Marco Castoro

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Tra moglie e marito metti un programma tv. Compagne, fidanzate, amiche: i palinsesti della Rai sono pieni di volti sponsorizzati. Da Paola Perego a Ingrid Muccitelli, da Lorella Landi ad Annalisa Bruchi

marco | 23 maggio 2013

Povera Anna Maria Tarantola, presidente della Rai in guerra contro l’immagine stereotipata della donna per un modello nuovo che punti sulla dignità professionale e l’autonomia. Ha ben dire la signora che Miss Italia va buttato via perché tratta le donne in modo antico (da oggetti, tanto per capirci) quando i prossimi palinsesti del servizio pubblico sono pieni zeppi di “mogli di” o compagne, fidanzate, amanti di uomini importanti della politica o dell’economia con buona pace di chi diceva che nella nuova Rai dei tecnici non ci sarebbero state pressioni… Al pomeriggio a La vita in diretta, salvo colpi di scena, arriverà la numero uno delle mogli, ossia Paola Perego Presta, coniugata con Lucio, agente dei divi (da Antonella Clerici a Mara Venier, Paolo Bonolis, Lorella Cuccarini etc.) che, secondo boatos, avrebbe piazzato in un colpo solo il suo protetto Roberto Benigni a Raidue (con ascolti flop) e la consorte al posto della Venier. Sempre su Raiuno altro arrivo degno di nota è quello di Ingrid Muccitelli, già ex fidanzata di Piero Chiambretti, oggi compagna dell’ex dg Rai Mauro Masi: si va a collocare a Linea verde dopo un’estate di video ad Unomattina versione vacanziera. Su Raidue prosegue l’avventura di Annalisa Bruchi, moglie di Mario Valducci (Forza Italia) che proprio ieri ha debuttato alla conduzione del programma di economia voluto dal dg Luigi Gubitosi che infatti era in prima fila alla conferenza stampa di presentazione della trasmissione che si pone come obiettivo la media di rete cioè l’8 per cento. Ma la lista delle signore che possono vantare, se non un rapporto personale, almeno un’amicizia di quelle che contano non finisce qui. Viaggia verso la riconferma Lorella Landi conduttrice delle Amiche del sabato, particolarmente stimata dall’ex presidente del Senato Renato Schifani che non a caso sta dando battaglia in questi giorni per collocarsi al meglio in Commissione di vigilanza Rai. Schifani, facendo eccezione alla sua linea di rigore, si ė collegato più volte con la trasmissione della Landi che nel dicembre scorso ha anche avuto il privilegio (da chi? Indovinate un po’…) di presentare il concerto Rai di Natale-Capodanno da Palazzo Madama. Riconfermata in video, alla guida di Storie vere, pure l’ex inquilina della casa del Grande fratello Eleonora Daniele, apprezzatissima professionalmente dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. Che dire di Mara? Ben sposata con il produttore ed editore Nicola Carraro, una casa magnifica al Ghetto dove transitano – fra pizza e champagne – tutti i politici che contano oltre agli amici cari del calibro di Christian De Sica e Lino Banfi, Mara pareva spacciata perché non in target con il rinnovamento della Rai di Gubitosi/Tarantola. Sembrava dovesse lasciare La vita in diretta per tornare a casa (sarebbe stato anche naturale a 60 anni suonati) e invece eccola a Domenica in per l’anno venturo. Merito, si dice, di qualche telefonata importantissima che ha raggiunto il dg Gubitosi.

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Bonus ai dg, la Rai rischia la mazzata

marco | 22 maggio 2013

L’ufficio legale di Viale Mazzini è in fermento. Avere il fiato sul collo della Corte dei Conti non deve essere una sensazione troppo piacevole. Soprattutto se si indaga sugli sperperi di denaro della Rai. E che sperperi, visto che nel mirino dei giudici ci sono bonus e regalie concessi a diversi direttori generali. Per il momento c’è la prima sentenza, anticipata da La Notizia, quella della sezione d’appello della Corte dei Conti che ha condannato gli ex componenti del cda, Francesco Alberoni, Marcello Veneziani e Angelo Maria Petroni a risarcire il danno causato con il premio dato a Flavio Cattaneo quando ha lasciato la carica di direttore generale. Ma quello che tiene più in apprensione i legali di viale Mazzini è il seguito dell’inchiesta. Sotto esame ci sono anche i bonus concessi ad altri ex dg. Tra costoro spicca il nome di Claudio Cappon, il quale non andò via dalla Rai quando fu rimosso dall’incarico. Rimase per un bel periodo di tempo con lo stesso ingaggio di oltre 700 mila euro, ridotto della metà di recente da Luigi Gubitosi.

