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	<title>Marco Castoro</title>
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		<title>Vasco Day, si prova a battere il record di internet. #vascoday</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:26:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[IL VASCO DAY. Il 7 febbraio, in occasione del 60° compleanno di Vasco Rossi, si tenterà di battere il nuovo record di internet. Skype, tv streaming, video, facebook, twitter, siti, blog e chi ne ha più ne metta: tutti in diretta da mezzogiorno a mezzanotte per interagire sugli inediti di Vasco che verranno trasmessi da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL VASCO DAY. Il 7 febbraio, in occasione del 60° compleanno di Vasco Rossi, si tenterà di battere il nuovo record di internet. Skype, tv streaming, video, facebook, twitter, siti, blog e chi ne ha più ne metta: tutti in diretta da mezzogiorno a mezzanotte per interagire sugli inediti di Vasco che verranno trasmessi da Roxy Bar, la tv di Red Ronnie. Per saperne di più: http://roxybar.twww.tv/?v=85642266d392bb6bbb6167aabe6cf048</p>
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		<title>Un Rimedio avvelenato per Ballarò</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:38:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha sorpreso tutti lo sfogo di Alberto Rimedio all’inizio di 90° minuto di B dopo aver ricevuto (in ritardo) la linea da Ballarò. Ma una volta non erano i direttori che alzavano il telefono per lamentarsi sugli sforamenti di orario? Ormai alla Rai anche i pulcini fanno chicchirichì, dimenticando il vecchio adagio: un gallo quando è cotto è sempre un pollo.</p>
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		<title>Cda Rai, Garimberti  non si dimette. Raisport verso lo sciopero</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La quiete dopo la tempesta nel cda Rai. Ieri si è parlato di fiction e le pistole sono rimaste nei foderi. Non si è presentato il dimissionario Nino Rizzo Nervo, mentre il presidente Paolo Garimberti e l’altro consigliere del Pd, Giorgio van Straten, hanno confermato di non avere nessuna voglia di dimettersi. Tuttavia, i dubbi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />La quiete dopo la tempesta nel cda Rai. Ieri si è parlato di fiction e le pistole sono rimaste nei foderi. Non si è presentato il dimissionario Nino Rizzo Nervo, mentre il presidente Paolo Garimberti e l’altro consigliere del Pd, Giorgio van Straten, hanno confermato di non avere nessuna voglia di dimettersi. Tuttavia, i dubbi e le perplessità su come sia stata impostata la questione dei direttori di Tg1 e Tgr restano. Viene da chiedersi se Garimberti non abbia sbagliato strategia andando allo scontro con il d.g. Lorenza Lei e non provare invece a chiedere la nomina di un condirettore di area Pd da affiancare ad Alessandro Casarin alla testata giornalistica regionale. Ma con i se e i ma non si fa la storia, anche se si evitano gli scontri e le dimissioni. Intanto però cresce in Rai la febbre dei diritti sportivi, senza l’acquisizione dei quali la redazione di Raisport si sente tartassata. Non a caso il neo cdr ha già messo in preventito un pacchetto con tre giorni di sciopero.<br />
su <a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1755822&#038;codiciTestate=1&#038;sez=hgiornali&#038;testo=&#038;titolo=Cda%20Rai,%20Garimberti%20non%20si%20dimette.%20Raisport%20verso%20lo%20sciopero">ITALIA OGGI</a></p>
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		<title>Si va verso un polo aereo tutto italiano</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 15:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[da www.turismoefinanza.it Alitalia avvia il processo di integrazione con Blue Panorama e Wind Jet di Enzo Di Giacomo Alla costituzione di un polo aereo tutto italiano, che Alitalia sta per avviare con l’integrazione di Blue Panorama Airlines e Wind Jet, manca soltanto Meridiana fly, che nel luglio 2011 si è integrata con Air Italy «dando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da www.turismoefinanza.it</p>
<p><em>Alitalia avvia il processo di integrazione con Blue Panorama e Wind Jet</em><br />
di Enzo Di Giacomo<br />
