica. E per un comunicatore del suo calibro non è stata cosa da poco. Leggi il resto »
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Tag : Roma, teatro
25
07
2007
Come finirà la commedia in scena al Brancaccio in questi giorni? Per chi svaniranno definitivamente i sogni di mezza estate? Proviamo a ipotizzare un epilogo. Attualmente le posizioni sono le seguenti: Costanzo si è dichiarato fuori e ha rinunciato al posto di direttore artistico. Va detto per onor di cronaca che l’anchorman non avrebbe ricevuto nessun compenso economico dal nuovo incarico. Nei teatri privati, infatti, il direttore artistico è un ruolo di prestigio, i soldi, quelli veri, li hanno gli stabili gestiti dagli enti pubblici. E di conseguenza li guadagnano i direttori prescelti dai comuni. Ma torniamo alla commedia. Sembra che Costanzo prima del Brancaccio avesse provato a entrare al Sistina. Tentativo fallito. Quindi una volta ricevuta la proposta da Longobardi era ben entusiasta di dirigere il Brancaccio e già pensava a un gemellaggio con il Parioli e con la Sala Umberto, il teatro che vede Longobardi nel ruolo di direttore artistico. Leggi il resto »
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Tag : Roma, teatro