Renzi straccia Enrico Letta
Il premier Enrico Letta ha concesso la prima intervista a uno speciale di approfondimento del tiggì (finora si era concesso a Fabio Fazio in Che tempo che fa). Ha scelto il Tg5 di Clemente Mimun, intervenendo a Puntonotte che però è stato un mezzo flop, visto il risultato piuttosto deludente ottenuto: 462.000 telespettatori per uno share del 3,67%. Per contro va detto che invece Matteo Renzi ha trascinato gli ascolti di Porta a Porta su Raiuno: 1.827.000 telespettatori per uno share di 18,78%.

Minoli sì, ma soltanto come autore
Il dg Luigi Gubitosi l’ha ribadito: il contratto di Giovanni Minoli scade a fine maggio e per lui si pensa a una futura collaborazione come autore. Il conduttore invece vorrebbe uno staff che lavori per lui. Non è da escludere che Minoli finisca per prendere altre strade.

Mazza, Gubitosi
fa ricorso
La sentenza del giudice che ha reintegrato Mauro Mazza come direttore di Raiuno è stata etichettata come inusuale dal dg Lugi Gubitosi che ha preannunciato il ricorso della Rai. Ma in attesa del nuovo riscontro toccherà rispettare immediatamente la sentenza.

Minzolini, 2 milioni come risarcimento
Il cassiere di Viale Mazzini è sempre preoccupato. Le cause perse si moltiplicano e i soldi diminuiscono. A quanto pare ora tocca trovare 2 milioni per Augusto Minzolini. Auguri!

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Gubitosi ingoia il rospo Mazza

marco | 21 maggio 2013

Ieri Paolo Ruffini, oggi Mauro Mazza. I direttori di rete che vengono rimossi dai loro incarichi finiscono poi per essere reintegrati dai giudici. Il tribunale del lavoro di Roma, infatti, dopo il caso dell’ex direttore di Raitre, ha accolto il ricorso dell’ex direttore di Raiuno contro la rimozione e ha disposto il suo reintegro in ruolo equivalente o uguale a quello svolto fino al 31 dicembre 2012. Mazza ricopriva una posizione manageriale, mentre gli incarichi proposti dalla Rai prevedevano posizioni giornalistiche. Si tratta della prima vera sconfitta dell’era Tarantola-Gubitosi. A Mazza sono stati offerti in questo periodo interlucotorio gli editoriali di RaiNews e la qualifica di caporedattore Tgr alla sede di Trieste. Mentre il cda di Viale Mazzini si è espresso a suo tempo con il parere negativo alla soluzione che avrebbe rappresentato il cacio sui maccheroni e risolto l’annosa questione: la presidenza di RaiCinema. Un incarico che Mazza avrebbe accettato ponendo fine al braccio di ferro. E invece in quella circostanza Gubitosi se l’è giocata male. In tante occasioni la vita ci insegna che non bisogna stravincere. Ora non sarà facile risolvere il problema. Reintegrare Mazza a Raiuno sarebbe per Gubitosi compiere un clamoroso passo indietro: screditare il lavoro di Giancarlo Leone, voluto a ogni costo dal direttore generale. In ballo c’è sempre la nomina a direttore di Raisport. L’attuale responsabile, Eugenio De Paoli, è reduce da un’ottima stagione. Ha saputo difendersi nonostante la perdita di alcuni diritti importanti come la Formula 1 e la Champions League. Tuttavia è stato egli stesso a chiedere il trasferimento in Brasile. Quindi per Mazza si potrebbe aprire una soluzione. Resta in piedi una domanda: la direzione di Raisport è equiparabile a quella di Raiuno? Leggi il resto dell’articolo »

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Mediaset taglia gli stipendi dei giornalisti. L’azienda decurterà il 10% delle voci riguardanti premi e integrativo. Redazioni in subbuglio, ma manovra inevitabile per riportare il profitto

marco | 18 maggio 2013

La primavera tarda ad arrivare anche a Mediaset. La crisi continua a pesare sulle casse e i vertici dell’informazione e del personale hanno chiesto un sacrificio ai giornalisti: rinunciare al 10% dello stipendio, ovviamente da decurtare nella parte dedicata alle voci variabili dell’integrativo, quei premi risultato che comunque a Mediaset ancora pesano in busta paga.
La redazione per il momento si è irrigidita, i più agitati sono sembrati gli sportivi. Essendo però la questione ancora alle schermaglie procedurali non è da escludere che si possa aprire una trattativa, con magari dall’altra parte della bilancia una ridiscussione dell’organizzazione della gestione del lavoro e dei suoi carichi redazionali.