Alla costituzione di un polo aereo tutto italiano, che Alitalia sta per avviare con l’integrazione di Blue Panorama Airlines e Wind Jet, manca soltanto Meridiana fly, che nel luglio 2011 si è integrata con Air Italy «dando vita ad una grande realtà nel trasporto aereo di oltre Euro 800 milioni di fatturato. Il Gruppo nascente manterrà la sua focalizzazione strategica sulla Sardegna e consoliderà la sua posizione sui principali mercati italiani attraverso un’offerta sia di linea, sia charter» come riportato nel comunicato di Meridiana fly del 18 luglio 2011.<span id="more-5711"></span><br />
L’integrazione si muove con un solo obiettivo: incrementare quote di mercato italiano, che nei primi nove mesi del 2011 per Alitalia sono state del 49,7% (Sabelli a “Il Sole 24 Ore” il 6 dicembre 2011). Per il mercato domestico, è bene ricordare che nel 2009 (primo anno di operatività commerciale) Alitalia aveva una quota del 49,4%; nel 2010 era stata del 49,5% (fonte: ICCSAI). La quota totale per Alitalia sul mercato domestico, una volta avviata l’integrazione, si aggirerebbe sul 58-59%.<br />
Il numero dei passeggeri trasportati dai tre vettori nel 2011 è stato di quasi 30milioni e proietta il Gruppo Alitalia dopo Lufthansa, Air France, British Airways tra le compagnie aeree europee con più passeggeri trasportati (esclusi i vettori low cost Ryanair e easyJet).<br />
Non si conoscono ancora i dettagli dell’operazione; si sa soltanto che «il progetto di integrazione è coerente con i processi di consolidamento in corso nel settore del trasporto aereo, a livello nazionale ed internazionale. Tali processi sono finalizzati a rafforzare la dimensione industriale degli operatori, aumentarne la competitività e svilupparne la capacità di affrontare e gestire le variabili del quadro macroeconomico». Alitalia e i due vettori integrati «presentano profili sinergici e complementari per quanto riguarda la specializzazione territoriale, il disegno del network e le caratteristiche della flotta».<br />
Sull’operazione è intervenuto il presidente dell’Ente Nazionale Aviazione Civile (Enac), Vito Riggio, che in una lettera al quotidiano “La Sicilia” ha precisato di non essere stato informato sui contenuti dell’operazione, e comunque «non ho mai messo in dubbio la capacità finanziaria e operativa di Alitalia, la cui vigilanza è a noi affidata e che si trova nelle condizioni previste dal Regolamento Comunitario, con un pregiato tasso di efficienza. Le mie perplessità hanno riguardato le modalità dell’operazione, perplessità che sono certo verranno chiarite».<br />
Molti temono (a cominciare dalle associazioni dei consumatori e dai sindacati) che Alitalia possa trovarsi in una posizione dominante, con evidenti ripercussioni sulle tariffe dei biglietti.<br />
Sono 1000 i dipendenti dei due vettori integrati che, aggiungendosi ai 14mila di Alitalia, porterebbe a 15mila il totale del Gruppo Alitalia. La “dote” degli aeromobili è di 24 (12 per Blue Panorama e 12 per Windjet) per una flotta totale di 168 aerei. In tal modo prenderebbe corpo una concentrazione che lancia la sfida a livello europeo ai grandi vettori come Lufthansa, Air France-KLM e British Airways.<br />
L’acquisizione dei due vettori italiani consentirebbe ad Alitalia di svilupparsi nel segmento low cost con la creazione di uno “smart carrier” più competitivo e aggressivo sul mercato (Air One, Wind Jet, Blu-panorama.com) e nel charter con Blue Panorama.<br />
Un altro interrogativo è il marchio: Blue Panorama e Wind Jet resterebbero sul mercato con i rispettivi marchi così come è oggi per Air One?<br />
Parallela (ma è soltanto una coincidenza) all’indagine antitrust italiana si muove anche la Commissione UE, che ha aperto un’indagine sui voli tra Europa e Stati Uniti effettuati dalla joint venture tra Alitalia, Air France/KLM e Delta Airlines. Bruxelles vuole accertare se dopo la costituzione nel 2009 della joint venture (Alitalia si è unita il 5 luglio 2010) tra le quattro compagnie danneggia i passeggeri nei prezzi su alcune rotte, riducendo la concorrenza. Al momento dell’entrata di Alitalia nella joint venture, i passeggeri hanno accesso al più grande network transatlantico al mondo, con quasi 250 voli e 55.000 posti offerti al giorno e 20 voli giornalieri tra 5 scali negli Stati Uniti e gli aeroporti di Roma-Fiumicino e Milano-Malpensa. Con l’aggiunta di Alitalia, la joint venture copre il 26% circa dell’intera capacità transatlantica, con ricavi annui stimati per oltre 10 miliardi di dollari.<br />
