Il Tg2 di Orfeo, Carfagna musa ispiratrice e grande rispetto per Letta e Fini

10 03 2010

Il direttore del Tg2 Mario Orfeo sta tenendo la redazione sotto pressione, soprattutto il Politico e la Cronaca. Al punto che più di un redattore lascia intendere di essere stanco a causa dei super impegni. Per contro i precari, a cui è stata promessa l’assunzione, non hanno visto ancora la loro pratica avviata dal direttore verso le stanze del settimo piano di viale Mazzini. Senza contare il fatto che le nomine dei vicedirettori, così come tutte le operazioni ai nastri di partenza, sono state congelate. Tuttavia il Tg2 di Orfeo piace, è equilibrato politicamente, rispetta la par condicio e il direttore calcola al decimo di secondo i servizi. Il tutto per non avere polemiche. Comunque anche Orfeo ha i suoi cavalli di razza da seguire in ogni appuntamento importante. Si tratta di Gianni Letta, Gianfranco Fini e Massimo D’Alema. Poi c’è la sua consigliera, Mara Carfagna, con la quale Orfeo si confida, ricevendo in cambio il dono dell’ispirazione. E scusate se è poco. Questo spiega perché anche istituzioni come il Quirinale preferiscano il Tg2 di Orfeo al Tg1 di Minzolini.
BONOLIS E CLERICI MAI NEMICI. Contro Sanremo Mediaset non ha schierato un palinsesto da truppe cammellate. e gli ascolti hanno premiato la padrona di casa Antonella Clerici, che nella prima serata ha avuto il conforto (e lo share) della coppia uscente, Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Che ci fosse dell’amicizia tra Paolo e Antonella è risaputo. I due lo hanno dimostrato ancora una volta. Bonolis ha chiesto di essere spostato dal sabato al venerdì con il suo Ciao Darwin, in modo di non scontrarsi con un’altra delle trasmissioni più amate dalla Clerici (Ti lascio una canzone). Un’incombenza che Bonolis potrebbe lasciare allo Show dei record, condotto quest’anno da Paola Perego. E poi si dice che c’è rivalità tra Mediaset e Rai… O forse è meglio dire tra Bonolis e Clerici.
LA RICCI NON SA FARE A MENO DEI CESARONI. “Nella quarta serie esco momentaneamente di scena, ma abbiate un po’di pazienza, mi sto già preparando a un clamoroso rientro nei Cesaroni 5”. Lo ha detto Elena Sofia Ricci che tornerà nella famosa fiction dopo aver girato due film di successo come Genitori & figli…di Giovanni Veronesi, e Mine vaganti di Ferzan Ozpetek.
CACCIA ALLA VOLPE. L’area di competenza di Michele Guardì a Raidue è in subbuglio. Adriana Volpe è a rischio sostituzione. Per la prossima stagione Giancarlo Magalli potrebbe essere affiancato da Angela Melillo, ex Bagaglino, oppure da Stefania Orlando o da Monica Leofreddi. Mentre Miriam Leone sembra destinata a Raiuno. E non è da escludere un arrivo eccellente sulla seconda rete di viale Mazzini, quello di Caterina Balivo.



Elezioni, la disobbedienza di Sky Tg24

9 03 2010

Faccia e faccia e non tribune elettorali. Sky Tg24 lancia la sua sfida per le elezioni regionali. E lo fa mentre alla Rai i talk più seguiti sono fermi ai box a causa della par condicio. Saranno pure faccia a faccia, questi di Sky, ma il primo pensiero che salta alla mente è una domanda: alla faccia di chi? Magari di Michele Santoro, di Bruno Vespa di Giovanni Floris o di Gianluigi Paragone che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza microfono? Sky Tg24 ha deciso di andare avanti nonostante l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni avesse esteso la par condicio anche a Sky e Mediaset. «Ma noi andiamo avanti con lo spirito della par condicio», ha spiegato il direttore di SkyTg24, Emilio Carelli. «Noi seguiamo criteri giornalistici. Fare confronti con tutte le forze politiche, giornalisticamente parlando, non è la stessa cosa di fare dei faccia a faccia con tutti i pretendenti al successo elettorale. I faccia a faccia possono essere anche tra più leader delle coalizioni, l’importante è che siano in lizza per il successo. In alcune regioni saranno due i candidati che ospiteremo, in altre più di due, dipende dalle regioni. Come ad esempio non serve fare dei faccia a faccia estesi a tutto il territorio. Sempre giornalisticamente parlando, ci sono regioni come l’Emilia Romagna e la Toscana dove i giochi ci sembrano fatti. Lì non c’è l’incertezza dell’esito del voto». In pratica Sky sta lanciando l’idea della disobbedienza costruttiva alla par condicio, seppure ne conservi lo spirito. Leggi il resto »



Par condicio, ascolti Rai ko

6 03 2010

Il ciclone par condicio è in piena azione. La Rai si lecca le ferite e conta i danni economici (4 milioni in meno di introiti pubblicitari) dovuti al calo di ascolti in questo periodo di garanzia. Giovedì sera, al posto di Michele Santoro, è andato in onda il film La carica dei 101. Nel confronto con giovedì scorso Raidue ha perduto 10 punti di share e 2 milioni di telespettatori. Anche Raitre è precipitata nel giorno di Ballarò: persi quasi 2 milioni di telespettatori e 7 punti di share. Controtendenza invece i dati della tarda sera di Raiuno. Lo spazio di Porta a Porta ha tenuto anche con i sostituti. Dopo i film e Rex, giovedì sera è toccato a Maurizio Costanzo, con un suo speciale sulla tv in bianco e nero, realizzato con Enrico Vaime. Le «memorie» hanno fatto il 15,22% di share con 1 milione e 250 mila spettatori. Un testa a testa fino all’ultimo (16,11%) con Italia 1 che nella puntata del Chiambretti Night ha ospitato Paolo Bonolis.



Rai, la par condicio brucia 4 milioni di introiti pubblicitari

4 03 2010

Silvio Berlusconi che rimanda indietro le troupe televisive locali rinunciando alle interviste. Michele Santoro, Bruno Vespa, Giovanni Floris e Gianluigi Paragone senza video per un mese. I documentari e i film che si prendono lo spazio in tv dei talk show (tra l’altro con buoni ascolti). Gli effetti della par condicio sono peggiori perfino di quelli dovuti all’influenza A. Senza contare il fatto che la sospensione di Annozero, Ballarò, Porta a Porta e l’Ultima parola, in pieno periodo di garanzia, costerà 4 milioni di euro alla Rai, per mancati introiti pubblicitari. Leggi il resto »



Raidue, il contratto di Infante scatena l’ira di Liofredi

3 03 2010

L’assunzione di Milo Infante a caporedattore di Raidue ha scatenato una tempesta tra l’attuale direttore della rete, Massimo Liofredi, e il direttore generale di viale Mazzini, Mauro Masi. Liofredi non ha digerito la nomina, che gli è passata sopra la testa come un volo di rondini. Ha cercato di difendersi ma nulla ha potuto contro il volere dall’alto… che va ben oltre il settimo piano dell’azienda. I tam tam indicano nel viceministro Paolo Romani il regista dell’operazione. Infante, a sorpresa, da un po’ di tempo non naviga più con il soffio del vento del nord, quello della Lega di Bossi per intenderci. Con il Carroccio il neo caporedattore ha rotto gli ormeggi e la separazione non è stata delle più indolori, visto che si racconta che nel cda di viale Mazzini la Bianchi Clerici abbia palesato più di una perplessità sulla promozione dell’ex protetto dalla Padania. Leggi il resto »