Sciopero Rai revocato
La Rsu di Roma – Area Produzione ha revocato lo sciopero riguardante il personale della direzione Produzione Tv – Cptv Roma – Area Regia indetto per la giornata di lunedì.

Il grafico
agita il Tg3
Nell’assemblea del Tg3 di giovedì scorso è stato il grafico nel quale veniva riportato chi lavora e chi no nel tiggì diretto da Bianca Berlinguer, quest’ultima sempre più ai ferri corti con il sindacato dell’Usigrai, reo di aver stigmatizzato il fatto che Berlinguer fosse l’unica ad avere usufruito della deroga aziendale sul doppio incarico con otto conduzioni al mese, nonostante fosse rimasta al suo posto di direttore della testata.

Cala il sipario su Mezzanotte e dintorni Marzullo resta vicedirettore di Raiuno
Fatevi una domanda, datevi una risposta. Perché Gigi Marzullo lascerà lo spazio della notte, dal titolo Mezzanotte e dintorni? Perché c’è la regola dei doppi incarichi vietati per tutti (meno per la Berlinguer…), e lui, oltre a essere conduttore, è anche il vicedirettore di Raiuno. Che cosa farà ora Marzullo senza le sue telecamere a notte fonda? Girerà i pub notturni in compagnia di Pier Luigi Bersani, cantando barbera e champagne di Gaber, magari dopo aver consumato i primi quattro giri di birra? Chissà…
Scherzi a parte, va comunque detto che le trasmissioni di Marzullo hanno tracciato un solco nella Rai e nelle abitudini dei telespettatori. Seppure troppo spesso siano servite ad accendere l’occhio di bue su amici e amici di. Marzullo, tuttavia, le ha condotte con uno stile tutto suo che ha consegnato alla storia un lungo elenco di brillanti luoghi comuni.

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Romita lascia il Tg1 per la sede di Bari

marco | 17 maggio 2013

Attilio Romita lascia il Tg1 delle 20. Il conduttore dell’edizione più vista dai telespettatori, quella delle 20, saluta tutti per un nuovo incarico. Ha deciso di accettare la proposta dell’azienda e diventare il nuovo capo della redazione di Bari della Tgr, la testata regionale di Saxa Rubra. La sua uscita dal Tg1 crea al direttore Mario Orfeo un problema per la successione. In lizza ci sono il favorito Alberto Matano e l’ottima Emma D’Aquino. Potrebbero farcela tutte e due e alternarsi con i riconfermati Francesco Giorgino, l’inossidabile, e la bella e brava Laura Chimenti che pur di rimanere al Tg1 qualche tempo fa è stata capace di respingere le lusinghe di Clemente Mimun, che voleva portarla a tutti i costi al Tg5, offrendole un contratto d’oro.

Gubitosi chiude l’era Minoli
Il diggì della Rai è stato perentorio: «La Storia siamo noi non chiude. Termina semplicemente il contratto con Giovanni Minoli che era andato già in pensione tre anni fa ed aveva avuto un contratto triennale per i 150 anni dell’Unità d’Italia che scade il 31 maggio». Luigi Gubitosi ha aggiunto: «Il format della Storia siamo noi è della Rai, era stato ideato da Renato Parascandolo, poi gestito da Minoli per una fase che adesso si chiude».

Lanciata
dal Pisellone
È diventato un tormentone su web e social network la gaffe della giornalista Silvia Nittoli di Tre Valli tv che ha fatto diventare nel tiggì da lei condotto la corsa al Pirellone come “la corsa al Pisellone”. Una gaffe che porterà fortuna alla sua carriera, visto che d’ora in poi se la ricorderanno tutti.

D’Urso ai tempi supplementari
Pomeriggio 5 in onda per tutto giugno
Viene criticata spesso a sproposito. I soliti maligni la accostano sempre alla tv trash, come se fosse un marchio di fabbrica. Dicono di lei tante cose e la criticano anche quando cerca di realizzare trasmissioni di attualità. Sta di fatto che con i suoi programmi nazional-popolari Barbara D’Urso sta vivendo una seconda giovinezza. Il suo Pomeriggio 5 continuerà per tutto giugno, al contrario di altre trasmissioni del Biscione che chiuderanno per ferie qualche giorno prima. A decidere di far proseguire il contenitore è stata Mediaset. Un attestato di stima per la conduttrice più stakanovista della tv italiana (manco Pippo Baudo dei tempi d’oro faceva più ore in tv di lei). A premiare la D’Urso sono gli ascolti e l’affetto del suo pubblico che la segue tutta la settimana, dal lunedì al venerdi a Pomeriggio 5 e la domenica a Domenica Live. Sempre su Canale 5.