Il tandem Roberto Colaninno-Rocco Sabelli sta cercando, dopo tre anni dallo start-up.  di ampliare la Società per renderla più competitiva e appetibile sul mercato, nonostante il difficile avvio coinciso con la crisi economica mondiale. Ma l’occhio è rivolto al 12 gennaio 2013 quando scade il lock-up, ossia il divieto per gli azionisti di vendere le proprie azioni prima dei quattro anni. L’integrazione potrebbe rappresentare una valida mossa per convincere gli azionisti del progetto “Fenice” a rimanere in Alitalia, una società ampliata e più forte sul mercato nazionale e internazionale.  </p>
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		<title>Mediaset diffida Porta a Porta</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:56:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’intervista del comandante Schettino realizzata da TgCom24 è stata ripresa da tutto il mondo. Anche da Porta a Porta. Con l’unica differenza che il servizio andato in onda è stato trasmesso con l’immagine allargata e quindi senza il marchio del TgCom24. Lo studio legale di Mediaset ha fatto pervenire una diffida alla Rai e ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervista del comandante Schettino realizzata da TgCom24 è stata ripresa da tutto il mondo. Anche da Porta a Porta. Con l’unica differenza che il servizio andato in onda è stato trasmesso con l’immagine allargata e quindi senza il marchio del TgCom24. Lo studio legale di Mediaset ha fatto pervenire una diffida alla Rai e ai responsabili del programma di Bruno Vespa. In tempi di rinnovo dell’abbonamento ogni trucco è lecito per oscurare la concorrenza.<br />
IL CIRCO VESPA. A proposito di abbonamento Rai scaduto, lunedì sera per promuoverne il rinnovo Bruno Vespa era pronto perfino a esibirsi in una verticale acrobatica da trapezista nello studio di Porta a Porta. Per fortuna la performance è stata risparmiata al telespettatore che ha preferito pagare il canone.</p>
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		<title>Monti a Mediaset perché ha chiuso Giochi senza frontiere</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente a Mediaset potranno ospitare Mario Monti. Il premier sarà presente al Tg5 e a Matrix. Viene da chiedersi come mai la tv di Cologno Monzese sia stata lasciata per ultima, nonostante l’invito al presidente del consiglio sia stato spedito per tempo. A favore di Mediaset ha giovato la chiusura del programma Giochi senza frontiere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente a Mediaset potranno ospitare Mario Monti. Il premier sarà presente al Tg5 e a Matrix. Viene da chiedersi come mai la tv di Cologno Monzese sia stata lasciata per ultima, nonostante l’invito al presidente del consiglio sia stato spedito per tempo. A favore di Mediaset ha giovato la chiusura del programma Giochi senza frontiere, altrimenti Monti sarebbe andato perfino lì pur di rimandare l’appuntamento con il Biscione</p>
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		<title>La Lei vince la partita con Garimberti. Maccari resta al Tg1</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:58:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ finita 5 a 4 in favore di Alberto Maccari e Alessandro Casarin: i due direttori sono stati nominati alla guida del Tg1 e della Tgr (la testata regionale). La linea del direttore generale Lorenza Lei è stata premiata e votata dalla maggioranza del cda, mentre all’interno del Pd si è scatenata una violenta reazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />E’ finita 5 a 4 in favore di Alberto Maccari e Alessandro Casarin: i due direttori sono stati nominati alla guida del Tg1 e della Tgr (la testata regionale). La linea del direttore generale Lorenza Lei è stata premiata e votata dalla maggioranza del cda, mentre all’interno del Pd si è scatenata una violenta reazione che ha provocato la decisione a caldo di Nino Rizzo Nervo di dimettersi dal cda di viale Mazzini. Per il consigliere del Pd un’occasione da prendere al volo: uscire con l’onore delle armi dopo una battaglia perduta e a meno di due mesi dalla fine dell’ultimo mandato a sua disposizione per restare nel cda.  