Per la nuova Rai si fanno i nomi di Mieli e Anselmi
marco | 11 gennaio 2012
Il premier Mario Monti desidera riformare (o forse sarebbe il caso di dire rifondare) la Rai. L’ha promesso ai telespettatori e sicuramente farà di tutto per rispettare quanto detto. Ma fin da adesso il governo deve mettere in preventivo l’alzata di scudi che ci sarà in parlamento per difendere fino all’ultimo il potere che i partiti possiedono quando si tratta di gestire e assegnare le poltrone di viale Mazzini e Saxa Rubra. Di ipotesi se ne fanno diverse, c’è anche chi sostiene che sarebbe il caso di vendere un canale per ripianare qualche debito. L’ipotesi più accreditata risulta quella di modificare la governance. Affidarsi a un amministratore unico con più poteri e rinunciare all’attuale cda, che così com’è rende l’azienda ingovernabile. Di sicuro l’ingrato e onorevole compito spetterà a un supertecnico e non è da escludere che il ruolo sia calzante anche per chi conosce bene il mondo della comunicazione. A riguardo sono due i nomi più spendibili: Paolo Mieli e Giulio Anselmi. Il primo orbita da tempo nel mondo Rai e conosce bene i problemi aziendali, il secondo ha recentemente rifiutato la direzione del Tg1. Avrebbe accettato soltanto in caso di voto all’unanimità da parte del cda, condizione che i consiglieri vicini a Berlusconi non avrebbero mai accettato. E una volta ricevuta tale risposta Anselmi ha ringraziato e declinato l’invito. Entrambi i candidati sono stimati e apprezzati anche dai poteri forti. Anselmi è amico personale di Mario Monti, vanta ottimi rapporti con Corrado Passera, Carlo De Benedetti e Francesco Gaetano Caltagirone. Contro di lui c’è invece tutta la galassia berlusconiana che non lo appoggerebbe mai nella partita. Ma i berlusconiani non appoggerebbero mai neanche Mieli. Forse si pensa di più a un Clemente Mimun o a un Carlo Rossella. Chissà se si possa trovare un compromesso nel nome di Bruno Vespa, il quale però tutto vuole fare meno lasciare a qualcun altro il suo Porta a Porta.
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