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Berlinguer-Usigrai, attacco frontale

marco | 16 maggio 2013

Il Tg3 è una polveriera. L’assemblea di oggi pomeriggio è attesa come la resa dei conti. Da una parte i fedelissimi di Bianca Berlinguer, dall’altra una larga parte di giornalisti sul piede di guerra, supportata dall’Usigrai. Dai pasdaran del direttore non è escluso aspettarsi un attacco frontale al sindacato di Vittorio Di Trapani. Nel mirino alcuni comunicati che hanno stigmatizzato il fatto che la Berlinguer fosse l’unica ad avere usufruito della deroga di 8 conduzioni al mese sul doppio incarico. All’opposizione del direttore c’è una squadra agguerrita di nomi illustri. A cominciare dal vice Riccardo Scottoni, pronto ad andarsene, anche se il suo trasferimento è stato per il momento stoppato. Gli altri? Onofrio Dispensa, vicedirettore di Antonio Di Bella, ora senza incarico da anni, in attesa di un ricollocamento. Nico Piro, inviato in zone di guerra, in causa con l’azienda. Il vaticanista Sergio Criscuoli ha un piede fuori dalla porta.
Così come e il vice direttore Angelo Belmonte, entrambi prossimi alla pensione. In fermento anche la conduttrice dell’edizione delle 14, Mariella Venditti. Se ne sono già andati per altri lidi: l’inviata degli esteri Lucia Goracci e la colonna della cronaca Fabrizio Feo, tutti e due approdati a Rainews; nonché Francesca Capovani, ora in forza al Tg1. Inoltre la Berlinguer dovrà trovare il nuovo vaticanista e l’impresa non è facile.

Berlinguer come Grillo
Il direttore del Tg3 fa come Beppe Grillo. Il video non conta ma guai a chi me lo tocca. L’ex comico non manda i grillini ai talk ma poi i suoi stanno facendo di tutto per prendersi la presidenza della commissione Vigilanza. Il direttore del Tg3 ha detto, ai margini di un convegno, sulle comunicazioni che «la tv non ha potere. La gente non vota secondo quanto dice la tv. Basta vedere il fenomeno Grillo che è stato pochissimo in televisione”. Per Berlinguer la tv però «ha contribuito a creare un certo tipo di cultura che è stata dominante negli ultimi venti anni».

Rai2, confermato l’arrivo di Porro
Con la conduzione di Nicola Porro, vicedirettore del Giornale, Raidue ritrova l’informazione in prima serata, due anni dopo l’uscita di Michele Santoro dalla tv pubblica e la fine tra le polemiche del suo Annozero. Il programma di approfondimento si chiamerà Virus, il contagio delle idee.

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Berlinguer insopportabile, fuga dal Tg3

marco | 15 maggio 2013

Che Bianca Berlinguer abbia un caratterino niente male lo sanno pure i muri della palazzina C di Saxa Rubra. Una vera pasionaria. Una che non te lo manda a dire, come si dice a Roma. Tuttavia non sempre (in verità quasi mai) essere diretti, un po’ brontoloni e soprattutto incontentabili fa di un direttore un uomo squadra. I fedelissimi si trovano sempre, ma gli scontenti aumentano a vista d’occhio. È ciò che sta accadendo al Tg3. Malcontenti e liti verbali si moltiplicano di giorno in giorno. E per trovare gli oppositori non bisogna limitarsi ai redattori. Tra i contestatori ci sono anche vicedirettori e conduttrici, due ruoli che dovrebbero sentirsi gratificati dalla gestione. E invece no. Mariella Venditti, che conduce il Tg3 delle 14, ha un diavolo per capello. Così come il vicedirettore Riccardo Scottoni. Francesca Capovani ha già lasciato il Tg3 per approdare al Tg1, e andare a sostituire agli esteri Caterina Doglio, passata a Rainews. Nico Piro è in causa e chissà se pure lui non finisca per andare via. Intanto, sorniona sorniona, Monica Maggioni sta alla finestra, sperando di trovare qualche rinforzo per la campagna acquisti.

Cazzullo non va in video
Aldo Cazzullo non sarà uno dei conduttori del nuovo programma di Raidue dedicato all’economia. In conduzione resta Annalisa Bruchi, mentre Cazzullo farà parte della squadra degli autori.