Nella lettera in cui annuncia le dimissioni a Paolo Garimberti, Rizzo Nervo scrive: «Giudico quanto è avvenuto l&#8217;ultimo scriteriato atto di una gestione aziendale condizionata da logiche di parte che sta spingendo l&#8217;azienda verso un rapido declino».  Contro Maccari e Casarin, considerati vicini all’area Pdl e Lega, si è scatenato anche Pier Luigi Bersani:  «Non resteremo con le mani in mano. Non staremo di certo fermi davanti a coloro che vogliono vedere distrutta un&#8217;azienda pubblica». Il pensiero alle prossime elezioni corre veloce. Soprattutto se a gestire due testate così importanti, come il Tg1 e la Tgr, sono due direttori vicini al centro-destra. Resta da dire che i due nominati appartengono al partito interno Rai e hanno ricoperto per anni ruoli di responsabilità all’interno delle rispettive testate che ora dirigono. Tirando le somme: il vero sconfitto di questa partita è il presidente Garimberti che ha commentato così:  «Si poteva ragionare su un mandato dei direttori legato a quello della durata del cda».<br />
su<a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/preview_giornali.asp?id=1755483&#038;codiciTestate=1&#038;sez=hgiornali&#038;testo=&#038;titolo=La%20Lei%20vince%20la%20partita%20con%20Garimberti.%20Maccari%20resta%20al%20Tg1"> ITALIA OGGI  </a> </p>
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		<title>Ora che non c&#8217;è più Minzolini vogliono cacciare Maccari</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chissà cosa starà pensando l&#8217;ex dg della Rai, Mauro Masi, nel vedere il suo successore Lorenza Lei sulla graticola dei partiti? Di sicuro sarà ben lieto di non essere più alle prese con i forconi di viale Mazzini e dintorni. «Fuori la politica dalla Rai», è da sempre la frase più gettonata. Tutti se ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />Chissà cosa starà pensando l&#8217;ex dg della Rai, Mauro Masi, nel vedere il suo successore Lorenza Lei sulla graticola dei partiti? Di sicuro sarà ben lieto di non essere più alle prese con i forconi di viale Mazzini e dintorni. «Fuori la politica dalla Rai», è da sempre la frase più gettonata. Tutti se ne riempiono la bocca, eppure tra il dirlo e il farlo c&#8217;è sempre di mezzo un mare di guai, le cui onde possono travolgere anche chi conosce come le sue tasche le problematiche di un&#8217;azienda ormai da rottamare e da rifare. Assistere all&#8217;assalto della diligenza per portarsi a casa il bottino è l&#8217;ultima caduta di stile di una classe dirigente che meriterebbe di andarsene a casa. Le medesime persone che fino a pochi giorni fa erano sedute intorno allo stesso tavolo, bevendo nella coppa dell&#8217;amicizia pur di mandare a casa Augusto Minzolini, si stanno prendendo a pugni per la conferma di Alberto Maccari, passato nel giro di pochi giorni, da salvatore della patria a ingombrante presenza politica in vista delle prossime elezioni. E pensare che questo direttore si è reso protagonista di un gesto di signorilità che si può definire di un&#8217;altra epoca. Pronto a mettere nero su bianco che si farà da parte non appena il nuovo cda deciderà di rimuoverlo dal Tg1 per affidarlo a un pretendente che &#8211; a oggi &#8211; non c&#8217;è, anche perché nel cda non ci sono le condizioni che evitino a un direttore di un&#8217;altra testata (prestigiosa) di subire l&#8217;onta di una bocciatura. Maccari al Tg1 e Alessandro Casarin alla Tgr rappresentano per il Pd e l&#8217;Udc un accordo (fatto dalla Lei con Pdl e Lega) che va contrastato con ogni mezzo per evitare che alle prossime elezioni l&#8217;ex maggioranza di governo parta avvantaggiata. Perfino un uomo di televisione come Sergio Zavoli è sceso in campo. Quello che sta accadendo al Tg Lazio in favore di Gianni Alemanno è un precedente pericoloso (tanto che la Lei è dovuta intervenire). Per far passare la conferma di Maccari fino al 31 dicembre occorrono 5 voti. Per ottenerli il d.g. è pronto ad accontentare anche l&#8217;Udc con Pietro Pasquetti condirettore della Tgr. </p>
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		<title>Lei-Garimberti: fuori i secondi. Più che il Tg1 è la Tgr la partita della vita</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 12:56:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La partita Rai è degna di una finale di Champions League. Alla fine solo uno (o una) alzerà la coppa. Per decretare il vincitore occorreranno di sicuro i supplementari e forse anche i rigori. Queste sono ore molto concitate per i duellanti e le loro squadre. Da una parte c’è il direttore generale Lorenza Lei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right;" src="http://www.marcocastoro.it/immagini/italia.gif" alt="" />La partita Rai è degna di una finale di Champions League. Alla fine solo uno (o una) alzerà la coppa. Per decretare il vincitore occorreranno di sicuro i supplementari e forse anche i rigori. Queste sono ore molto concitate per i duellanti e le loro squadre. Da una parte c’è il direttore generale Lorenza Lei che si sente solida in sella e che deve dare riscontro a chi l’ha voluta su quella poltrona. Dall’altra parte c’è il presidente Paolo Garimberti che non si vede più nei panni del garante dell’opposizione, bensì nell’alfiere del nuovo che avanza. Inutile sottolineare che entrambi i protagonisti della sfida si giocano la testa (intesa come riconferma). Chi vincerà la partita? Il Tg1 e la Tgr (la testata regionale) rappresentano il trofeo da portare a casa, il terreno di gara da espugnare se la vediamo dal punto di vista dei partiti politici. Da quando non c’è più Silvio Berlusconi si è venuta a creare una certa confusione nella governance di viale Mazzini. Non si sa più chi faccia parte della maggioranza e chi dell’opposizione. Quello che è chiaro è lo scenario: ognuno per sé, Dio per tutti. Al governo Monti non dispiacerebbe cominciare a mettere qualche paletto sulla riforma della Rai, ma mancano gli strumenti per cambiare le cose. E se essi non si troveranno al più presto esiste la possibilità che il cda in scadenza a fine marzo possa subire una proroga. Ma la contesa Lei-Garimberti verte proprio su un’altra proroga, quella della direzione del Tg1. La Lei vorrebbe tenere in carica, almeno fino a giugno, Alberto Maccari. Per contro, Garimberti vorrebbe sostituirlo da subito con Marcello Sorgi o Mario Calabresi. Ma quanti di questi papabili candidati hanno voglia di prendersi gli oneri di una direzione che tra qualche mese potrebbe essere cancellata dalle elezioni? Il tutto con stipendi sensibilmente ridotti rispetto al passato. Le elezioni che verranno fanno pensare di getto alla Tgr, diventata ora più che mai una direzione strategica. Il posto di Maccari dovrebbe essere assegnato ad Alessandro Casarin, già condirettore, stimato e apprezzato principalmente dalla Lega ma anche da esponenti del Pdl, su tutti Paolo Romani. Ma l’accoppiata Maccari al Tg1 e Casarin alla Tgr è vista come fumo agli occhi dal Pd e dal terzo polo. Da qui la spinta a Garimberti per sparigliare il campo e non lasciare al Carroccio una direzione così importante per le prossime elezioni. Inoltre il terzo polo ha già pronto il suo candidato (Pietro Pasquetti) da opporre a Casarin. Pensate che suk diventerà il cda al momento del voto.<br />
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		<title>Mai dire domenica a La7: ascolti flop</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli ascolti domenicali di La7 sono come la primavera di Franco Battiato, stentano ad arrivare. In onda, condotto da Luca Telese e Nicola Porro, che al sabato va molto meglio, domenica scorsa ha riportato una media di 624.000 (share 2,09%); il nuovo programma culinario Ti ci porto io con Gianfranco Vissani e Michela Rocco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli ascolti domenicali di La7 sono come la primavera di Franco Battiato, stentano ad arrivare. In onda, condotto da Luca Telese e Nicola Porro, che al sabato va molto meglio, domenica scorsa ha riportato una media di 624.000 (share 2,09%); il nuovo programma culinario Ti ci porto io con Gianfranco Vissani e Michela Rocco di Torrepadula, nonostante il lungo battage pubblicitario, ha raccolto soltanto 237.000 telespettatori, per uno share dell’1,52%. Il talk Ma anche no condotto da Antonello Piroso ha intrattenuto 336.000 telespettatori, share 1,74%. Maluccio anche il preserale di Serena Dandini (1,20% di share), che al sabato in prima serata era andata meglio anche di Daria Bignardi (5,7% di share contro 4,48%). Perfino l’edizione domenicale del tiggì è apparsa sotto tono: 1.587.000 (5,94% di share). Fa bene Enrico Mentana a starsene a casa di domenica.</p>
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