Raidue punta su Chiara Lico
In vista della prossima stagione autunno inverno, in concerto con il direttore del Tg2 Marcello Masi, il numero uno di Raidue, Angelo Teodoli, prova a riportare nella fascia 14-14.45 un programma di attualità. Titolo provvisorio Giorno per giorno, con la conduzione affidata a Chiara Lico.

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Caso Ruby. Ma con chi va il Cav non interessa più a nessuno

marco | 14 maggio 2013

Era stato presentato come lo speciale degli speciali. Soprattutto perché si aprivano al grande pubblico le porte delle segrete stanze di Arcore. Con l’aggiunta che a farlo erano i cerimonieri del Biscione e non quei pm che da anni stanno cercando di sviscerare tutto (e il contrario di tutto) su Ruby, le olgettine e il bunga bunga. E neanche quei giornali ostili al Cavaliere, capaci di perseguitarlo per mesi con domande senza una risposta. Il battage messo in scena era stato preparato con molta cura. I venditori hanno suonato la grancassa per giorni, al grido: “Per la prima volta il pubblico potrà vedere la sala delle cene e la taverna di Arcore su cui tanto si è fantasticato. Ascoltare le registrazioni originali delle testimonianze del processo Ruby. Rivivere minuto per minuto la notte del fermo in questura di Karima El Mahroug attraverso le dichiarazioni in sonoro dei funzionari e dei pubblici ministeri in servizio quella sera”. Neanche un’imbonitrice del calibro di Vanna Marchi avrebbe potuto confezionare un pacchetto migliore. Eppure alla gente è fregato poco più di nulla di Arcore, Ruby e del bunga bunga. Nonostante gli sforzi redazionali dei giornalisti di Mediaset nel confezionare lo speciale, a rimanere davanti al televisore sono stati meno di un milione e mezzo di telespettatori. In una prima serata domenicale su cui Canale 5 aveva puntato molto. La guerra dei vent’anni: Ruby, ultimo atto, la prima ricostruzione televisiva del caso di cronaca giudiziaria che da tre anni divide l’Italia, ha appassionato appena il 5,88% dello share. In pratica meno di sei spettatori su 100. Così pochi? Leggi il resto dell’articolo »

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Effetto crisi per Scotti, Carlucci e Clerici

marco | 7 maggio 2013

Anche i divi della tv sono in crisi. Non i campioni come Fiorello, Paolo Bonolis, Carlo Conti, Massimo Giletti, Maria De Filippi e Fabio Fazio, ma quelli del ceto medio-alto. Un po’ come accade per gli italiani che sono alle prese con la busta paga. I divi del piccolo schermo, invece, devono vedersela con il termometro degli ascolti. Ebbene, da un po’ di tempo a questa parte, personaggi come Antonella Clerici, Milly Carlucci, Gerry Scotti, Rita Dalla Chiesa, Ficarra e Picone hanno perso molto del loro tradizionale pubblico. La terra dei cuochi e Altrimenti ci arrabbiamo non hanno bucato il video nella prima serata di Raiuno, il venerdì e il sabato. Facendo rimpiangere non poco Carlo Conti. La seconda puntata del programma condotto da Antonella Clerici è stata seguita da 3.337.000 ascoltatori, pari al 13.42% di share, un punto percentuale in meno rispetto all’esordio. È andata ancora peggio per l’ultima puntata di Altrimenti ci arrabbiamo con la vittoria di Tania Cagnotto, che ha ottenuto 2.782.000 telespettatori per uno share del 12%. D’accordo che si parla di sperimentazione ma una prima serata di Raiuno è sempre una prima serata. In pratica se in onda non ci sono né il commissario Montalbano né Nonno Libero, oppure un’altra fiction qualunque (visto che vanno tutte bene) Raiuno fatica a vincere il prime time. Leggi il resto dell’articolo »

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È il Dottor House il preferito di Napolitano. Il presidente non perde un episodio della serie, mentre la first lady del Colle vede Un posto al sole

marco | 3 maggio 2013

Anche il presidente della Repubblica è un telespettatore. Che non guarda soltanto i tiggì, le dirette parlamentari e Porta a Porta, come qualcuno potrebbe pensare. Giorgio Napolitano e signora hanno le loro preferenze televisive. In poltrona si contendono il telecomando, come accade in tutte le famiglie. Entrambi non perderebbero mai un episodio delle loro serie preferite. Re Giorgio adora i casi intriganti del Dottor House. Mentre la first Lady del Quirinale non c’è per nessuno quando va in onda la puntata quotidiana della soap di Raitre, Un posto al sole. Leggi il resto dell’articolo »

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